Sarà mai possibile superare i pregiudizi tra medicina convenzionale e medicina complementare? Diversi autori si stanno ponendo questa domanda1


Purtroppo, pare di no… Infatti, oggi si cerca di screditare con tutti i mezzi, leciti o meno, chi la pensa diversamente. Presa di mira, ultimamente, è l’omeopatia accusandola di essere inefficace. Ai soliti luoghi comuni si affiancano dichiarazioni imprecise sullo stato della ricerca o viene citato il DL n. 219 del 24 aprile 20062 che, tra l’altro, tratta i criteri di fabbricazione, commercializzazione e pubblicità dei farmaci. [1-7]

Le nostre riflessioni fanno seguito ad alcuni episodi recenti; tra questi in particolare la richiesta formale dell’Agenzia del Farmaco Italiana ( AIFA) di modificare i contenuti del convegno mondiale di omeopatia previsto per fine settembre in Italia pena il divieto del suo svolgimento il “Münsteraner Memorandum Homöopathie” presentato al recente 121° incontro della Federazione dei Medici tedesca con la richiesta di abolire l’omeopatia e i prodotti omeopatici delle farmacie; un opuscolo tedesco del 2018 in cui si richiede ai farmacisti di informare i clienti del fatto che i prodotti omeopatici sono “placebo inefficaci”, sottolineando che il loro effetto terapeutico non è dimostrato (anche in Italia c’è un movimento di farmacisti riuniti sotto lo slogan “Fuori l’omeopatia dalle farmacie”); ed infine quanto appena emerso: lo studio australiano, citatissimo dai detrattori dell’omeopatia, che affermava l’inefficacia di questa disciplina medica si è rivelato essere fraudolento a causa di una massiccia manipolazione dei dati esaminati.

Molti testi che trattano dell’omeopatia non sono né obiettivi né scientificamente motivati e presentano i risultati degli studi sulla sua efficacia terapeutica in modo tendenzioso e volontariamente impreciso1. Esistono studi di alta qualità che confermano la sua efficacia terapeutica e il 90% degli studi clinici disponibili che affermano che l’omeopatia non ha effetti terapeutici dovrebbero essere ignorati2,3,4.

L’omeopatia, quando esercitata da medici, realizza la Medicina Integrata volta a ottenere il massimo beneficio per i pazienti; questo concetto è ben chiaro agli svizzeri che, tramite referendum, hanno deliberato l’introduzione delle medicine complementari come diritto costituzionale, dopo un processo di confronto e revisione scientifica. Così la vicina Svizzera, che non ha un sistema sanitario universale, prevede che anche l’omeopatia sia coperta dall’assicurazione medica di base e che il suo insegnamento sia regolamentato in tutte le scuole per le professioni sanitarie. 
Sfortunatamente non tutte le autorità mondiali agiscono così! E’ recente lo scandalo che ha coinvolto la più alta autorità di sanità pubblica in Australia, il Consiglio Nazionale per la Salute e la Ricerca Medica (NHMRC) il quale, nell’ambito di un’indagine del Senato, ha dovuto ammettere di NON avere seguito, nelle revisioni delle prove di efficacia sull’omeopatia, le linee guida o gli standard scientifici riconosciuti. Le 17 revisioni, condotte dall’NHMRC tra il 2012 e il 2015, hanno ovviamente generato report critici su questa medicina e sono stati utilizzati per motivare l’abolizione del rimborso dell’assicurazione sanitaria privata per questo tipo di terapie. La frode, oltre che smaccata è spudorata: 171 dei 176 studi inclusi nello studio iniziale sull’efficacia dell’omeopatia sono stati classificati – in itinere o a posteriori – come “inaffidabili” e quindi ignorati ed il giudizio si è basato solo su 5 studi. Se fossero stati utilizzati metodi scientifici standard, il team di revisione avrebbe dovuto segnalare che 88 dei 176 studi complessivi analizzati avevano riportato risultati statisticamente positivi e che molti di questi studi erano stati condotti con elevata qualità metodologica, con risultati conclusivi nettamente differenti da quelli poi diffusi5.
L’ente inquisito è stato obbligato a pubblicare i dati senza le manipolazioni
 Qui il report integrale. Vedremo se i detrattori dell’omeopatia continueranno a citare lo studio incriminato anche dopo che è stata ristabilita la verità.

In Italia è del 2 settembre scorso la comunicazione, a firma del dirigente dell’ufficio di AIFA per l’Autorizzazione di convegni e congressi, in cui, con richiamo all’Articolo 128 del DL 219 – “Disposizioni particolari per la pubblicità sui medicinali omeopatici”, viene fornito un parere negativo sul tema di tre relazioni annunciate nel corso del congresso mondiale di Omeopatia di Sorrento. In particolare, viene sottolineato come, non essendo previste per legge autorizzate indicazioni terapeutiche per le preparazioni omeopatiche, esse non possano essere presentate come efficaci nei confronti di alcuna terapia, incorrendo, se ciò fosse fatto, nell’illecito di pubblicità ingannevole.

L’evento6, promosso dalla Liga Medicorum Homeopathica Internationalis (LMHI), richiamerà a Sorrento medici e ricercatori da tutto il mondo; il programma prevede interventi di relatori di caratura nazionale e internazionale su ricerca clinica, proving, agro-omeopatia, veterinaria, odontoiatria, metodologia clinica e integrazione dell’omeopatia nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. La motivazione dell’AIFA ricorda
Il paradosso del Comma 22 formulato nel romanzo Catch 22 di Joseph Heller: «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.» In pratica, dal momento che ad oggi i rimedi omeopatici non sono provvisti di indicazioni terapeutiche sulle varie patologie, si nega la possibilità di svolgere delle relazioni che ne attestino l’efficacia nei casi clinici che ne hanno testimoniato il successo. Impedire la comunicazione dei risultati degli studi che possano provare l’efficacia dell’omeopatia preclude la possibilità di ottenere indicazioni terapeutiche precise. È questo il paradosso consumato.


Il dialogo e l’integrazione dei saperi pare quindi essere ancora un miraggio perseguito da tempo e da più parti e fortemente voluto dalla parte minoritaria che si occupa di medicina alternativa che, almeno sulla carta, avrebbe più da perdere.
Per fare un esempio virtuoso citiamo il Forum “Dialogue Pluralism in Medicine” (DPM)7 che, dal 2000, sullo sfondo di numerosi e insostenibili attacchi generali alle medicine alternative, prova a favorire una medicina integrata e che recentemente ha pubblicato una dichiarazione con riferimento a studi clinici internazionali e meta-analisi sull’omeopatia [8-20] sempre sottolineando che sia la medicina convenzionale che quella complementare sono obbligate ad aderire agli standard scientifici [21].

Tutti coloro che con ostinazione escatologica richiedono l’esclusione delle terapie complementari e il ritiro di prodotti omeopatici o che negano la possibilità di dialogo, seguono la dinamica di rivendicare i privilegi per il proprio paradigma attraverso la legislazione, mentre dovrebbe essere vietato allo Stato di emettere giudizi scientifici volti alla difesa di un paradigma specifico indicando un trattamento preferenziale per singoli approcci o paradigmi medici. Il pluralismo scientifico va difeso e garantito8.
Crediamo che lo spirito di collaborazione critico ma imparziale tra medicina tradizionale e complementare sia condizione preliminare per un sistema sanitario complesso che soddisfi le aspettative e le esigenze individuali e della popolazione; siamo sicuri che i tentativi di monopolizzare con un singolo paradigma favoriscano l’emergere di schemi di pensiero totalitari senza rispetto per i diritti di autodeterminazione dei cittadini, senza tolleranza verso i sostenitori di diversi approcci teorici e pratici, senza riconoscimento della ricerca individuale per conoscenza, né rispetto per la dignità umana. È davvero quello vogliamo per il nostro sistema di medicina e assistenza sanitaria: vogliamo strutture totalitarie?

Intendiamo promuovere il mantenimento e lo sviluppo del pluralismo in medicina come fondamento di un sistema sanitario liberale e democratico che consenta l’assistenza sanitaria sotto la responsabilità personale, in considerazione dell’interesse pubblico ma con particolare attenzione per i cittadini e le esigenze e le preferenze individuali dei pazienti.
Respingiamo pertanto fermamente qualsiasi modello di pensiero totalitario e la diffusione di nozioni preconcette e di parte ma contiamo sull’onestà intellettuale che dovrebbe essere alla base di ogni decisione.

 

NOTE:

  1. Peter Friedemann Matthiessen: Homeopathy and Pluralism of Theories in Medicine Arguments Put Forward to Remove Homeopathic Products from Pharmacies Contradict Actual Scientific Evidence and Suggest Deliberate Misinformation American Journal of Clinical and Experimental Medicine. Vol. 7, No. 2, 2019, pp. 42-46. doi: 10.11648/j.ajcem.20190702.11
  2. https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06219dl.htm
  3. Münsteraner Memorandum Homöopathie. Ein Statement der Interdisziplinären Expertengruppe „Münsteraner Kreis” zur Abschaffung der Zusatzbezeichnung Homöopathie.
  4. Hahn Robert G. (2013) Homeopathy: meta-analyses of pooled clinical data. ForschKomplementmed. 2013; 20 (5): 376-81. doi: 10.1159/000355916
  5. Frass Michael, Linkesch Manfred, Banyai Susanne, Resch Gerhard, Dielacher Christoph, Lobl Thomas et al. (2005b).
    Adjunctive homeopathic treatment in patients with severe sepsis: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial in an intensive care unit. Homeopathy 2005b; 94: 75-80.
  6. www.gesundheit-aktiv.de/aktuelles/Nachrichten/882-die-kruxmit-der-evidenz.html
  7. www.yourhealthyourchoice.com.au/news-features/sciencefactor-fiction-nhmrcadmits-they-did-not-use-cceptedscientificmethods-2/
  8. http://www.lmhi2019.org/it/
  9. Dialogforum Pluralismus in der Medizin (DPM) http://www.dialogforumpluralismusindermedizin.de
  10. Peter Friedemann Matthiessen. Homeopathy and Pluralism of Theories in Medicine Arguments Put Forward to Remove Homeopathic Products from Pharmacies Contradict Actual Scientific Evidence and Suggest Deliberate Misinformation. American Journal of Clinical and Experimental Medicine. Vol. 7, No. 2, 2019, pp. 42-46. doi: 10.11648/j.ajcem.20190702.11

 

RIFERIMENTI:
1. Ernst Edzard, Pittler MH. (2000). Re-analysis of previous meta-analysis of clinical trials of homeopathy. J Clin Epidemiol 2000; 53: 1188
2. Ernst Edzard. (2002). A systematic review of systematic reviews of homeopathy. Br J Clin Pharmacol 2002; 54: 577-82.
3. Shang Aijing, Huwiler-Müntener Karin, Nartey Linda, Jüni Peter, Dörig Stephan, Sterne Jonathan A. et al. (2005). Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo- controlled trials of homoeopathy and allopathy. Lancet; 366: 726-732.
4. Shaw David Martin. (2012). The Swiss Report on homeopathy: a case study of research misconduct. Swiss Med Wkly; 142: w13594.
5. Schmacke Norbert. (Hrsg.) (2015). Der Glaube an die Globuli – Die Verheißungen der Homöopathie. Suhrkamp, Berlin.
6. Schmacke Norbert. (2016). Homöopathie: Der Globuspokus geht weiter. Doc-Check News: 1-4.
7. Linde Klaus, Clausius Nicola, Ramirez Gilbert, Melchart Dieter, Eitel Florian, Hedges Larry V et al. (1997). Are the clinical effects of homeopathy placebo effects? A meta-analysis of placebocontrolled trials. Lancet 1997;350:834-843.
8. Linde Klaus, Clausius Nicola, Ramirez Gilbert, Melchart Dieter, Eitel Florian, Hedges Larry V et al. (1998). Overviews and meta-analysis of controlled clinical trials of homeopathy. In: Ernst E, Hahn EG (eds.). Homeopathy. A critical appraisal. Butterworth-Heinemann, Oxford. S. 101-106.
9. Kleijnen Jos, Knipschild Paul, terRied Gerren. (1991). Clinical trials of homeopathy. BMJ 302: 316323.
10. Mathie Robert T, Lloyd Suzanne M, Legg Lynn A, Clausen Jürgen, Moss Sian, Davidson Jonathan R et al. Randomised placebo-controlled trials of individualised homeopathic treatment: Systematic review and meta-analysis.Syst Rev. 2014 Dec 6; 3:142. doi: 10.1186/2046-4053-3-142.
11. Cucherat Michael, Haugh Margaret C., Gooch Michael, Boissel Jean-Pierre. (2000). Evidence of clinical efficacy of homeopathy. (A meta-analysis of clinical trials.) Eur J Clin Pharmacol 2000;56:27-33.
12. Bornhöft Gudrun, Matthiessen Peter F. (eds). (2011) Homeopathy in Health Care – Effectiveness, Appropiateness, Safety, Costs. An HTA Report on Homeopathy as part of the Swiss Complementary Medicine Evaluation Programme. Springer-Verlag, Berlin/Heidelberg.
13. Hahn Robert G. (2013) Homeopathy: meta-analyses of pooled clinical data. ForschKomplementmed. 2013; 20 (5): 376-81. doi:10.1159/000355916.
14. Der aktuelle Stand der Forschung zur Homöopathie“. (2016) Forschungsreader der Wissenschaftlichen Gesellschaft für Homöopathie. WissHom. einsehbar unter: https://www.homoeopathie-online.info/category/wisshom/
15. Gleiss Andreas, Frass Michael, Gaertner Katharina. (2016) Re-analysis of survival data of cancer patients utilizing additive homeopathy. Complement Ther Med Aug; 27:65-7. doi: 10.1016/j.ctim.2016.06.001. Epub 2016 Jun 7.
16. Frass Michael, Dielacher Christoph, Linkesch Manfred, Endler Christian, Muchitsch Ilse, Schuster Ernst et al. (2005a) Influence of potassium dichromate on tracheal secretions in critically ill patients. Chest 2005a; 127: 936-41.
17. Ammon Klaus v, Bornhöft, Gudrun, Maxion-Bergemann Steffi, Righetti Marco, Baumgartner Stephan, Thurneysen André et al. (2013). Familiarity, objectivity – and misconduct. Counterstatement to Shaw MD. The Swiss Report on homeopathy: a case study of research misconduct. Swiss Med Wkly. 2013; 143: w13720.
18. Frass Michael, Linkesch Manfred, Banyai Susanne, Resch Gerhard, Dielacher Christoph, Lobl Thomas et al. (2005b). Adjunctive homeopathic treatment in patients with severe sepsis: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial in an intensive care unit. Homeopathy 2005b; 94: 75-80.
19. Teut Michael, Lucae Christian, Wischner Matthias, Dahler Jörn D. (2015). Der Glaube an die Globuli” – eine kritische Rezension. www.informationen-zur-homoeopathie.de. Posted on 2. August 2015 in Gesellschaft für Homöopathie.
20. Willich Stefan N, Girke Matthias G, Hoppe Jörg-Dietrich, Kiene Helmut, Klitzsch Wolfgang, Matthiessen Peter F. et al. (2004) Schulmedizin und Komplementärmedizin. Verständnis und Zusammenarbeit müssen vertieft werden. Deutsches Ärzteblatt; 110, 19:A-1314-1319, B-1087-1091, C-1051-1055, Köln.
21. Kiene Helmut, Heimpel Hermann, gemeinsam verfasst von den Mitgliedern des Dialogforum Pluralismus in der Medizin. (2010) Ärztliche Professionalität und Komplementärmedizin. Was ist seriöses therapieren? Medizinpluralismus und die Verpflichtung zu Wissenschaftlichkeit erscheinen nur auf den ersten Blick als ein Widerspruch. Deutsches Ärzteblatt Jg.107. Heft 12. 26. März 2010