Area Legale,L'Obiezione attiva: Come e Perchè

PER UN’OBIEZIONE ATTIVA

14 Dic , 2014  

Praticare l’obiezione vaccinale è un diritto riconosciuto, seguire pratiche corrette è la garanzia per non andare incontro a contestazioni di alcun genere

Le vaccinazioni obbligatorie sono: antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); antiepatitevirale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165).

Tutte le altre sono volontarie, anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l’uso e garantisce la gratuità. Un tempo i bambini non vaccinati non potevano frequentare le scuole e i genitori venivano segnalati ai Tribunali dei minori per una verifica dell’idoneità genitoriale. Oggi non è più così. Molte Regioni, dopo la riforma dell’articolo V della Costituzione, hanno emanato Decreti e Regolamenti per regolamentare la questione vaccinale. Il Veneto ha temporaneamente sospeso l’obbligatorietà, la maggior parte delle altre (Lombardia, Prov. di Trento, Piemonte, Toscana, Sardegna, Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria) ha deciso di non sanzionare i genitori che rifiutino questa pratica. La sanzione prevista era una multa, che è applicata ancora solo nella Prov di Bolzano.

Il rifiuto non compromette la scolarità del bambino, a nessun bambino può essere impedito di frequentare il nido d’infanzia, la scuola materna, la scuola dell’obbligo e tutte le comunità infantili, anche se all’atto dell’iscrizione viene richiesto il calendario vaccinale (DPR n. 355/1999 e circolari attuative)

Cosa fare quando si riceve l’invito alla prima vaccinazione

Dal momento che l’obbligo vaccinale è ancora in vigore, i genitori non possono far finta di niente (la legge non ammette ignoranza). Il cittadino deve adempiere ad un obbligo, che deve conoscere, senza attendere inviti e sollecitazioni sotto forma di telefonate, posta ordinaria o raccomandata da parte dell’ASL. L’Ente pubblico non ha nessun obbligo legale di inviare comunicazioni formali, perché le vaccinazioni sono obbligatorie. Allo stesso modo la Legge prevede che la patente di guida abbia corso legale, pertanto nel momento in cui essa scade,  il cittadino ha l’obbligo di rinnovarla. Nessuno aspetta una raccomandata da parte della Motorizzazione Civile per rinnovare la patente. 

3 passi per praticare l’obiezione attiva

In realtà la pratica è semplice, ed è bene seguirla rigorosamente per non incorrere in contestazioni, sempre possibili. Tali problemi non si porranno per quanti seguiranno questi 3 passi:

  1. Occorre esporre all’ASL  e per conoscenza al Sindaco, inviando una raccomandata AR, i propri dubbi e le proprie paure e richiedere informazioni dettagliate sui potenziali rischi connessi alla pratica vaccinale (Reazioni avverse, Legge 210 del ’92,….).
  2. Presentarsi al colloquio se verrete invitati da parte della ASL.
  3. Comunicare la decisione di non vaccinare il proprio bambino tramite raccomandata AR da inviare alla Usl e al Sindaco;

  4. Firmare il documento di dissenso informato qualora venisse attivato dalla ASL modificandolo in questo modo: cancellando la dicitura  “siamo stati sufficientemente informati” e quella per “convincimento ideologico”,  inserendo un testo scritto di proprio pugno che evidenzia di non avere avuto rassicurazioni riguardo l’assenza di future reazioni avverse o di effetti collaterali importanti da parte degli operatori della ASL, e quindi di dover esercitare il principio di precauzione, evitando PER ORA la somministrazione dei vaccini obbligatori.
    Questa dichiarazione NON può essere rifiutata dalle Asl perché rappresenta un diritto del cittadino rientrante nel più generico principio di autodeterminazione in ambito sanitario sottolineato dalla Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina, meglio conosciuta come Convenzione di Oviedo, sottoscritta il 4 Aprile 1997. E’ sempre meglio che il Dissenso informato sia un atto separato dalla raccomandata iniziale. Se vi riterrete informati dal colloquio con l’ASL, firmerete il loro modello; se non vi riterrete informati, allora dovrete modificarlo. Questa evenienza è sempre la migliore, perché un Dissenso Informato  firmato senza modifiche, può comportare dei rischi. Se la ASL non accettasse il modello del dissenso informato modificato, inviatelo per raccomandata AR. E’ importante che sia un documento separato, non solo il testo di una raccomandata.

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