Di Roberto Volpi

Questo articolo potrebbe essere considerato una sorta di lettera aperta al Ministro della Salute, onorevole Roberto Speranza.

Il perché è presto detto. Siamo ancora alle prese con il coronavirus che tanti disastri ha fatto e che ancora non può essere considerato al passato che già altre campagne antivirali, proprio sull’onda dell’emozione provocata dal Covid-19, si annunciano. Una è quella che riguarda l’influenza stagionale, per la quale si sta pensando di introdurre l’obbligatorietà del vaccino per tutti gli italiani di almeno 60 anni. Una pensata che viene dal governatore del Lazio e segretario del PD Zingaretti e che non pare propriamente una genialata. Per tre motivi: uno che vale meno, uno che vale di più, e uno, il terzo, che nessuno dice.

Primo motivo, quello che vale meno: sono quasi 19 milioni gli italiani che hanno almeno 60 anni. E si vuole vaccinare obbligatoriamente anno dopo anno un terzo della popolazione italiana? Quando ci si provò con l’influenza suina del 2009 si riuscì a malapena a vaccinare un milione di italiani. Sarà un altro mezzo disastro annunciato. Assai costoso, oltretutto.

Secondo motivo, quello che vale di più: il vaccino antinfluenzale per la stagione influenzale che deve ancora arrivare è studiato sulla base dei virus influenzali che hanno operato nella stagione influenzale appena trascorsa. Non sappiamo quali saranno i virus influenzali dell’influenza che arriverà a partire dal prossimo autunno, possiamo solo provare ad avvicinarli il più possibile sulla base dell’esperienza appena trascorsa. È questo il principio dei vaccini antinfluenzali. Vi sembra sufficiente? A chi scrive e a milioni di altre persone, tra cui moltissimi medici e virologi, no.

Terzo motivo: quello che nessuno dice. Nei più influenzati tra gli influenzati vengono presi, al culmine dell’attacco febbrile, dei campioni clinici (tamponi orofaringei) che vengono analizzati in appositi laboratori per verificare quali sono i virus influenzali circolanti. Questa operazione, che si chiama “tipizzazione” dei virus influenzali, è fatta proprio allo scopo di calibrare meglio il vaccino per la stagione influenzale che deve ancora arrivare. Quest’anno – come documentano i bollettini virologici del Ministero della Salute – di 16.146 tamponi orofaringei analizzati 3.760 (il 23%) presentavano almeno un virus influenzale, tutti gli altri no, non presentavano virus influenzali di sorta. Ora, dal momento che i tamponi orofaringei vengono presi tra quanti si ritengono i più influenzati tra gli influenzati, e per di più al culmine dell’attacco febbrile, ci vuol poco a capire che se appena 23 su 100 di costoro presentavano virus influenzali nell’universo di tutti i cosiddetti influenzati non ce ne saranno più di 10-15 su 100 che, presentando qualche virus influenzale, sono davvero tali, davvero degli ammalati di influenza.

Conclusione: nel mentre ci preoccupiamo tanto di l’influenza, minacciando addirittura un vaccino obbligatorio, la gente nel periodo invernale si ammala di tutt’altro che di influenza.

 

Questo è quanto. E non è opinabile, dal momento che i dati sono ufficialissimi. L’influenza nel periodo invernale è marginale nel quadro epidemiologico d’insieme, altre sono le malattie che circolano e fanno danni.

Ora, non c’è da dubitare che il ministro Speranza conosca i dati che il suo stesso ministero produce e diffonde (non come dovrebbe: i bollettini virologici, oltre a presentare qualche punto oscuro, sono circondati da un silenzio impenetrabile, mai un confronto, mai una discussione, niente). È dunque lecito chiedergli di non aderire alla richiesta di una vaccinazione antinfluenzale obbligatoria

  1. di dubbia riuscita per le dimensioni della popolazione target
  2. con buona probabilità inefficace per il modo stesso in cui è congegnato il vaccino antinfluenzale, tarato su virus influenzali già passati
  3. rivolta a contrastare un’influenza che non ha affatto la diffusione che si dice e
  4. mentre malattie del periodo invernale che la sopravanzano numericamente di sei volte vengono curate tutte per influenza pur non essendolo – con quali risultati, difficile dire.

 

Ecco, signor Ministro della Salute, non si vede cos’altro debba servire per lasciare la vaccinazione antinfluenzale, se proprio la si vuole lasciare, semplicemente a quanti ritengono di doverla fare.