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Ancora pioggia sulla Novartis

23 Giu , 2014  

Il 28 maggio scorso il ministero della Salute ha richiesto alla Novartis un risarcimento da 1,2 miliardi di euro per comportamenti anticoncorrenziali, avendo ostacolato, con la complicità della Roche, l’uso di Avastin, un medicinale più economico di Lucentis, molto più costoso.

pioggia01Il 20 giugno gli stabilimenti di Siena, sede della Novartis Vaccines and Diagnostics srl e di Varese, sede della Novartis Farma S.p.A sono stati oggetto di una perquisizione nell’ambito di una inchiesta condotta dalla procura di Siena che contesta a Francesco Gulli amministratore delegato e legale rappresentante della Novartis Vaccines and Diagnostics srl l’accusa di “truffa aggravata ai danni dello Stato” (artt. 61 n. 7 e 640 c.p. c. 2, c.p.). La stessa società è incolpata per violazione dell’illecito amministrativo dipendente dal reato previsto dagli artt. 5, lett. a) e 24 del D.Lgs 231/2001 (Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche).

La vicenda risale al 2009, anno della bufala dell’influenza H1N1, quando una banale epidemia influenzale divenne improvvisamente la prima pandemia del XXI secolo. L’Organizzazione Mondiale della sanità cambiò tra il primo e il 9 maggio la definizione stessa di pandemia. La versione adottata fino ad aprile recitava: “Una pandemia influenzale avviene quando un nuovo virus influenzale appare in una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malattie” (dal documento originale). Nella versione successiva, del maggio 2009, si leggeva invece: “Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al normale di questa malattia. Una pandemia è un’epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha alcuna immunità “. Scomparve il riferimento all’“enorme numero di morti e malattie” e questo permise all’OMS di dichiarare lo stadio 6 di gravità, inducendo gli Stati a fare scorta degli inutili farmaci antivirali e dei vaccini. Il nostro Governo, per averne urgentemente disponibilità, sottoscrisse un contratto con Novartis pattuendo l’acquisito di 24 milioni di dosi di vaccino pandemico per un ammontare complessivo di € 184.800.000. Il contratto stipulato tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics srl presentava aspetti poco chiari, tanto che la stessa Corte dei Conti rilevò l’esistenza di condizioni che “vanificano a favore della Novartis” tutti i vincoli contrattuali. Infatti, l’accordo non imponeva alcuna penalità in caso di mancata consegna dei vaccini o in caso di violazioni di disposizioni essenziali da parte della Novartis. Prevedeva garanzie a carico del ministero non bilanciate rispetto a quelle a carico della Novartis. Mancava di adeguate valutazioni tecniche circa la congruità dei prezzi, e, soprattutto, il ministero s’impegnava a risarcire alla Novartis, senza alcun limite, né monetario, né temporale, tutte le perdite derivanti da danni causati dal vaccino a persone e/o cose, con la sola eccezione di quelli legati a difetti di fabbricazione. Il ministero si accollava quindi tutti i rischi connessi a eventuali reazioni avverse, effetti collaterali o qualunque altra conseguenza, comprese quelle imprevedibili, derivanti dall’uso del vaccino. Un’assunzione totale di responsabilità da parte della pubblica amministrazione che esonerava completamente la Novartis. A molti parve inaccettabile che una società privata aumentasse i propri profitti grazie a un’emergenza sanitaria e scaricasse sul contribuente tutti i rischi connessi all’uso del prodotto e che un governo acquistasse vaccini per centinaia di milioni senza pretendere garanzie adeguate, anzi accollandosi ogni rischio. Se, come più volte affermato, il vaccino non presentava controindicazioni, perché questa clausola così platealmente liberatoria nei confronti del produttore? Ma gli italiani, medici e operatori sanitari per primi, rifiutarono di sottoporsi alla vaccinazione e il Ministero della Salute richiese a Novartis d’interrompere la fornitura di oltre 12 milioni di vaccini, non ancora prodotti, per un controvalore di € 97.615.179. La Novartis non esitò a intentare un ricorso al TAR competente, e il Ministero avviò una trattativa per una composizione extragiudiziale della questione, che terminò nel 2012 con un accordo che fissava a € 19.892.254 l’indennizzo dovuto alla casa farmaceutica per la mancata produzione delle dosi residue.

Non solo non c’era alcun bisogno di questo vaccino, ma oggi gli inquirenti ipotizzano che il prezzo del Focetria sia stato gonfiato in modo illecito. Il vaccino contiene l’adiuvante MF59, il cui costo fu irregolarmente aumentato con meccanismi di triangolazione e di sovrafatturazione infragruppo del 500% (3.964 euro al litro invece di 660 euro al litro). Questo ha permesso di ottenere un maggior indennizzo ai danni del Ministero della Salute. Peraltro, lo stesso prezzo pattuito di 7 € a dose risentì dell’incremento artificioso del prezzo dell’adiuvante, per cui il danno per l’Erario potrebbe essere di oltre 16 milioni di euro, pari al differenziale tra il prezzo rettificato moltiplicato il numero di dosi acquistate.

Anche per il vaccino FLUAD, utilizzato contro le influenze stagionali, contenente l’adiuvante MF59, è stata mossa la medesima contestazione. È in fase di accertamento la stima del danno provocato dal sovraprezzo applicato ai vaccini influenzali stagionali.

Secondo Tom Jefferson la vicenda pandemia rappresenta “un fallimento multi sistemico: un fallimento regolatorio, un fallimento della sanità pubblica, un fallimento dei media e degli operatori sanitari, primo fra tutti dei ricercatori. Il meccanismo della pandemia influenzale è ripetuta tutti i giorni in diversi altri ambiti, in cui malattie vengono completamente inventate oppure il loro effetto viene ingigantito per aumentare il mercato, spaventare la gente o per indurre persone a certe scelte di mercato”, come dichiarato in un’intervista al Fatto quotidiano http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/06/21/vaccini-epidemiologo-jefferson-stampa-e-governi-contribuirono-a-psicosi/285512/

Ancora una volta, insomma, la Novartis è coinvolta in uno scandalo che potrebbe aver pesantemente danneggiato il Servizio sanitario nazionale. Il Codacons ha chiesto al Ministero della salute e all’Aifa di valutare, alla luce della nuova inchiesta, la sospensione immediata della fornitura di farmaci prodotti dalla Novartis a carico del Ssn. Noi segnaliamo che il Bexero, il nuovo vaccino contro il meningococco di tipo B, non offre garanzie assolute di sicurezza e di efficacia.

Non vorremmo attendere una nuova indagine della magistratura per avere la conferma che, anche in quest’occasione, abbiamo ragione.

Redazione AsSIS

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