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Poliomielite in Ucraina, si parte…

8 Set , 2015  

a cura del Dottor Eugenio Serravalle.

esLa notizia di due casi di poliomielite indotta da virus vaccinico in Ucraina (cioè provocati proprio dal vaccino stesso utilizzato per l’immunizzazione di massa dei bambini) è usata strumentalmente per fornire un’informazione distorta sulla poliomielite e la vaccinazione. Si gioca infatti, incredibilmente, sull’equivoco e ancora una volta, anziché riflettere seriamente sulle politiche vaccinali, la loro utilità e la loro efficacia, si usano questi episodi per fare propaganda pro-vaccini cercando di far passare anche queste storture dell’immunizzazione di massa come effetto della sempre più ampia critica e presa di coscienza nei confronti di essa.

Riprendo parte di quanto ho scritto nel mio libro Bambini super-vaccinati, aggiornandolo con le notizie di questi giorni.

Esistono due vaccini contro la poliomielite: il vaccino di Salk, attualmente in uso anche in Italia, somministrato per via intramuscolare (si usa la sigla IPV), e il vaccino che si somministra per bocca, preparato da Sabin nel 1955 (OPV), introdotto negli USA nel 1963 ed in Italia nel 1964. Ambedue i vaccini contengono i tre sierotipi del virus della polio.

Il vaccino OPV è stato scelto per decenni per la vaccinazione anche in Italia, per la sua facilità di somministrazione, per la buona accoglienza da parte dei vaccinandi (il famoso zuccherino), per la capacità di indurre immunità intestinale (legata alla presenza di IgA di superficie) superiore a quella conferita dal vaccino di Salk, per la possibilità di vaccinare indirettamente anche i contatti, cioè i soggetti non vaccinati che entrano comunque in rapporto con il virus vaccinico. Questa possibilità dei ceppi vaccinali di diffondersi dal soggetto immunizzato ai conviventi e ad altre persone con le quali egli entri in contatto, costituisce un reale pericolo, ben noto1.

I virus contenuti nel vaccino di Sabin non sono uccisi ma attenuati, e per questo, una volta introdotti nell’organismo per via orale, sono eliminati con le feci, possono circolare nell’ambiente esterno e causare nuove infezioni perché possono andare incontro a mutazione genetica, riacquistando la capacità di essere virulenti, provocare la malattia e infettare il sistema nervoso centrale2. La complicanza più grave della vaccinazione è la polio paralitica da vaccinazione (VAPP). In uno studio giapponese3 si è dimostrato come i virus del vaccino fossero rintracciabili nei liquami e nelle acque del fiume della zona geografica oggetto dello studio. Furono ritrovati 29 ceppi di poliovirus di tipo 3 originati dal vaccino, 16 dei quali (55%) avevano riacquistato la neuro virulenza, per cui erano pericolosi per la popolazione. Tre erano del tipo molto virulento. Gli isolamenti avvennero 3 mesi dopo la somministrazione del vaccino OPV in tutta la zona. Gli Autori della ricerca rilevarono il rischio ambientale di contrarre una paralisi da virus vaccinico orale finché il vaccino di Sabin non fosse stato completamente sostituito dal vaccino di Salk. Lo studio fornisce la spiegazione delle epidemie di poliomielite che sono state registrate in diverse zone del mondo, dopo la vaccinazione con il vaccino OPV. Un esempio di epidemia da virus vaccinico è quella verificatasi nella Repubblica Dominicana ed Haiti negli anni 2000-20014. Furono notificati 17 casi in bambini di età inferiore ai 6 anni. 6 erano stati completamente o parzialmente vaccinati, 6 non lo erano, nulla si sa degli altri 5. La malattia fu causata da un virus di tipo 1 utilizzato nella campagna vaccinale e rimasto in circolo nell’ambiente, attraverso l’eliminazione con le feci. Anche qui era accaduto che il virus vaccinale aveva modificato la sua struttura genetica, ed aveva riacquistato le caratteristiche di neuro-virulenza. E’ un fenomeno oggi ben conosciuto5: i virus del vaccino Sabin sono in grado di mutare e provocare epidemie da virus definiti Sabin-like: è avvenuto nei Caraibi, nelle Filippine, in Angola, in Madagascar, in Indonesia, in Cambogia, in Niger, in Myanmar e in Nigeria, Paesi con condizioni igieniche tali da favorire la trasmissione oro-fecale6. Anche recentemente in Sud Sudan, Madagascar, Mali, e oggi in Ucraina assistiamo al ripetersi di questo fenomeno, che non è quindi una novità.

Ricordiamo che in Italia la poliomielite è scomparsa dal 1982, anno in cui sono stati notificati 2 casi in Campania. Dal 1982 al 1999 sono stati registrati ufficialmente 13 casi di paralisi, tutti associati alla somministrazione del vaccino OPV (Sabin) di cui 11 in soggetti direttamente vaccinati, e 2 in contatti, cioè soggetti infettati indirettamente dal virus vaccinale7. I dati ufficiali non concordano con quelli raccolti da CONDAV8, secondo cui la frequenza di paralisi da vaccino è molto superiore. In tre anni (1996-97-98) l’ Associazione ha potuto accertare ben 9 i casi di paralisi da vaccino, tutti riconosciuti ufficialmente dal Ministero della Salute. In Italia nascono ogni anno circa 500.000 bimbi. Se moltiplichiamo per tre (gli anni presi in esame) avremo un totale di 1.500.000 bambini. 9 casi di paralisi su 1.500.000 bambini vaccinati significano una media di 1 caso ogni 167.000, molto di più di quello che riportano le casistiche ufficiali, che parlano di 1 caso ogni 2.500.000 di vaccinati.

I dati tratti dal sito del WHO ci dicono che i casi totali di polio al 2 settembre 2015 sono 37 da virus selvaggio e 12 da virus del vaccino. Un anno fa, alla stessa data erano rispettivamente 148 e 34. E ci confermano che i casi totali del 2014 indicano in 359 i casi di polio da virus selvaggio e 55 da virus vaccinico9.

Nel libro Vaccinazioni Alla ricerca del rischio minore ho scritto: “La poliomielite si diffonde nelle zone povere del pianeta, a causa delle precarie condizioni igieniche, della grave malnutrizione che compromette l’immunità dei bambini. In Africa, in più, a causa delle guerre, delle condizioni dei profughi che cercano di sfuggire alle atrocità ed ai massacri e che conducono una vita priva delle risorse più elementari… In Afghanistan e Pakistan i bambini muoiono molto di più per la mancanza di acqua potabile, cibo e guerra che per la poliomielite, seppure presente.”

Gli interventi medici hanno un’indubbia efficacia nell’arginare tempestivamente la diffusione di simili epidemie, ma sul lungo periodo l’unica arma vincente è la diffusione di buone prassi igieniche, alimentazione adeguata, abitazioni idonee e riscaldate tra la popolazione e di senso di consapevolezza e responsabilità tra le classi dirigenti per una convivenza civile senza guerre per non dover vivere il confine tra avere o non avere diritto di esistere.

1Modlin JF Humoral and mucosal immunity in infants induced by three sequential inactivated poliovirus vaccine-live attenuated oral poliovirus vaccine immunization schedule. J Infect Dis 1997 175 suppl1 S228-34

2Friedrich Molecular evolution of oral poliovirus Acta Virol 2000, 44(2)109-17

3Hiromu Yoshida; Hitoshi Horie et al Caratterizzazione del poliovirus derivato dal vaccino isolato in fiumi e ruscelli in Giappone. Lancet 2000, 356 (9240):1461-3

4Poliomyelitis Dominican Republic and Haiti. Weecly Epidemiol Rec 2000 75:397

5 Fine PE, Carneiro, LA Transmissibility and persistence of oral polio vaccine viruses: implications for the global poliomyelitis eradication initiative. Am J Epid 199, 150: 1001-1021

6http://www.cdc.gov MMVR 1996-2007

7Fiore L Situazione della poliomielite in Italia Sorveglianza attiva delle paralisi flaccide acute. SEIDO Piano nazionale vaccini Genova 27-28-9-1999

8CONDAV è il Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino: raccoglie e rappresenta le famiglie che hanno subito un danno alla salute dopo la somministrazione delle vaccinazioni. www.condav.it

9 http://www.polioeradication.org/Dataandmonitoring/Poliothisweek.aspx

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