Le vaccinazioni pediatriche possono favorire l’insorgenza di malattie allergiche? Tali effetti dipendono dall’età della somministrazione? Il rischio è maggiore quanto più è precoce la vaccinazione? Una recente pubblicazione, indagando sulle allergie alimentari, una problematica in aumento in tutti i Paesi industrializzati, ha evidenziato l’importanza dei tempi della somministrazione del vaccino anti difterite-tenano-pertosse nello sviluppo di queste patologie e di altre malattie allergiche. “I bambini sottoposti in ritardo alla vaccinazione DTaP hanno presentato meno eczema e utilizzato meno farmaci per curare l’eczema. La tempistica delle vaccinazioni pediatriche di routine potrebbe influire sulla suscettibilità alle malattie allergiche”. Questa la conclusione degli Autori dello studio Timing of routine infant vaccinations and risk of food allergy and eczema at one year of age, Kiraly, Koplin, Crawford, Bannister, Flanagan, Holt, Gurrin, Lowe, Tang, Wake, Ponsonby, Dharmage,Allen – Allergy. 2016 Apr;71(4):541-9. doi: 10.1111/all.12830. Epub 2016 Feb 8 – .

A cura della Dottoressa Valeria Bianchi e del Dottor Eugenio Serravalle

Naturalmente sono diversi i fattori che possono determinare l’insorgenza di una patologia allergica: non va trascurata l’importanza dei fattori ambientali, l’esistenza di fratelli o sorelle maggiori, la presenza di animali conviventi in famiglia, l’età in cui vengono introdotti cibi allergenici e un adeguato livello di vitamina D. Tuttavia, secondo gli Autori, “si ha prova del fatto che le vaccinazioni somministrate precocemente presentino la potenziale capacità di deviare il sistema immunitario verso un fenotipo più, o meno, allergico”.

crescihasE’ stata effettuata un’analisi di quanto pubblicato sinora nella letteratura scientifica riguardo alla possibile correlazione tra allergie e vaccinazione: se il vaccino anti-tubercolosi (BCG) svolge un ruolo protettivo contro le malattie allergiche (e sono in corso studi randomizzati per verificare tale associazione), gli studi finora condotti sulle correlazioni tra vaccini anti-pertosse inattivati e malattie allergiche hanno mostrato risultati contrastanti. L’unico studio randomizzato sul rapporto tra vaccino anti-pertosse e allergia ha confrontato vaccini anti-pertosse a cellule intere e vaccino acellulare con un vaccino di controllo per difterite-tetano e non ha mostrato grosse differenze nell’insorgenza dell’eczema o di altre malattie allergiche all’età di 2 anni e mezzo. Tuttavia questo studio non ha incluso un gruppo di controllo non vaccinato. La capacità dello studio randomizzato di rilevare le differenze tra i diversi gruppi potrebbe essere stato limitato dall’azione delle altri componenti (difterite o tossoidi del tetano o adiuvanti), che possono contribuire ad avere un effetto biologico sulla malattia allergica,.Potrebbero influire su questi studi osservazionali sui vaccini anti-pertosse proprio le differenze dei tempi di somministrazione delle vaccinazioni, che causerebbero l’eterogeneità nei risultati, dal momento che l’età dell’esposizione agli effetti immunomodulanti dei vaccini potrebbe essere importante per la determinazione del fenotipo immunitario risultante. Cinque studi hanno investigato sui rapporti tra l’età della vaccinazione anti-pertosse e la malattia allergica; di questi, tre suggeriscono che una vaccinazione ritardata è protettiva contro asma, raffreddore da fieno e sensibilizzazione atopica, mentre due studi non mostrano alcuna correlazione tra la tempistica della vaccinazione anti-pertosse e l’asma o l’eczema. Quattro di questi studi hanno indagato sul vaccino contro la pertosse a cellule intere non più utilizzato nella maggior parte dei paesi industrializzati, solo uno ha investigato sull’eczema e nessuno sull’allergia alimentare. Molti di questi studi non hanno riportato l’età della vaccinazione e quindi l’eterogeneità nella tempistica della vaccinazione potrebbe aver portato a risultati contrastanti quando è stato confrontato la presenza di allergie in bambini vaccinati e non vaccinati. Nessuno studio precedente ha esaminato la tempistica della vaccinazione per pertosse e le allergie alimentari. .

Lo studio australiano che stiamo esaminando ha preso in considerazione un campione di bambini di un anno di età per studiare la diffusione e i fattori di rischio delle allergie alimentari e per testare l’ipotesi che un ritardo nella somministrazione della prima dose di un vaccino contenente pertosse acellulare possa essere associato a una ridotta diffusione di allergie alimentari, eczema, respiro sibilante o bronchiolite durante il primo anno di vita. Sono stati 5.276 i bambini reclutati a Melbourne, Australia, tra il 2007 e il 2011. Il calendario vaccinale australiano prevede la somministrazione di una dose del vaccino dell’epatite B alla nascita, seguito dal vaccino difterite-tetano-pertosse (DTaP) a due, quattro e sei mesi di età, di solito come componente dell’Infanrix Hexa®.Sono solitamente co-somministrati un vaccino pneumococcico coniugato 13-valente (PCV) e una vaccinazione orale per il rotavirus, come avverrà anche in Italia con l’entrata in vigore del nuovo Piano Nazionale Vaccinazioni. A fronte dei bambini che hanno eseguito le vaccinazioni secondo il calendario in vigore, è stato preso in considerazione un gruppo di bambini che hanno ricevuto il vaccino antiDTP in ritardo, che hanno effettuato la prima somministrazione dopo i 90 giorni di età (con un mese di ritardo) rispetto all’Australian National Immunisation Program.

Gli esiti dello studio hanno dimostrato che non vi è stata un’associazione significativa tra DTaP ritardato e allergia alimentare (adjusted odds ratio (aOR) 0,77; 95% CI 0,36-1,62, p=0,49, e che non vi è stata un’associazione generale tra DTaP ritardato e sensibilizzazione atopica, ma che bambini con DTaP ritardato hanno presentato ridotta insorgenza di eczema rispetto a quelli vaccinati puntualmente (aOR 0,57; 0,34-0,97, p=0,04,) e che vi è stata un’associazione tra il DTaP ritardato e il ridotto uso di farmaci per l’eczema (aOR 0,45; 0,24-0,83, p=0,01).

Le conclusioni dello studio affermano che, pur non essendo state riscontrate correlazioni significative tra DTaP ritardato e gli esiti primari di allergia alimentare o sensibilizzazione atopica a un anno di età, ma che i bambini che hanno ricevuto la prima dose di DTaP con un mese di ritardo presentavano una riduzione significativa di eczema e dell’uso dei relativi farmaci, pur tenendo conto di una varietà di possibili fattori confondenti. Inoltre, le ragazze con DTaP ritardato tendevano ad avere una ridotta sensibilizzazione atopica rispetto ai ragazzi. Sono state regolarmente somministrate altre vaccinazioni, incluse difterite, tetano, IPV, epatite B, Hib, PCV, rotavirus; pertanto, se le correlazioni osservate sono causali, non è chiaro se il responsabile sia il DTaP, un altro vaccino o una combinazione di vaccini. Questo studio rappresenta ad oggi l’indagine più esaustiva del legame tra vaccinazioni e allergie alimentari e la mancanza di una correlazione generale tra tempistica del DTaP e allergia alimentare è rassicurante. Tuttavia questo studio è stato limitato dal potere statistico in quanto solo il 2,5% dei bambini avevano ritardato la vaccinazione.


Citiamo parte della Bibliografia dell’articolo:

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