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Psicologia di massa del vaccinismo: un deja vu

24 Apr , 2017  

Le reazioni scomposte, gli insulti, gli atteggiamenti censori ripresi da tutti i mezzi d’informazione dopo la messa in onda del servizio di Report sulle reazioni avverse alla vaccinazione anti-hpv sono indice della riduzione degli spazi di confronto, di discussione e quindi di libertà di opinione e di espressione che la nostra vita democratica sta vivendo.

Proponiamo le riflessioni del dottor Fabio Franchi, chiedendoci: i giuristi e gli intellettuali che dovrebbero difendere questi principi sanciti dalla Costituzione non hanno più voce?

Psicologia di massa del vaccinismo: un deja vu

Seguendo la cronaca spicciola, si rischia di perdere di vista l’orizzonte e la dimensione storica di quanto ci sta accadendo. Il problema vaccini riguarda tutti, più di quel che si pensa.

Cosa sta accadendo? La incredibile riesumazione dei principi di Goebbels (ministro della Propaganda di Hitler) [1] e la progressiva realizzazione del “Grande Fratello” nella profezia di Orwell.

Adesso, ora, da noi.

La situazione attuale dell’opinione pubblica ed informazione mainstream

Pro-vax  e anti-vax. L’informazione prevalente ha portato a far credere che da una parte stiano le Autorità Sanitarie che vigilano sulla salute dei cittadini nel miglior modo possibile, la Cultura, la vera Scienza. Dall’altra si schierano i pochi ma fastidiosi “contras”, i contrari a prescindere, gli irresponsabili. Contro questi sabotatori, la Società si oppone con i suoi mezzi legali e democratici.

Cosa c’è di anomalo in questo?

In realtà si tratta di uno schema ben collaudato che continua a non essere riconosciuto nella sua pericolosità. Viene riproposto con le opportune varianti. La maggioranza delle persone pensa erroneamente che la questione vada inquadrata nell’ambito di un interesse generale, la protezione della salute, la quale dev’essere salvaguardata con piccolo sacrificio da parte di tutti, appunto le vaccinazioni. Molti si schierano entusiasticamente a favore di misure coercitive considerando che “la libertà del singolo finisce dove mette in pericolo la vita altrui”.

Il dejà vu riguarda quel che succedeva prima della seconda guerra mondiale. Il solo paragonare la situazione attuale a quella di allora sembra un’esagerazione improponibile a prima vista. Invece le somiglianze sono molto numerose di quel che si creda.

    A) Appropriazione dei mezzi di informazione ed uso della censura.
Questa fu una fase essenziale nel regime nazista, tanto scontata che non occorre soffermarvici. In una forma più subdola sta avvenendo anche oggi: le maggiori testate giornalistiche, le televisioni e le radio in campo nazionale forniscono un’informazione praticamente a senso unico e lo spazio per un confronto o per la esposizione di idee diverse è ridotto a quasi nulla. Le radio e le televisioni locali sono pur esse in una posizione ricattabile, poiché vivono con la pubblicità. Chi manovra queste politiche vaccinali finanzia generosamente le testate ed i blog che seguono la linea dettata dall’alto. Pure l’informazione completa e indipendente è combattuta [2]. La regola è semplice: gli anti-vax non devono parlare pubblicamente; se parlano, deve essere presente una controparte per garantire l’equilibrio, e comunque il confronto non viene accettato [3]; se parla un Autorità Sanitaria (od un esperto di regime) invece non c’è bisogno del contradditorio, essendo verità pura. L’informazione deve essere “unica”, la “Scienza” deve essere la loro, ed i giornalisti devono adeguarvisi.

    B) Appropriazione (indebita) del monopolio della scienza. Emarginazione sociale
Nel nazismo c’era una chimica ariana, una fisica ariana, una Deutsche Mathematik. Perciò Einstein dovette fuggire [4]. Ai giorni nostri c’è nello stesso modo un considerarsi, da parte delle Autorità sanitarie, i custodi della “vera scienza”, illustrata da alcuni “rappresentanti autentici” auto-proclamatisi tali, che vengono incoraggiati nell’opera di delegittimazione verso chi vi si opponga. Questi ultimi stanno fuori dalla cerchia dello “scientificamente corretto”, senza appello. Non devono venire ascoltati, l’unica possibilità concessa loro è farsi convincere.

    C) Uso della terminologia.
Sia i nazisti nei confronti degli ebrei, sia gli attuali “vaccinatori” nei confronti di qualunque critico, hanno usato curiosamente il termine “ciarlatano” riferito gli “avversari”. È importante capire che i nazisti non arrivarono alla “soluzione finale” dall’oggi al domani, ma attraverso una serie di fasi progressive, in cui le prime preparavano il terreno per quelle che venivano dopo. Le prime consistevano appunto nell’indicare tutti gli ebrei come un pericolo, come disonesti, come nemici del popolo tedesco, come approfittatori, e non fecero fatica a trovarne qualcuno (forse anche perché venivano giudicati da giudici “ariani”). Il ministro della Propaganda fece dunque apparire che tutti gli ebrei fossero spregevoli e delinquenti. Le distinzioni non esistevano più, tutti ebbero la loro stella gialla attaccata al petto.

Questo aspetto è cruciale: la stessa trappola mentale ha ottenuto analogo effetto anche da noi oggi. A dimostrarlo c’è il fatto che chiunque pensi di esporre onestamente e seriamente le sue argomentazioni al riguardo, dichiara per prima cosa di essere pro-vaccini: teme di essere confuso con quelli già additati al pubblico disprezzo. Pensa di poter portare le sue ragioni in termini corretti. Così fa il gioco … di chi il gioco lo conduce. Il risultato infatti è triplice: sarà comunque considerato quello che non vorrebbe apparire (un biasimevole “antivax”), le sue ragioni non saranno nemmeno prese in considerazione, e contribuirà a mantenere frammentato ed incoordinato il fronte di chi si oppone al piano-vaccinale-mitraglia (30-33 dosi entro i 13 mesi di vita, oltre al resto).

    D) Emarginazione sociale tramite delegittimazione
Prima di operare contro gli ebrei nei modi violenti che tutti ricordiamo, vi fu una martellante campagna denigratoria nei loro confronti, per condizionare il sentire della popolazione. Ai nostri giorni c’è stato ugualmente un crescendo di intimidazioni, minacce di sanzioni, minacce e richieste esplicite di radiazione dall’Ordine dei Medici per gli iscritti riottosi. La stessa terminologia è usata verso i critici, siano essi chiromanti o scienziati d’alto livello. Così gli obiettori sono diventati dapprima “imbonitori, complottisti, alternativisti, ciarlatani” [5], ma poi anche “cialtroni, folli” ed ultimamente pure “criminali”[6], come in una recente intervista alla illustre ricercatrice Ilaria Capua. In tale occasione l’intervistatore non ha dato alcun segno di disapprovazione. Addirittura “criminali”: il crescendo è evidente, e viene tollerato, addirittura incoraggiato dalla sedicente “società civile”: è diventato normale considerarli così.

Ecco che la propaganda ha già avuto il risultato cercato. La suggestione di massa ha dato i suoi frutti avvelenati.
Oggi l’eliminazione fisica non è più necessaria (almeno lo speriamo).

    E) Allontanamento dal lavoro.
Venne revocata la licenza per i medici ebrei che non poterono più lavorare negli ospedali (vedi nota 2), e questo accadde con ogni professione. Lo stesso è ora invocato nei confronti dei medici che non si conformino ai protocolli vaccinali, divenuti indiscutibili [7]. È una logica conseguenza, infatti chi potrebbe mai volere che ad un criminale sia permesso curare i pazienti?

    F) Estensione della censura. Controllo degli spazi web.
Rimane Internet come spazio libero in cui possono circolare informazioni non condizionate. Certo: anche notizie inventate e “spazzatura” vi hanno accesso, non si può negalo. Ma i monopolisti dell’informazione non potevano tollerare una libertà che poteva essere lesiva dei loro interessi e programmi politici. Perciò sono stati inaugurati di recente dei filtri capaci di oscurare, bloccare siti indesiderati con la giustificazione (quanto mai elastica!) [8] di dover proteggere da coloro che diffondono “bufale”. Sono già partiti dei programmi di controllo delle notizie che girano sul web che saranno sottoposte sempre di più al vaglio di enti nazionali e sovranazionali neo costituiti, i quali avranno la facoltà di oscurarli o perseguirli [9].

D’altronde si sa che le manipolazioni peggiori avvengono proprio dai grandi mezzi di informazione, come dimostra con innumerevoli esempi Vladimiro Giacché, nella sua “La fabbrica del falso”.

Il pericolo è reale e vicino, infatti, secondo la definizione corrente, chi esprime critiche verso i vaccini propaga delle bufale che già vengono definite un pericolo per la salute pubblica [10].

L’accerchiamento è dunque pressoché completo.

Conclusione

Il voler paragonare la situazione odierna a quella antecedente la seconda guerra mondiale sembra un azzardo irriverente ed intollerabile. Ma non è affatto un’esagerazione. Il motivo è semplice: di tutti i film, documentari storici, le rievocazioni di nazismo e fascismo sono rimaste impresse nella mente delle persone solo nelle loro estreme e truculente conseguenze. Non hanno lasciato traccia invece – e vengono bellamente ignorate – le fasi di preparazione a quel finale: la maggioranza degli intellettuali che influenzano l’opinione pubblica sembrano non accorgersene e le stanno scandalosamente favorendo.

La nostra Repubblica “nata dalle ceneri del fascismo” (composta per il 99% da partigiani della libertà), che è cresciuta bevendo latte della “resistenza”, e nonostante sia vaccinata contro tutti i totalitarismi, … dorme sonni tranquilli. Anche in questo caso, evidentemente, la vaccinazione non è servita granchè.

George Orwell da lassù potrà presto veder realizzata la sua profezia, effettuata nel 1948, se ciascuno non si darà una mossa. “La storia insegna infatti che la tirannia più insidiosa […] è quella che acquista potere attraverso una serie di cedimenti progressivi da parte dei cittadini” [11].

 

Addendum n° 1

In un articolo pubblicato su Il Piccolo il 12 aprile [12], Vincenzo Milanesi, con una serie di giravolte degne del miglior contorsionista, spiega che la minaccia della (vera) libertà di pensiero viene da coloro che, in nome della (falsa) libertà, pretendono di potersi vedere un film documentario in una sala privata, per poterlo giudicare da sè (non osa neppure nominare il titolo del film, in modo che non ci sia il rischio di creare curiosità (false anch’esse, si presume; per inciso si trattava di “Vaxxed”). E per giustificare tale posizione, riesce a farsi supportare nientemeno che da Karl Popper e Galileo Galilei. Chissà cos’avrebbero commentato se fossero stati vivi! Insomma, per un Direttore di Dipartimento di Filosofia, tappare gli occhi e la bocca degli altri è un modo di esprimere la libertà, quella autentica. Ne prendiamo atto.

Addendum n° 2

L’adeguamento servile di quasi tutti i mezzi di informazione è stato rotto dalla trasmissione di Report del 17 aprile 2017 [13] che ha sgretolato in 20 minuti lo schema nefasto costruito con tanta cura: molte bugie e trucchi sono affiorati, molte commistioni nefaste tra organi di controllo italiani ed europei e Case Farmaceutiche. Insomma i re dell’informazione scientifica ora hanno qualche vestito in meno.

Voci bibliografiche

[1] Goebbels’ Principles of Propaganda by Leonard W. Doob, pubblicati in Public Opinion and Propaganda; A Book of Readings edited for The Society for the Psychological Study of Social Issues. Riportati da http://www.salsamentarius.it/gli-undici-principi-di-goebbels-da-non-seguire/ marzo 4, 2013:

 

“I principi che vi riporto sono una trasposizione italiana ridotta del più ampio manifesto di propaganda prodotto da Goebbels, ma che ben esprime il senso: comunicazione unilaterale, martellante e con i paraocchi”:

I Principi della Propaganda di Goebbels (attuati in pieno dalla propaganda vaccinista).

Joseph Paul Goebbels fu uno dei più importanti gerarchi nazisti, Ministro della Propaganda nel Terzo Reich dal 1933 al 1945.

I suoi  Principi (circa venti) per la propaganda sono quando di peggio possa offrire la comunicazione, in quanto non differenziano, non progettano, non ascoltano, ma semplicemente “assalgono”:
1. Principio della semplificazione e del nemico unico.

E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

  1. Principio del metodo del contagio.

Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

  1. Principio della trasposizione.

Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

  1. Principio dell’esagerazione e del travisamento.

Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

  1. Principio della volgarizzazione.

Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

  1. Principio di orchestrazione.

La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

  1. Principio del continuo rinnovamento.

Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

  1. Principio della verosimiglianza.

Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

  1. Principio del silenziamento.

Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

  1. Principio della trasfusione.

Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali.

Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

  1. Principio dell’unanimità.

Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

[2] Nell’intervento riportato nel link, l’esimio prof. R. Burioni se la prende con un giornalista, Luca Soliani, poiché si è permesso di riferire quel che è accaduto a Modena, dove si era svolta una manifestazione di persone contrarie all’obbligo vaccinale, senza consultare professori universitari. Il giornalista aveva osato viceversa intervistare il dott. Stefano Montanari.

https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2281802035378300

Roberto Burioni, Medico

2 aprile alle ore 1:27 ·

 “Il ruolo della stampa è fondamentale per informare correttamente i cittadini e per non dare spazio a pericolose bugie. Dovere fondamentale di un giornalista è sapere scegliere le fonti e distinguere quelle affidabili da quelle non degne di considerazione.

Ieri il Resto del Carlino di Modena Modena – Il Resto del Carlino ha riportato la notizia di una manifestazione contro l’obbligatorietà dei vaccini non – come secondo me avrebbe dovuto – intervistando il primario dell’Ospedale locale o il professore di microbiologia, di malattie infettive, di pediatria o di igiene della prestigiosa facoltà di Medicina che proprio a Modena ha sede, ma ospitando le opinioni provenienti di un farmacista direttore di un laboratorio privato (che esegue analisi a pagamento sui vaccini e su questi temi è disponibile a tenere conferenze, sempre a pagamento – a proposito dei conflitti di interesse). Le affermazioni del farmacista che vengono riportate rappresentano tesi che la comunità scientifica rigetta completamente, e che potrebbero portare i genitori a scelte sbagliate e pericolose per i loro figli e per noi tutti.[…]”

[3] FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici). Documento sui vaccini. 8 luglio 2016.

“Mentre negli ultimi tempi i mass media sembrano più cauti sussiste la tendenza, specialmente su internet, a una falsa par condicio, per cui le evidenze prodotte dalla scienza e le invenzioni truffaldine sono messe sullo stesso piano, quasi per un democratico confronto.”

 

[4] William L. Shirer. Storia dell terzo Reich. Vol I. Einaudi editore spa. 2014.

“Per il professor Ludwig Bieberbck, dell’Università di Berlino, Einstein era un “ciarlatano straniero”. Anche secondo il professor Lenard lo scarso orco tana: “all’ebreo manca fondamentalmente la capacità di capire la verità…, Essendo egli sotto questo punto di vista molto diverso dal ricercatore ariano, dotato dell’attento e serio desiderio di cercare la verità… La fisica ebraica è quindi un fantasma è un fenomeno di degenerazione della fondamentale fisica tedesca”.

“La scienza tedesca?”-Chiese il professor Philipp Lenard dell’Università di Heidelberg, uno degli scienziati del terzo Reich più colti e rispettati in campo internazionale.- “Ma, si risponderà, la scienza è e rimane internazionale. Ebbene, ciò è falso: in realtà la scienza, come, come ogni altro prodotto umano, è legato alla razza ed è condizionata dal sangue”.

https://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10007822

“La Propaganda Nazista sui Ghetti

Un tema ricorrente della propganda antisemita creata dai Nazisti fu che gli Ebrei seminavano malattie. Erano moralmente corrotti ed esseri spregevoli.”

[5] FNOMCeO. Documento sui vaccini. 8 luglio 2016.

“A tutto ciò dobbiamo aggiungere la pervasiva diffidenza verso le istituzioni che porta a dare ascolto agli imbonitori di turno e alle teorie del complottismo, espressione di uno scetticismo radicale nei confronti dei cosiddetti poteri forti; il ruolo fuorviante di medici “alternativisti”; la quotidiana presenza di ciarlatani …”

[6] Ilaria Capua Ilaria Capua, da scienziato simbolo dell’eccellenza italiana a trafficante di virus. Faccia a faccia 10 aprile 2017  http://www.la7.it/facciaafaccia/video/ilaria-capua-da-scienziato-simbolo-delleccellenza-italiana-a-trafficante-di-virus-10-04-2017-209963

[7] FNOMCeO. Documento sui vaccini. 8 luglio 2016.

“3) di riconfermare l’obbligo dei medici di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità

pubblica;”

“Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica.”

[8] Scianca A. Come Google deciderà per noi cosa è attendibile e cosa no. La Verità 9 aprile 2017.

“Google presto introdurrà un’app che classificherà le notizie come verificate oppure no (“Fact Check”). Facebook segnala già ai suoi utenti come identificare i siti antibufale. Vi è un elenco di società deputate ad effettuare questi controlli, società che fanno capo a multinazionali. Una tra queste, Open Society, è finanziata dal miliardario George Soros e questa è “collegata” a numerose altre in tutti i continenti. “Il governo tedesco ha proposto una bozza di legge, approvata il 5 marzo 2017, con multe dino a 50 milioni per chi si renda colpevole di veicolare messaggi diffamatori, offensivi oistigazioni all’odio.” “Nel Parlamento Italiano, invece, è in discussione una legge che, se approvata, andrebbe a punire con la carcerazione la diffusione di “voci o notizie false, esagerate o tendenziose che possano destare pubblico allarme” o “recare nocumento agli interessi pubblici” o “fuorviare settori dell’opinione pubblica”. “Si parte dalla lotta alle fake news, quindi, ma il delitto d’opinione è dietro l’angolo”

Carrer Gabriele. Le 115 agenzie che fanno da Ministero della Verità. La Verità, 9 aprile 2017.

[9] Claudio Messora. Attacco alla informazione indipendente http://www.byoblu.com/post/2017/01/28/giorno-piu-pesante-linformazione-libera-dieci-anni.aspx

[10] Radio Radicale. Maria Antonietta Farina Coscioni in “Conversazione sul libro “Il vaccino non è un’opinione” (Mondadori) con l’autore, Roberto Burioni e Maria Antonietta Farina Coscioni”. 5 ottobre 2016.

[11] La post-verità? É prefascismo. Corriere della Sera, 12 aprile 2017

“Se avete tempo di leggere un solo libro, in questo periodo, scegliete “Venti lezioni di Timothy Snyder. Il sottotitolo, come spesso càpita, appesantisce inutilmente la proposta: «Per salvare la democrazia dalle malattie della politica». Il titolo originale sarebbe stato ideale: On Tyranny. Sulla tirannia.”

 

[12] Vincenzo Milanesi. “Sui vaccini dibattito che non è più sostenibile”. Il Piccolo, 12 aprile 2017

[13] Alessandra Borrella. Reazioni averse. RAI 3 17 aprile 2017

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