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I ragionevoli dubbi di un immunologo

14 Dic , 2014  

Pubblichiamo queste riflessioni di un immunologo, il dottor Antonio Scardino che si interroga su alcuni aspetti delle vaccinazioni.
I suoi dubbi sono ampiamente condivisibili e condivisi. La necessità di un confronto scientifico su questi temi che sfugga alla logica dell’essere favorevoli o contrari a prescindere è quanto sosteniamo da tempo, uno dei motivi per cui abbiamo dato vita alla nostra Associazione.

ricerca_scientifica_3Mi hanno chiesto cosa io pensassi dei vaccini. Le mie sono solo idee, opinioni – per quello che valgono – e le esprimo qui, in attesa che siano smentite, discusse, riviste: nessun dogma, insomma. Le mie sono idee generate dopo anni di ricerca: una laurea in medicina con tesi su un nuovo vaccino sperimentale per l’HIV (vedi pubmed), un dottorato di ricerca conseguito al Pasteur in immunologia dei vaccini, un certo numero di pubblicazioni scientifiche a riguardo su riviste internazionali (vedi pubmed) e diversi brevetti di invenzione (tre vaccini contro il cancro, per la precisione). Eppure, sono ancora pieno di dubbi. Ancora so di non sapere. Ringrazio chi volesse leggere queste mie opinioni e dare le proprie; mi aiuterebbero a riflettere, a riequilibrare le mie piccole convinzioni del qui e ora.

Personalmente, dell’autismo non so nulla e non credo che ci sia una relazione fra vaccinazione e autismo: basta leggere gli articoli su pubmed e ci si accorge che c’è un 50% a favore e un 50% contro questa ipotesi, che a me non interessa affatto, peraltro. A me interessa che la scienza (pur nella sua relatività fino a prova contraria) ha stabilito alcune certezze, seppur relative a questa fase storica e di ricerca:

  1. per ottenere una buona risposta immunitaria secondaria basta un priming e un reboost: perché allora la prassi indica tre priming e un reboost, per alcuni vaccini?
  2. è provato (per ora, sempre dire “per ora”, in scienza, altrimenti diviene una religione) che il “peptide mimicring” aumenta esponenzialmente all’aumentare del numero di vaccini, ovvero di frazioni peptidiche sintetiche introdotte per via parenterale (che non è una via naturale, non recluta cioè cellule dendritiche, o lo fa in modo non naturale – e qui la necessità degli adiuvanti); ricordo a tale proposito ciò che molti sanno: il peptide mimicring aumenta la possibilità statistica di malattie autoimmuni, proprio per mimesi peptidica (un linfocita T con TCR non sufficientemente affine, per selezione timica/tolleranza verso un peptide del “self” sarebbe comunque reclutato per uso di adiuvanti o per mimesi con peptidi non presenti in natura
  3. davvero è convincente la storia del vaccino contro l’HBV? L’HBV è un rischio reale per un bambino nato da poco?
  4. perché il vaccino per il tetano prima dei tre anni? E perché non testare prima gli anticorpi nel sangue, invece di vaccinare: i bambini spesso si immunizzano naturalmente camminando a piedi nudi
  5. davvero è convincente il concetto per il quale ci si può ammalare di meningite se non ci si vaccina contro il meningococco? Voglio dire, quale ceppo di meningococco fra i tanti? E l’Escherichia Coli non dà meningite forse? La meningite è sistematica in caso di contatti con saprofiti o con meningococco o si ammalano solo le persone o i bambini in deficit immunitario parziale?
  6. personalmente, in passato ho trascorso diverse notti in bianco per paura di querele, dopo articoli giornalistici scritti per denunciare i lotti di vaccino contenenti Tiomersale; perché in Italia erano utilizzati quando nel resto dell’Europa erano stati banditi? Lotti scartati dai paesi produttori e venduti qui da noi a causa di ministeri consenzienti/ignoranti o nella peggiore delle ipotesi corrotti, forse?
  7. il vaccino per l’influenza: voi pensate che il ceppo che io inoculo ai miei pazienti (se lo chiedono, nessun problema a inocularlo; ma se mi chiedono cosa ne penso rispondo “io non sono d’accordo, ma lei pensi con al sua testa e si informi”) sia il ceppo che sta per arrivare dall’Asia? Ci credete davvero che siamo in grado di prevedere gli antigeni di superficie dei virus mutanti e assemblare milioni di dosi in tempo, prima di una nuova mutazione?

Dubito, tutto qui. Io mi sbaglio spesso, dubito molto e studio forsennatamente, proprio per colmare le mie lacune. Ascolto voi e cerco di spostare le mie convinzioni, si discute per questo, per capire, non per avere ragione: quindi ancora grazie per i commenti e le critiche. Eppure, ogni volta che cerco di capire chi sia il responsabile da chiamare al telefono per chiedere un risarcimento, in caso di reazione avversa dopo vaccinazione, non trovo mai nessuno. Che male c’è se i medici si assumono la responsabilità civile e penale di eventuali reazioni avverse dopo vaccinazione dei bambini? E poi, a dirla tutta, al di là delle verità relative e assolute, di ieri e di oggi, è sempre meglio discutere e dubitare, dire: “io no, grazie e me ne assumo la responsabilità”, piuttosto che seguire ciecamente il dogma. Ma questa è solo un’altra piccola opinione personale, per carità.

Un’ultima cosa: io non ho paura di ammalarmi e di morire e non ho paura che i miei figli si ammalino. Credo che – sempre e solo nell’ambito del buon senso – debbano imparare a incontrare le malattie e sconfiggerle, per essere abbastanza forti da affrontare la vita e generare a loro volta figli abbastanza forti da poter vivere; non serve a niente e a nessuno essere super-protetti artificialmente.

Dott. Antonio Scardino

Immunologo

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