Un editoriale del BMJ descrive le conseguenze del lockdown nel Regno Unito. Ne pubblichiamo una sintesi perché anche noi siamo convinti che sia “necessario un cambio di prospettiva per evitare un danno irreversibile a una generazione”.

Le misure adottate con l’obiettivo di controllare la diffusione della pandemia di Covid-19 stanno causando quella che è stata definita una “pandemia secondaria” di negligenza e abusi nei confronti dei bambini.  A fronte di misure di contenimento del contagio, utili principalmente agli adulti, non si sta tenendo nella dovuta considerazione il danno secondario che si sta producendo agli adulti del futuro. Cambiare questo andamento delle cose è doveroso. 

Per i bambini che vivono in condizioni di disagio, di povertà e di marginalità, il lockdown ha creato le condizioni perfette per un fallimento della loro tutela, aumentando le possibilità di negligenza e di abuso e sottraendoli dalle possibilità di osservazione dall’esterno. Senza un rapporto diretto con insegnanti, medici di base, assistenti sanitari e assistenti sociali ed educatori, si sono perse le ordinarie opportunità di poter rilevare segnali e situazioni di rischio, si è ridotta la loro tutela. Il messaggio di restare a casa e la paura dell’infezione hanno portato a una diminuzione dell’affluenza nei reparti di pronto soccorso (25%) e negli studi dei medici di base, la sospensione del contatto diretto con i servizi sociali, e, al contempo, un aumento del 22% nella vendita di alcoolici presso i supermercati ad uso esclusivamente domestico.

 La prova che queste preoccupazioni siano fondate sta anche nel maggior numero di chiamate alle linee telefoniche rivolte all’assistenza pediatrica e nel maggior numero di interventi da parte della polizia per denunce di abuso in ambito familiare. Seppur imperfetti, questi segnali suggeriscono che l’attività di tutela dei bambini sia destinata ad aumentare dopo la fine del lockdown con un carico di lavoro che richiede una pianificazione e un finanziamento.

Bisognerà fronteggiare una maggiore mole di lavoro per non incorrere in un danno irreversibile a una generazione, e questo lavoro deve essere correlato con un ambizioso piano di salute per l’infanzia per contrastare obesità, rafforzare la salute mentale e evitare morti premature e prevenibili.

Vorremmo che le Istituzioni realizzassero dei piani per il benessere dei bambini con la stessa passione e nello stesso momento in cui parlano dei loro sforzi per salvare le vite degli adulti. Ora che abbiamo superato il picco della pandemia, dobbiamo pensare al continuo deterioramento della salute dei bambini e al danno che questa vicenda sta producendo. Le azioni di tutela e di promozione della salute dei bambini devono iniziare subito.


Di seguito la traduzione a cura della dottoressa Valeria Bianchi, dell’editoriale di Peter Green:

Rischi per bambini e adolescenti durante la pandemia di covid-19

È necessario un cambio di prospettiva per evitare un danno irreversibile a una generazione

Le misure adottate con l’obiettivo di controllare la diffusione del covid-19 stanno causando quella che è stata definita una “pandemia secondaria”  di negligenza e abusi nei confronti dei bambini. Come ha sintetizzato un anziano pediatra: “I bambini stanno subendo in modo perverso a beneficio degli adulti.

È assolutamente urgente ridurre l’effetto clinico sugli adulti. Tuttavia, in una maniera molto britannica, non si sta tenendo nella dovuta considerazione il danno secondario che si sta facendo agli adulti del futuro, quando già esiste una consolidata emergenza sanitaria per i bambini nel Regno Unito. Cambiare questo andamento delle cose è doveroso.

Tutela a rischio

Innanzitutto, c’è una maggiore possibilità che il danno ricada sui bambini. La pentola a pressione della vita famigliare è una barzelletta, ma gioca sulla verità che per alcune famiglie stare a casa insieme aumenta le possibilità di negligenza e abuso nei confronti dei bambini. E poi manca completamente qualsiasi osservazione dall’esterno. Senza un accesso regolare a professionisti quali insegnanti, medici di base, assistenti sanitari e assistenti sociali ed educatori, si perdono le ordinarie opportunità di poter rilevare segnali o storie inerenti la tutela. Alcuni assistenti sociali si sono dovuti auto-isolare, con conseguente distensione dei team per la tutela e una fornitura del servizio messa a dura prova.

Allo stesso tempo, il messaggio di restare a casa e la paura dell’infezione hanno portato a una riduzione a livello nazionale dell’affluenza nei reparti di pronto soccorso (25%) e negli studi dei medici di base con conseguente riduzione di consultazioni dirette. Infine, un aumento del 22% nella vendita di alcool presso i supermercati a marzo, che può ricondursi a un uso esclusivamente domestico in quel periodo, evidenzia il rischio che l’attuale regime rappresenta per i bambini.

La prova che queste preoccupazioni siano fondate sta anche nel maggior numero di chiamate alle linee di assistenza infantile e nel maggior numero di interventi da parte della polizia per incidenti di abuso in ambito domestico. Seppur imperfetti, questi segnali suggeriscono che l’attività di tutela dei bambini sia destinata ad aumentare dopo la fine del lockdown e con un carico di lavoro che richiede una pianificazione e un finanziamento. Così come all’inizio dell’isolamento ha dovuto recuperare un’attività di tutela incompleta, lo staff di assistenza dovrà ora fronteggiare una maggiore mole di lavoro dovuta all’incremento di rischi domestici. E per evitare un danno irreversibile a una generazione, questo lavoro deve essere allineato con un ambizioso piano di invertire gli esiti sull’infanzia per obesità, salute mentale e morti premature e prevenibili.

Questo avverrà solo con un cambiamento completo del nostro approccio nazionale verso i bambini. E deve iniziare dall’alto. Soltanto quando le voci dei rappresentati del governo parleranno regolarmente delle loro preoccupazioni e dei piani per il benessere dei bambini, con la stessa passione e nello stesso momento in cui parlano dei loro sforzi per salvare le vite degli adulti, coloro che ora sono vincolati dal silenzio attuale si sentiranno autorizzati a sviluppare le strategie e a fare gli investimenti che possono cambiare in meglio la situazione dell’infanzia nel Regno Unito.

Duplice assalto

Bisogna coinvolgere i bambini e gli adolescenti, parlare loro, guidarli verso il futuro. Le dichiarazioni attuali possono essere necessarie per salvare le vite degli adulti, ma non riescono a spiegare nulla con termini che i bambini possano comprendere e non mostrano alcun interesse verso i loro bisogni. Non è irragionevole suggerire che per i bambini vulnerabili, che contano da 1 a 2,3 milioni nel Regno Unito, molte settimane di isolamento nelle loro case, senza un discorso preparatorio su come verranno soddisfatte le loro esigenze, qualsiasi siano le loro infermità o limitazioni, porterà solo a confusione, mancanza di fiducia e maggiore ansia. Rompere il modello dell’indifferenza è possibile, come hanno dimostrato con i loro discorsi i primi ministri di Canada e Nuova Zelanda. 

Ora che abbiamo superato il picco della pandemia, i discorsi nel Regno Unito si devono spostare sui bambini. Dobbiamo pensare al continuo deterioramento della salute dei bambini e al danno che questa vicenda sta facendo per correggere il nostro comportamento. Il governo deve uscire da questa vicenda con lo sforzo di salvare la sua reputazione di agenzia fissa sul successo per gli adulti ma distorta a sfavore dei bambini. Le azioni per affrontare questo raddoppiamento dell’assalto sul benessere dei bambini devono iniziare adesso.

BMJ 2020;369:m1669 doi: 10.1136/bmj.m1669 (Published 28 April 2020)