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Chi sa resistere agli antibiotici?

14 Ago , 2014  

La parola «antibiotici» deriva dal greco: «anti» (contro) e «bios» (vita) e significa pressappoco «contro gli esseri viventi».
antbio3Qualcuno potrebbe obiettare che gli antibiotici sono “contro alcuni esseri viventi” come i batteri ma non possiamo sottovalutare il fatto che il nostro corpo, oltre ad essere composto da cellule eucariote, con il nostro dna, è composto anche da cellule precariote….anzi siamo costituiti soprattutto da cellule precariote che sono circa 10 volte più numerose delle cellule eucariote! Il microbiota, così si chiama l’insieme di tutti i microbi che “ospitiamo”, ha peso di circa un chilo, ovvero maggiore rispetto ad alcuni importanti organi come il cuore o i reni e quindi potremmo parlare di un vero e proprio organo microbico in più, inoltre l’analisi genetica effettuata dal consorzio internazionale MetaHit (Metagenomics of the Human Intestinal Tract) ha dimostrato che il microbioma, ovvero il complesso di geni appartenenti ai microbioti, ha 150 volte più geni della specie umana che lo ospita ….. alla fine biologicamente si può dire che non siamo umani ma siamo una comunità di microbi che è evoluta e convive con le cellule umane. Allora già per questo dovremmo essere estremamente cauti nell’assunzione di farmaci “contro la vita”….
Quante volte sentiamo invece genitori raccontare che i figli sono al secondo ciclo di antibiotici dell’anno come se fosse prassi normale e scontata la somministrazione di questi farmaci per qualsiasi patologia? Il rapporto sull’uso di antibiotici in età pediatrica stilato dalla regione Emilia Romagna (che non è tra l’altro la regione maggiore consumatrice) per l’anno 2013 parla chiaro: ai bimbi di età inferiore all’anno viene somministrato in media un trattamento antibiotico all’anno mentre nella fascia 1-6 anni 1,5 trattamenti all’anno ed il farmaco più comunemente impiegato, a discapito del fatto che non sia indicato come prima scelta per le comuni infezioni pediatriche, è l’associazione penicillina + inibitore delle beta lattamasi (amoxicillina + ac. Clavulanico).
Per fare un esempio banale dell’uso eccessivo di questi farmaci basti pensare che in più dell’80% dei casi le forme respiratorie comuni nei bambini sono dovute a virus che, come è noto, non risentono dell’azione degli antibiotici…. purtroppo non tutti i medici sanno resistere alla tentazione della prescrizione fin dai primi sintomi, molti faticano a distinguere nella diagnosi forme virali e batteriche, pochi utilizzano l’antibiogramma ed alcuni non reggono per 2-3 giorni la pressione dei genitori preoccupati.

L’esagerato uso di antibiotici sia in medicina umana che in veterinaria oltretutto ha una importante conseguenza: i batteri imparano a difendersi modificandosi e fortificandosi creando cioè la cosiddetta antibiotico resistenza. Questo fenomeno è talmente preoccupante da far sì che se ne occupi l’Organizzazione Mondiale della Sanità con il Rapporto “Antimicrobial resistance: Global report on surveillance 2014” ponendo l’attenzione sui batteri più comunemente diffusi e resistenti, sia in ambito ospedaliero che di derivazione alimentare: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Nontyphoidal Salmonella, Shigella species, Neisseria gonorrhoea

Ma come riescono i batteri a sviluppare antibiotico resistenza?antbio1 I batteri hanno numerose qualità che li portano a sopravvivere anche negli ambienti più ostili in particolare essi possono scambiare ed acquisire materiale genetico da specie diverse quindi l’informazione genetica legata alla modalità per resistere all’attacco da parte di antibiotici passa di specie in specie mettendo a disposizione di ciascun individuo un pressoché illimitato assortimento di geni e fornendo la possibilità a più specie di resistere a più classi di antibiotici.

cosa ci riserva allora il futuro?
Keiji Fukuda, vice direttore generale della sicurezza sanitaria dell’Oms, ha dichiarato: “Dobbiamo prevenire le infezioni, ma anche cambiare completamente il modo di produrre, prescrivere e utilizzare gli antibiotici. Altrimenti passo dopo passo perderemo i benefici di questi medicinali e le conseguenze saranno devastanti”.National Summary Data, Antibiotic Resistance

Dott.ssa Alessia Zurlini


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