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Salute: arresti per corruzione, solite ombre sulle case farmaceutiche

11 Mag , 2017  

a cura di Luca Cirimbilla, Giornalista

Il blitz dei Nas in sette Regioni ha portato agli arresti di 19 persone smascherando un sistema corruttivo al cui vertice c’era il prof. Guido Fanelli, accusato di favorire i colossi del mercato farmaceutico, attraverso sperimentazioni e convegni: in cambio avrebbe ricevuto denaro, beni immobili, automobili e addirittura uno yacht.
Capire chi sia il prof. Fanelli può aiutare a comprendere meglio il volto istituzionale e rispettabilissimo di un meccanismo assai rodato. Ordinario di Anestesia e Rianimazione all’università, Fanelli – relatore del Piano oncologico nazionale del 2008 – risulta titolare di una pluralità di incarichi a livello nazionale e regionale: proprio questa sua posizione sarebbe stata sfruttata per favorire alcune case farmaceutiche. Le indagini hanno portato alla luce sperimentazioni cliniche illegittime su ignari pazienti (con oneri a carico del Sistema sanitario nazionale).
Non solo: nel mirino sono finite anche ricerche e raccolte di dati per favorire le industrie, realizzate con la complicità di un dirigente del Ministero della Salute e l’organizzazione di eventi ECM pilotati.
“La complessa indagine, denominata Pasimasi (dal nome dello yacht, ndr) e coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dal N.A.S. Carabinieri di Parma – si legge nella nota dei Nas – attualmente vede indagate 75 persone e ha consentito di individuare in un importante dirigente sanitario pubblico”. Il dirigente, è appunto Fanelli, direttore della struttura complessa di anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’azienda ospedaliera universitaria di Parma. Oltre a essere l’estensore tecnico della legge sulla Terapia del Dolore del 15 marzo 2010, n. 38, Fanelli viene descritto dai Nas come il “titolare di una pluralità di incarichi a livello nazionale e regionale, con potestà decisionale in materia di ricerca scientifica/terapeutica, raccolta dati e sperimentazioni cliniche e educazione continua medica (Ecm), il perno di un articolato ‘sistema’ corruttivo realizzato per incamerare somme di denaro e beni di ingente valore, attraverso l’asservimento delle relative funzioni pubbliche agli interessi commerciali di alcune case farmaceutiche interessate a creare una propria ‘zona’ di influenza su pubblici ufficiali per la promozione e la diffusione illecita dei relativi prodotti farmaceutici”.
I reati contestati agli indagati a vario titolo sono “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere”. Ancora una volta, dunque, fa discutere il ruolo di certe case farmaceutiche e di alcuni “luminari” i cui interessi sono lontani anni luce dalla salute delle persone.

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