La sindrome della guerra del Golfo (GWS) è un disordine funzionale localizzato in una specifica circostanza storica e geografica. La sindrome è stata descritta tra i veterani del conflitto militare che si è verificato nel 1990-1991 nel Golfo Persico è stata diagnosticata a migliaia di soldati di diversi eserciti coinvolti nella coalizione militare formatasi per quel conflitto. Questa sindrome, che si è sviluppata tra giovani individui in presumibile precedente buono stato di salute, è caratterizzata da affaticamento cronico, sintomi muscoloscheletrici, deficit cognitivi, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi respiratori, dermatologici e gastrointestinali, disturbi del sonno, difficoltà sessuali/riproduttive, ansia e depressione1,2,3,4,5 e si sovrappone clinicamente sia al disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o alla “sindrome post-impiego” (PDS) 6 sia alla Sindrome da fatica cronica (CFS), così come ad altri disturbi funzionali quali ad esempio la Miofascite Macrofagica o la sensibilità chimica multipla (MCS) 7,8.

L’esposizione a varie sostanze chimiche (pesticidi, uranio impoverito) è un’altra. Il fatto che la maggior parte del personale militare alla fine non sia stato coinvolto nel combattimento reale ma sia stato esposto ad un’attesa prolungata (e presumibilmente a stress continuo) è un altro fattore specifico da considerare. Si stima che dal 25% al ​​32% dei quasi 700.000 soldati schierati sul teatro di guerra sia stato colpito da problemi di salute cronici e inspiegabili classificati come Malattia o Sindrome della Guerra dal Golfo. Anche molti veterani della stessa epoca che non furono però impiegati all’estero soffrono da allora di sintomi identici o simili.

Recentemente Shoenfeld et al 9 hanno inserito la GWS nella sindrome autoimmune/infiammatoria indotta dagli adiuvanti (ASIA), una sindrome caratterizzata da manifestazioni aspecifiche e specifiche della malattia autoimmune, associate all’esposizione a squalene, idrossido di alluminio, silicone, olio minerale, guaiacolo e iodine gadital10. [per approfondimento qui: http://www.assis.it/le-patologie-autoimmuni-e-gli-adiuvati-dei-vaccini/]

Mawson et al. 37 hanno recentemente rivisto tutti i dati disponibili su tale sindrome al fine di formulare una ipotesi eziopatogenetica. Hanno valutato che, sebbene si sappia poco sulla maggior parte delle esposizioni a cui sono stati sottoposti i militari durante la Guerra del Golfo,11 esistono alcune possibili cause per la patologia.
– Il rapporto IOM 2010 [1] (pagina 109) ha dichiarato che: “L’eccesso dei sintomi medici inspiegabili riportati dai veterani schierati nella GW non può essere attribuito in modo affidabile a qualsiasi disturbo psichiatrico noto.” Sono stati quindi esclusi stress e relative eziologie psichiatriche 12.
– La letteratura suggerisce che uno dei fattori più coerentemente associati alla GWS fosse il numero di vaccinazioni somministrate; cioè, maggiore era il numero di vaccinazioni ricevute, maggiore era la probabilità di GWS. Tra le vaccinazioni effettuate vi erano: febbre gialla, tifo, colera, epatite B, meningite, pertosse, poliomielite e tetano. Furono anche somministrati il vaccino contro l’antrace a 150.000 soldati e il tossoide botulinico a circa 8.000 13.

Al tempo della Guerra del Golfo, le nuove reclute ricevevano fino a 17 antigeni durante le prime due settimane di formazione di base (tabella 1)14. Quasi tutti i veterani della Guerra del Golfo hanno riferito di aver ricevuto almeno un vaccino per l’impiego: il 70% ha riferito di aver ricevuto più di 5 vaccini e il 30% ricevuto più di 10. Gli studi collegano sempre più la GWS alla somministrazione di vaccinazioni multiple e ai costituenti dei vaccini. 14,15,16,17,18

Tabella 1. Personale militare statunitense destinato a ricevere un programma di vaccini al tempo della Guerra del Golfo.

Vaccino

Personale militare

Adenovirus

Tutte le reclute

Influenza

Tutte le reclute e il personale in servizio attivo

Morbillo

Tutte le reclute

meningococco

Tutte le reclute e il personale in servizio attivo se richiesto

Peste

Tutti i marines; forze speciali di esercito e marina, altri in occupazioni a rischio o schierati in aree ad alto rischio

Polio

Tutte le reclute

Rabbia

Forze speciali, occupazioni a rischio

Rosolia

Tutte le reclute

Vaccino contro il vaiolo o richiamo

Nuove reclute fino alla fine degli anni ’80

Tetano-difterite

Tutte le reclute, servizio attivo e riserva

Tifo

Forze di allerta dell’esercito e dell’aeronautica e impiegate in aree ad alto rischio

Febbre gialla

Tutti gli impiegati in marina e i marines, forze di allarme aeronautiche e militari impiegate in aree ad alto rischio

Fonte: Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses Gulf War Illness and the Health of Gulf War Veterans: Scientific Findings and Recommendations; James H. Binns, Committee Chair; U.S. Government Printing Office: Washington, DC, USA, November 2008

 

La relazione del comitato consultivo di ricerca (RAC)14 (p.20) sulla GWS e vaccinazioni ha concluso che, sebbene fossero disponibili poche informazioni sugli effetti negativi specifici a breve o a lungo termine delle combinazioni di vaccini o di un numero elevato di vaccini ricevuti contemporaneamente, le prove suggeriscono che le vaccinazioni multiple abbiano contribuito allo sviluppo di sintomi cronici nei veterani americani del periodo della Guerra del Golfo.

I vaccini hanno dimostrato di avere effetti non specifici sulla salute; ossia, hanno altri effetti oltre alla prevenzione delle infezioni bersaglio 19. Questi effetti dipendono in parte dalla modalità con cui vengono somministrati; in alcuni casi i risultati sono benefici mentre in altri possono essere dannosi 20. Come possono, i vaccini, scatenare tali sindromi?
Ipotesi:
1. Disfunzione mitocondriale: i mitocondri sono essenziali per la generazione dell’adenosina trifosfato (ATP) e quindi per le normali funzioni cellulari. È noto che difetti mitocondriali si verificano in una varietà di malattie tra cui il cancro, alcune forme di malattie cardiache, il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson e caratterizzano un numero di rari disordini genetici nei bambini le cui manifestazioni vanno dalla debolezza muscolare all’insufficienza d’organo. Uno degli obiettivi principali della ricerca attuale è spiegare come i difetti mitocondriali portino a stati patologici. In veterani con GWS, rispetto ai controlli, è stata riportata un’incidenza di disfunzione mitocondriale causata da inibitori dell’acetilcolinesterasi e conseguente compromissione mitocondriale21.
2. anomalie del sistema immunitario 3: la GWS si sovrappone a fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica e sensibilità chimica multipla, suggerendo fattori e meccanismi di rischio condivisi.
3. Il danno epatico è comune alla maggior parte se non a tutte queste sindromi, come evidenziato dall’aumento degli enzimi epatici e dalle diagnosi cliniche di malattia del fegato 22-25 .

Mawson et al. presentano una ipotesi unificante per chiarire come una varietà di insulti chimici che si verificano quasi simultaneamente si possa tradurre in un risultato comune vale a dire, una sindrome post-epatica che presenta i sintomi e i segni caratteristici della GWS. In particolare, propongono che gli effetti negativi delle vaccinazioni multiple ricevute insieme, o in un breve periodo di tempo, in concomitanza con altri insulti biochimici al fegato, possano interferire con il metabolismo epatico della vitamina A, causando una lieve condizione colestatica nella quale i metaboliti che immagazzinano la vitamina A (“retinoidi”) si riversano in concentrazioni tossiche dagli epatociti danneggiati nella bile o nella circolazione, provocando danno mitocondriale e apoptosi. Basandosi su questa ipotesi, i segni e i sintomi della GWI così come le correlate sindromi fibromialgica, della fatica cronica e la sensibilità chimica multipla sono manifestazioni di danno epatico e risultano da una ipervitaminosi A endogena cronica (vedi Figura 1).

La Tabella 2 (sotto) mostra che le diverse caratteristiche della GWI rispecchiano da vicino quelle dell’ipervitaminosi A cronica.

 

Sintomi/segni maggiori

Malattia della Guerra del Golfo

Ipervitaminosi A cronica

Sbalzi d’umore, irritabilità

+

+

Perdita di memoria, mancanza di concentrazione

+

+

Ansia, stress, disturbi del sonno

+

+

Depressione

+

+

Altri disturbi psichiatrici

+

+

Dolore muscolare, debolezza

+

+

Affaticamento generale

+

+

Febbre / sudorazioni notturne

+

+

Mal di testa

+

+

Intorpidimento, formicolio, vertigini

+

+

Congestione sinusale

+

+

Infezione cronica e frequente

+

+

Allergie cutanee, altre allergie

+

+

Problemi respiratori

+

+

Patologie dell’apparato digerente, dello stomaco e dell’intestino

+

+

Aumento / perdita di peso

+

+

Disturbi riproduttivi

+

+

Tabella 2. Somiglianze tra segni e sintomi della malattia della Guerra del Golfo e dell’ipervitaminosi A cronica. Fonte: GWS: 4,14,22-27; Ipervitaminosi A cronica 28-31

 

4. Altro meccanismo attraverso il quale l’esposizione alla vaccinazione potrebbe portare allo sviluppo di sintomi funzionali è stato suggerito da Rook e Zumla32 che illustrarono la possibilità che un passaggio da reazioni di tipo Th1 a Th2 potesse avere un significato patogeno. A sostegno di questa teoria si nota come i pazienti abbiano una maggiore frequenza di reazioni allergiche, bassa attività delle cellule natural killer (NK) e bassi livelli di interferone gamma (IFN-γ) e interleuchina (IL-)2. 33. Lo stress correlato al dispiegamento potrebbe anche avere effetti Th2-inducenti, livelli di cortisolo aumentati e mediati e livelli ridotti di androgeni (ad es. DHEA) 34,35. Anche l’idrossido di alluminio presente nei vaccini è noto per stimolare potentemente il sistema immunitario e per spostare le risposte immunitarie verso un profilo Th2.

La malattia della guerra del Golfo (GWS) continua a causare disagio e disabilità in circa un terzo dei veterani della guerra del Golfo del 1990-1991, coinvolgendo i loro coniugi e i figli.

Anche per i militari italiani indagati dal studio SIGNUM è plausibile che la somministrazione di vaccinazioni multiple, con i loro componenti, in modo quasi sincrono ad altri insulti chimici epatici abbia scatenato lo sviluppo di sintomi cronici nei soldati (ne abbiamo parlato qui: http://www.assis.it/la-commissione-parlamentare-dinchiesta-sulluranio-impoverito-si-espressa-anche-sulle-vaccinazioni-ai-militari-nessun-giornale-ne-parla/ ). Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare e garantire la sicurezza dei vaccini ed una migliore comprensione della biologia sistemica correlata alle reazioni avverse ad essi correlate 36.
La pratica della somministrazione di vaccinazioni multiple contemporaneamente, o in un arco di tempo estremamente limitato, dovrebbe essere soggetta a una revisione urgente della sicurezza. La ricerca è necessaria sia per valutare gli effetti sulla salute dei programmi di vaccinazione di massa, specialmente quando (come in questo caso) i destinatari sono in una posizione di autonomia limitata, sia per capire i fattori che influenzano le risposte individuali alla vaccinazione. I benefici derivati, compresa la protezione a breve termine contro le malattie infettive, devono essere soppesati rispetto al potenziale rischio a lungo termine per la salute derivato da vaccinazioni multiple somministrate in modo sincrono o quasi sincrono e in associazione ad altre esposizioni potenzialmente tossiche.
Rimangono molte domande senza risposta e si spera che le osservazioni qui riportate stimolino ulteriori ricerche per sostenere o smentire un’associazione causale tra vaccinazioni multiple e sindromi invalidanti di diverso tipo.

 

Riferimenti
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