Allo studio retrospettivo dell’esperienza fatta in Brasile[1] con il rimedio omeopatico “Meningococcinum”, in occasione di un’epidemia di meningite B, da più parti si dà una valutazione di scarsa scientificità, criticando il fatto che non è uno studio randomizzato, che il gruppo di trattamento sarebbe stato formato solo da volontari e che manca un gruppo di controllo. Si afferma che senza questi accorgimenti non si hanno i crismi della scientificità. Si dimentica, tuttavia, che gli studi di tipo osservazionale, come è quello di “Meningococcinum”, non richiedono, per definizione, gruppi di controllo od altro. Questa discussione ha però acceso la mia curiosità e ho provato a capire se il vaccino convenzionale, progettato per questo tipo di malattia, rispetta queste caratteristiche e mi sono andata a leggere il foglietto illustrativo del farmaco Bexsero (perché si tratta di un farmaco a tutti gli effetti, con i suoi bravi effetti avversi…). Il vaccino Bexsero è il vaccino proposto per immunizzarsi e proteggersi dalla meningite sostenuta dal meningococco B, lo stesso meningococco che aveva sostenuto l’epidemia brasiliana. Il foglietto illustrativo è pubblicato dall’EMA, Agenzia Europea del Farmaco, ed è consultabile a questo link: http://www.ema.europa.eu/docs/it_IT/d…

Nel foglietto illustrativo, si legge che, sulla sicurezza del farmaco, sono stati fatti 14 studi clinici, reclutando un numero complessivo di 8776 soggetti, di età pari o superiore ai due mesi. Questi studi clinici hanno avuto lo scopo di registrare le reazioni avverse, anche se non sono forniti dati sul tempo dedicato all’osservazione. In ogni caso, e questo è un problema comune a tutti i vaccini, il tempo di osservazione è sempre molto limitato e quindi insufficiente per valutare l’esistenza di effetti avversi a medio o a lungo termine. Le reazioni avverse sono classificate in molto comuni, comuni, non comuni, rare e molto rare e sono anche classificate secondo l’apparato coinvolto. Ad una prima lettura, colpisce la reazione avversa a carico del sistema nervoso centrale, registrata nei lattanti e nei bambini di età inferiore ai dieci anni e descritta, in modo sommario come sonnolenza, irritabilità, pianto anomalo e inconsolabile.  Rileggendo i manuali di medicina, si vede la somiglianza di questi sintomi con quelli della meningite dei lattanti, che ha manifestazioni cliniche diverse rispetto alla meningite dell’adulto: “…Nei bambini tra i 3 mesi e i 2 anni di età i sintomi sono meno prevedibili; sono di comune osservazione la febbre, il vomito, l’irritabilità, le convulsioni, il pianto a toni alti e le fontanelle tese e pulsanti; mentre la rigidità nucale può essere assente…” (http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez14/1761538.html)

Potremmo pensare che questi sintomi, che fanno pensare ad una encefalopatia, siano compresi tra i sintomi avversi rarissimi. Invece sono, secondo il foglietto illustrativo di Bexsero, compresi tra i sintomi “molto comuni”, che hanno una frequenza pari a ≥1/10, cioè circa un caso ogni 10 vaccinati. Poiché del totale degli 8776 vaccinati, 5849 sono lattanti e bambini minori di due anni e 250 sono i bambini di età inferiore ai dieci anni, si ricava il dato allarmante che, durante questi studi di sicurezza, ben 600 bambini hanno manifestato una sofferenza del sistema nervoso. Peccato che questi studi “scientifici” non tengano conto dell’impatto che encefalopatie di questo tipo, oltretutto sviluppate in età molto precoce, possano avere, negli anni successivi, sulla salute e sullo sviluppo neurologico del bambino vaccinato.

Poiché la scienza fornisce dati e numeri inoppugnabili, leggendo ancora il foglietto illustrativo, si legge che l’efficacia del vaccino Bexsero non è stata valutata con sperimentazioni cliniche, né randomizzate né con gruppi di controllo. C’è scritto, infatti, “l’efficacia di Bexsero non è stata valutata mediante sperimentazioni cliniche. L’efficacia del vaccino è stata dedotta dimostrando l’induzione di risposte anticorpali battericide sieriche verso ciascuno degli antigeni del vaccino.” Poi, sempre nel foglietto illustrativo, al paragrafo “immunogenicità”, sono riportate le valutazioni delle risposte anticorpali sieriche dopo una dose e dopo due dosi di vaccino. Uno si aspetterebbe un’immunità pari al 100%, anche perché la valutazione è stata fatto dopo un solo anno dall’inoculazione del  vaccino. Invece no, per alcune frazioni antigeniche si arriva al 100% ma per altre si scende fino al 38%. Non si sa, ma si può facilmente immaginare, che dopo qualche anno la protezione sarà ancora più bassa, visto che nessun vaccino dà un’immunità permanente e il tasso degli anticorpi prodotti dal vaccino tende a diminuire negli anni. Altre notizie sorprendenti, secondo il mio modesto avviso, sono quelle che riguardano gli effetti del vaccino sulla fertilità maschile e femminile. Così si legge: “Non sono disponibili dati sulla fertilità nell’uomo. In studi sugli animali non sono stati rilevati effetti sulla fertilità della femmina.” Questa frase non esclude affatto gli effetti avversi ed una compromissione della fertilità maschile, semplicemente si afferma che non ci sono dati e quindi non si sa. Per quanto riguarda le femmine (di coniglio) siamo sicuri di no, che non ci sono effetti sulla fertilità. Per le femmine del genere “homo sapiens” ancora si stanno attrezzando….

Infine, faccio notare che il foglietto illustrativo, all’inizio, riporta la seguente avvertenza:

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta.

Il triangolo nero rovesciato è un invito alla prudenza, che manca però a chi approva questo tipo di farmaci e ne consiglia la somministrazioni a lattanti e bambini.

Quindi essere scientifici significa rifiutare i riscontri dell’esperienza brasiliana con “meningococcinum” ed accogliere come sicuro e efficace un vaccino come Bexsero? A dispetto della scientificità degli studi, l’esperienza dell’omeopatia nel mondo va avanti, dando speranze anche in quelle aree del pianeta dove è negato, per questioni economiche, l’accesso ai costosi vaccini e/o farmaci dell’occidente.

A cura della Dott.sa Emma Pistelli

[1] http://www.homeopathyoz.org/images/diseases/mc-brazil.pdf