Come noto, il Decreto legge 73/2017 convertito con modificazioni in L. 119/2017 ha introdotto l’obbligatorietà di dieci vaccinazioni per tutti i minori di età compresa tra 0 e 16 anni.

Tale norma ha prodotto una serie di problematiche interpretative, frutto di una disomogenea serie di previsioni e scadenze che non si coordinano tra loro e che, su alcuni aspetti fondamentali, ancora a distanza di mesi dall’entrata in vigore della norma, lascia diverse zone d’ombra.

Prova ne è il corto circuito avvenuto a seguito della inesatta tripartizione degli adempimenti tra genitori, scuole e Asl, che ha prodotto, caso più unico che raro nella attività del legislatore, la pubblicazione di una serie circolari, dei due ministeri interessati –Miur e Salute- volte a correggere il tiro, ma –nella sostanza, non coordinate tra loro, hanno contribuito vieppiù alla confusione interpretativa.

 

Cercando di approfondire e comprendere appieno la ratio della norma che, tra previsioni fumose, termini indefiniti e regimi transitori, ha prodotto l’ennesimo mostro burocratico e ha reso confusa la ripartizione dei poteri e dei doveri, l’obiettivo di questo lavoro è quello di fornire la corretta e chiara interpretazione della norma, al fine di superare e correggere i comportamenti aberranti che troppi dirigenti scolastici e delle Asl hanno attuato, eccedendo dai compiti loro assegnati dalla norma stessa.

 

Pertanto, partendo dall’analisi letterale del testo, con riferimento all’accesso ai servizi educativi per l’infanzia, l’art. 3, comma 1, prevede testualmente che:

 

I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, sono tenuti all’atto di iscrizione del minore 0-16 anni e del minore straniero non accompagnato a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari:

 

la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie indicate nell’art. 1 commi 1 e 1 bis, ovvero l’esonero, l’omissione e/o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’art. 1, commi 2 e 3;

ovvero la presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età entro la fine dell’anno scolastico, o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale a seconda dell’età;

L’art. 5, comma 1, dispone che “..per l’anno scolastico 2017/2018 e per il calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2017/2018, la documentazione di cui all’articolo 3, comma 1, deve essere presentata entro il 10 settembre 2017 presso i servizi educativi e le scuole per l’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale (scuole elementari e medie). La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, deve essere presentata entro il 10 marzo 2018;”

Emerge con chiarezza che la data del 10 marzo 2018 si applica solo ed esclusivamente a chi ad inizio anno scolastico ha presentato autocertificazione ed ora, entro tale data, dovrà produrre la documentazione originale di quanto allora autocertificato.

Occorre specificare che “la formale richiesta di vaccinazione” è documento ben differente dall’autocertificazione e non può in alcun modo essere a questa assimilata.

 

Dall’analisi del dettato normativo risulta, quindi, che

1) il termine del 10 marzo 2018 riguarda esclusivamente le famiglie che, ad inizio anno scolastico (10.09.17 e 31.10.17) hanno utilizzato lo strumento dell’autocertificazione ai sensi del D. P.R. 445/2000 e, che, dovranno entro tale data consegnare la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie. Tale scadenza deriva dalla validità delle autodichiarazioni che, per legge e salvo diversa specifica disposizione, è di mesi sei (10.9.2017-10.3.2018).

2) la legge non prevede l’applicazione del termine del 10 marzo a coloro che, ad inizio anno scolastico, abbiano presentato la richiesta formale di vaccinazione secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 1, (lettera di prenotazione alla ASL), i quali non hanno alcun onere se non attendere la conclusione dell’iter avviato con l’azienda sanitaria locale che tale richiesta ha ricevuto. Ricordiamo che l’art. 3, comma1, prevede espressamente che chi ha presentato richiesta formale di vaccinazioni possa eseguirle entro la fine dell’anno scolastico. Alcun altra data è richiamata nella norma.

L’iter genitore-Asl, anche in considerazione dei dati sensibili che ne formano oggetto, non può e non deve essere di competenza degli istituti scolastici, e la legge non prevede infatti alcun tipo di “controllo successivo” in corso di anno.

A ciò si aggiunga che, un eventuale provvedimento di esclusione dovrà, eventualmente, essere basato su una formale contestazione di inadempimento proveniente dalla Asl, con la quale sia stata accertata la conclusione dell’iter instaurato per il recupero degli inadempienti.

In assenza di tale comunicazione, alcun provvedimento di esclusione potrà essere adottato senza che il dirigente incorra in grave responsabilità personale con conseguente diritto dei genitori all’integrale ristoro di tutti i danni subiti.

Alcuna richiesta di “ulteriore documentazione” da parte degli istituti scolastici ed afferente la situazione vaccinale degli alunni è legittimata dalle attuali norme di Legge. Tantomeno se sollecitata in previsione della scadenza del 10 marzo p.v.

Si tenga, però, presente quanto evidenziato all’inizio: il caos interpretativo e l’esondazione dalle proprie competenze di alcuni dirigenti scolastici potrebbero portare in alcuni casi a provvedimenti di sospensione dalla frequenza. In tali casi è bene rammentare che, seppur previsto il rimedio giurisdizionale, questo comporta costi (di energie e denari) e tempi (per la decisione) di un certo rilievo, con il conseguente rischio che il bambino possa non concludere il corrente anno scolastico.

Per ovviare a tale eventualità, sarebbe buona prassi interloquire direttamente con le strutture scolastiche e cercare di far comprendere loro la reale portata della legge, che non può essere vanificata da una superficiale comunicazione ministeriale, che non ha rango di norma.

***

L’art. 18 ter del D.L. 148 del 16.10.2017, convertito in Legge n. 172 del 04.12.2017 (c.d. collegato fiscale) non influisce sulla menzionata disciplina in quanto il richiamo al termine del 10 marzo 2018 è riferito esclusivamente all’anticipo dell’applicazione della procedura semplificata di verifica della condizione vaccinale per le sole Regioni già dotate di anagrafe vaccinale ed attiene agli adempimenti per l’iscrizione all’anno scolastico 2018/2019. Si verificheranno, pertanto, due procedure distinte. Nelle Regioni già dotate di anagrafe vaccinale si applicherà una procedura semplificata ed i genitori, all’atto dell’iscrizione, non dovranno depositare né dichiarare nulla in quanto i dirigenti scolastici trasmetteranno, entro il 10.3.2018, l’elenco degli alunni iscritti di età compresa 0-16 anni e le aziende sanitarie, entro il successivo 10.6.2018, restituiranno detti elenchi con indicazione dei soggetti che non risultino in regola. In ogni caso si parla espressamente di iscrizioni e trasmissione elenchi. Nulla viene modificato dal suddetto art. 18 in merito a quanto già presentato alle date dell’11/9/17 e del 31/10/17 che non deve essere integrato ai sensi della suddetta norma.

Nelle regioni ancora non dotate di anagrafe vaccinale la procedura è ordinaria, pertanto i genitori, entro il termine previsto per le iscrizioni, dovranno depositare la documentazione di cui all’art. 3 L.119/17.

Va precisato tuttavia che il MIUR ed il Ministero della Salute hanno emanato una circolare congiunta (MIUR n. 467 del 27.02.2018 – Ministero Salute n. 2166 del 27.02.2018) con la quale hanno preteso di dettare indicazioni operative per l’attuazione dell’art. 3 bis della L.117/2018 – come modificato dall’Art. 18 ter D.L.148/17 – ritenendo di poter anticipare all’anno scolastico in corso le misure di semplificazione.

In particolare la Circolare trova esplicitazione in un allegato (all. A) “predisposto con il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali (cfr. provvedimento n. 117 del 22.02.2018)”.

Al momento il parere di cui sopra non è consultabile neppure sul sito ufficiale del Garante, atteso che le pubblicazioni sono ferme alla data del 01.02.2018.

Al fine di offrire una corretta e completa informazione, riteniamo imprescindibile leggere il richiamato parere, e pertanto ci riserviamo di aggiornare la presente informativa.

Infatti la procedura semplificata è soggetta, come evidenzia chiaramente lo stesso art. 18 ter, al parere del Garante Privacy che si era espresso negativamente in merito al flusso di dati da Aziende Sanitarie ad Istituti scolastici, affermando che le Aziende Sanitarie non possono restituire alle scuole gli elenchi con l’indicazione della situazione vaccinale degli iscritti.

Il Codice “Privacy” prevede la responsabilità personale del soggetto che pone in essere una violazione delle norme poste a tutela della riservatezza dei dati e prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa, ai sensi dell’art. 161 da un minimo di Euro 6.000,00 ad un massimo di Euro 30.000,00,

In conclusione, alla luce della Circolare Congiunta Miur/Min. Salute del 27.02.2018 ed in relazione al parere che il Garante avrebbe espresso in data 22.02.2018, il flusso di dati sensibili tra Asl e scuole ed ogni utilizzazione dei predetti risulterebbe legittimo sin dall’anno scolastico in corso (2017-2018) nelle Regioni e nelle Province autonome presso le quali sono istituite anagrafi vaccinali.

***

L’interpretazione letterale della norma sul termine del 10.03.2018 è, peraltro, confermata da numerosi provvedimenti locali, mozioni e OdG di Regioni (Toscana, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Liguria) e Comuni (Roma, Trento, Torino) dalle seguenti circolari, nonché dalle dichiarazioni del Presidente della Regione Emilia Romagna:

Circolare congiunta Ministero Salute e Miur  01.9.2017 a pagina 5 prevede:“… Nel caso in cui i genitori/tutori/affidatari presentino entro l’11 settembre 2017, la dichiarazione sostituiva, il minore avrà accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alla scuola dell’infanzia; tuttavia, nel caso in cui, entro il 10 marzo 2018, i genitori/tutori/affidatari non facciano pervenire idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie il minore sarà escluso dall’accesso ai servizi”.

– direttamente sul sito della Regione Emilia Romagna si riportano le parole del Presidente della Regione Bonaccini, che in conferenza stampa, relativamente alla scadenza del 10 marzo precisa e chiarisce: “…Per quanto riguarda la scadenza del 10 marzo, la legge nazionale e le successive circolari, stabiliscono chiaramente che vale solo per coloro che hanno presentato un’autocertificazione nei termini previsti l’anno passato, cioè 11 settembre 2017 per nidi e materne e 31 ottobre 2017 per la scuola dell’obbligo. … Il 10 marzo, pertanto, non è la data di scadenza per controllare lo stato vaccinale ed interrompere la frequenza…”

– la stessa FISM Federazione Italiana Scuole Materne, a mezzo del proprio legale, chiarisce con la circolare 7/18 del 12.2.2018 come il termine del 10 marzo 2018 si riferisca solo ai genitori che hanno consegnato l’autocertificazione: “In questo senso dunque non può non rilevarsi come gli effetti dell’autocertificazione presentata all’inizio del presente anno scolastico dai genitori/tutori/affidatari che risultavano inadempienti perderà effetti dal 10.03.2018 (cfr I paragrafo della presente missiva, relativo alla scadenza di 6 mesi delle dichiarazioni sostitutive ex D.P.R. 445/2000.

***

Si ricorda, inoltre, che la scuola non ha NESSUN potere di vaglio sull’effettuazione o meno delle vaccinazioni in corso d’anno, dovendosi limitare a verificare che chi ha autocertificato depositi i documenti in originale.

Le scuole NON debbono segnalare alla Asl null’altro, tantomeno debbono verificare se i genitori hanno o non hanno vaccinato i propri figli.

La Circolare congiunta Min. Salute-MIUR del 1.9.2017 afferma che i dirigenti scolastici debbono limitarsi a raccogliere la documentazione senza alcuna preventiva valutazione di merito”.

In conclusione, pertanto, per il corrente anno scolastico 2017/2018 solo i genitori che all’atto dell’iscrizione abbiano autocertificato la situazione vaccinale dei figli saranno tenuti a consegnare la documentazione originale attestante l’avvenuta esecuzione delle vaccinazioni. Chi, invece, ha consegnato la richiesta formale, come previsto dalla legge, per effettuare le vaccinazioni avrà tempo fino alla fine dell’anno scolastico per iniziare la regolarizzazione della situazione vaccinale.

 

Lo Staff Legale Assis

 

 

 

 

 

 

ARTICOLO N.3 L.119/17

Adempimenti vaccinali per l’iscrizione ai servizi educativi per l’infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie

  1. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni e del minore straniero non accompagnato, a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni indicate all’articolo 1, comma 1, ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico. La presentazione della documentazione di cui al primo periodo deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni puo’ essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 5, per i casi in cui la procedura di iscrizione avviene d’ufficio la documentazione di cui al primo periodo del presente comma deve essere presentata entro il 10 luglio di ciascun anno, senza preventiva presentazione di una dichiarazione resa ai sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000
  2. La mancata presentazione della documentazione di cui al comma 1 nei termini previsti, è segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e dai responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, all’azienda sanitaria locale che, qualora la medesima o altra azienda sanitaria non si sia già attivata in ordine alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvede agli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, a quelli di cui all’articolo 1, comma 4.
  3. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 non costituisce requisito di accesso alla scuola o, al centro ovvero agli esami.

3-bis. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale.

ARTICOLO N.5  Legge l19/17

Disposizioni transitorie e finali

  1. Per l’anno scolastico 2017/2018 e per il calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2017/2018, la documentazione di cui all’articolo 3, comma 1, deve essere presentata entro il 10 settembre 2017 presso i servizi educativi e le scuole per l’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale, [anche ai fini degli adempimenti previsti dall’articolo]. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie puo’ essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018.

1-bis. Al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali introdotti dal presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere che la prenotazione gratuita delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, possa avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP) di cui al decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, e al decreto attuativo del Ministro della salute 8 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1° ottobre 2011, nonche’ nell’ambito delle finalità di cui all’articolo 11 della legge 18 giugno 2009, n. 69 .

 

 ART. 18-TER del D.L. 148 del 16.10.2017, convertito in Legge n. 172 del 4.12.2017 (c.d. collegato fiscale)

Misure indifferibili di semplificazione degli adempimenti  vaccinali   per  l’iscrizione  alle  istituzioni  del  sistema   nazionale   di   istruzione, ai servizi  educativi  per  l’infanzia,  ai  centri  di   formazione  professionale  regionale  e  alle  scuole  private  non  paritarie

  1. Nelle sole regioni e province autonome presso le quali sono gia’ state istituite anagrafi vaccinali le   disposizioni   di   cui all’articolo 3-bis, commi da 1 a 4, del decreto-legge 7 giugno  2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017,  n.119, sono applicabili a decorrere dall’anno  scolastico  2018/2019  e dall’inizio del calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei

corsi per i centri di formazione professionale regionale 2018/2019, nel rispetto delle modalita’ operative  congiuntamente  definite  dal Ministero   della   salute   e   dal    Ministero    dell’istruzione,

dell’universita’  e  della  ricerca,  sentito  il  Garante   per   la protezione dei dati personali.   2. Nelle medesime regioni e province autonome, le disposizioni di cui al comma 1 sono applicabili  gia’  per  l’anno  scolastico  e  il calendario dei servizi educativi per l’infanzia e  dei  corsi  per  i centri di formazione professionale regionale in corso  alla  data  di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,  a condizione che il controllo sul rispetto degli adempimenti  vaccinali si concluda entro il 10 marzo 2018.

 

Riferimenti normativi

Si riporta il testo vigente  dei  commi  da  1  a  4   dell’articolo 3-bis del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017,  n. 119 (Disposizioni  urgenti  in  materia  di  prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative       alla somministrazione di farmaci):

 “Art.   3-bis.   Misure   di   semplificazione    degli   adempimenti vaccinali per l’iscrizione alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai servizi educativi per l’infanzia, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie,  a decorrere  dall’anno          2019. 

  1. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 nonche’  dall’inizio  del  calendario  dei  servizi  educativi   per   l’infanzia  e  dei  corsi  per  i  centri   di   formazione  professionale regionale 2019/2020, i  dirigenti  scolastici  delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed  i         responsabili dei  servizi  educativi  per  l’infanzia,  dei  centri di formazione professionale regionale e delle scuole  private  non  paritarie  sono  tenuti  a  trasmettere  alle  aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro  il 10 marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno  scolastico.           o per il calendario successivi di eta’ compresa tra zero e sedici anni e minori stranieri non accompagnati.
  2. Le aziende   sanitarie   locali   territorialmente  competenti provvedono a restituire, entro il 10 giugno, gli  elenchi di cui al comma 1, completandoli con  l’indicazione  dei soggetti che risultano non in regola con  gli  obblighi  vaccinali, che non ricadono nelle  condizioni  di  esonero,         omissione o differimento delle vaccinazioni in relazione  a    quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e  3,  e  che  non   abbiano  presentato  formale  richiesta   di   vaccinazione  all’azienda sanitaria locale competente.
  3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i  dirigenti  delle  istituzioni   del sistema nazionale di istruzione e  i  responsabili  dei    servizi educativi per l’infanzia, dei centri di  formazione  professionale  regionale  e  delle   scuole   private   non   paritarie invitano i genitori esercenti la  responsabilita’ genitoriale, i tutori o i soggetti  affidatari  dei  minori          indicati nei suddetti elenchi a  depositare,  entro  il  10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle   vaccinazioni   ovvero   l’esonero,   l’omissione    o    il  differimento delle stesse, in relazione a  quanto  previsto  dall’articolo 1, commi 2 e  3,  o  la  presentazione  della  formale richiesta  di  vaccinazione  all’azienda  sanitaria locale territorialmente competente.
  4. Entro il 20 luglio i  dirigenti  scolastici  delle  istituzioni  del  sistema  nazionale  di  istruzione  e   i  responsabili dei  servizi  educativi  per  l’infanzia,  dei  centri di formazione professionale regionale e delle scuole  private non paritarie trasmettono la documentazione di  cui   al comma 3  pervenuta,  ovvero  ne  comunicano  l’eventuale     mancato  deposito,  alla  azienda  sanitaria  locale   che,  qualora la medesima o altra azienda sanitaria  non  si  sia  gia’  attivata  in  ordine  alla  violazione  del  medesimo  obbligo vaccinale, provvede agli adempimenti di  competenza e, ricorrendone i presupposti, a quello di cui all’articolo 1, comma 4.

Omissis.”.