La sanità toscana da sempre risulta essere ai vertici per la qualità e l’efficacia delle cure ospedaliere. Eppure anche in questa regione si conferma che, a fronte di un aumento della durata della vita media, si registra una diminuzione di aspettativa di vita sana. Insomma, si vivrà più a lungo, ma più malati. Ma non solo di questo ci parlano Roberto Barocci del Forum ambientalista e Maurizio Marchi di Medicina democratica che segnalano nel documento che riportiamo integralmente, come la mortalità nella regione sia in costante aumento: Si è passati dai 39.362 morti nel  2006 ai 41.535 del 2009 per raggiungere i  41.758   nel 2011, senza un incremento della popolazione. E’ per questo che gli Autori si chiedono:

Toscana, la regione del bengodi o un immenso calvario ?

Giorni fa i burocrati dell’Agenzia regionale sanità (ARS), con una fugace apparizione dell’assessore Marroni, hanno presentato a Firenze … l’apertura della campagna elettorale del PD, con la Relazione sanitaria 2009-2013, esordendo con questo pezzo incredibile:

“Come stanno i toscani? Bene, a giudicare dalla durata della loro vita: un neonato oggi in Toscana può infatti sperare di arrivare almeno a 85 anni, se femmina, e a 80 se maschio. E’ l’attesa di vita tra le più alte in Italia – a sua volta ai primi posti nel mondo – ed è ancora oggi in aumento. Ma la notizia più positiva è  che la maggioranza degli anni di vita guadagnati sono anche vissuti in buona salute e senza disabilità. In parte è dovuto ai geni, ma quasi tutto dipende da corretti stili di vita, ambiente sano e servizi sanitari che funzionano.”   (ARS  11.12.14)

A nostro avviso, basandoci sui dati ufficiali, non c’è una parola vera in questa espressione, tutta propagandistica. Aspettando i dati 2012-2013, cominciamo con la mortalità generale, che aumenta in Toscana, anziché diminuire: 41.758 morti nel 2011 contro i 39.362 del 2006, a sostanziale parità di popolazione. Gli immigrati sono in genere giovani e sani, e non vengono a morire in Toscana,se non sul lavoro.

Secondo punto, su neonati ed adolescenti c’è semmai una delle più crude emergenze: l’oncologa Patrizia  Gentilini afferma che in base a studi recenti, l’Italia detiene il record sull’incremento dei tumori infantili rispetto all’Europa. In Italia aumentano del 3,2% all’anno nei primi dodici mesi di vita, mentre negli Stati Uniti crescono al ritmo dello 0,6% all’anno. La morte è trasmessa ai neonati dal corpo delle loro madri. In Toscana la situazione è ancora peggiore: nella presentazione “Bambini e ragazzi affetti da tumore” tenuta a Firenze il 29 maggio 2014 da Gianfranco Manneschi  (ISPO, Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica, Regione Toscana) si afferma : “In Toscana si stimano 397 casi l’anno, circa 2000 casi tra il 2011 e il 2015”, quasi un terzo di tutti i casi attesi nel quinquennio in tutta Italia  (6.943 casi). Nel 2011 il Rapporto dell’ex Provveditorato agli studi di Livorno evidenziava:  “Gli alunni disabili sono passati da 845 a 1066 tra il 2006 e il 2011 in Provincia di Livorno (Rapporto sulla scuola livornese 2011).

Sull’aspettativa di vita è doveroso osservare che, se aumenta la vita media, diminuisce la vita in salute: l’epidemiologo Valerio Gennaro sostiene che  “L’Eurostat (Istituto europeo di Statistica) considera  l’aspettativa di vita sana e cioè l’attesa di vita indenne da gravi patologie o invalidità. Tale aspettativa è cominciata a calare dal 2003 in Italia. La Toscana non fa eccezione.

Sull’ “ambiente sano” preteso da ARS, ci sono da fare quantomeno delle precisazioni: se non tutta la Toscana è un calvario di nocività e patologie, grandi aree lo sono. Percorriamolo in breve: le aree di Massa, Livorno, Piombino e Orbetello sono ufficialmente aree ad alto rischio ambientale, e come tali dichiarate Siti di interesse nazionale per le bonifiche.  Su queste aree SIN toscane sono stati effettuati studi epidemiologici nell’ambito del Progetto Sentieri del Ministero della salute, rilevando picchi di tumori anche del 500 per cento su alcuni tipi di tumore. Con queste premesse  … sono stati tagliati i fondi per ulteriori approfondimenti ed aggiornamenti. Ma non ci sono solo i SIN: ricordiamo la zona di Rosignano e della Val di Cecina o quella di Scarlino-Follonica , inquinate da arsenico, mercurio  ed altro, che nessuno ha mai richiesto di inserire nei SIN. E non solo: enormi aree sono asservite al florovivaismo chimicizzato, l’area del medio basso Valdarno asservita alla concia del cuoio al cromo, l’area dell’aretino sottoposta all’inquinamento della lavorazione dell’oro, l’area del marmo e delle polveri sottili,  quella del settore cartario al cloro. E soprattutto l’enorme area sottoposta all’inquinamento della geotermia, da Larderello (PI) all’Amiata senese e grossetana. Poca energia, fortemente inquinante  e per niente rinnovabile, tanto che Enel greenpower sta lanciando un grosso  quanto impraticabile programma per l’affiancamento della calante potenza geotermica con la combustione di biomasse legnose: un progetto folle sia per le enormi quantità di polveri sottili ed altro che verrebbero emesse, sia per  la reperibilità di questa enorme quantità di biomasse.

Sull’area geotermica  ricordiamo lo studio epidemiologico  dell’ottobre 2010, che fotografava  535 morti in più rispetto alla Toscana negli anni 2000/2006, ricoveri anche del  1100% in più per patologie gravissime (ad esempio leucemie), il 13 % in più di mortalità  in Amiata. Nonostante questa evidenza disastrosa, la Regione Toscana ha rilasciato negli ultimi  3 anni permessi di ricerca che moltiplicherebbero per 8 volte le aree asservite alla geotermia, dai 500 kmq attuali ad oltre 4.000 kmq.

A questo calvario, che coinvolge a nostro avviso quasi 2 milioni di toscani su un totale di 3,7, si affianca una nocività che coinvolge la totalità della popolazione, la capillare rete di tubazioni di cemento amianto per l’acqua potabile: almeno il 2,3% sul totale delle tubazioni nel fiorentino, il 12 % nell’area costiera, addirittura il  50% nell’area pisana, ecc. In una regione che, da fonti insospettabili (Arpat 2011), ha ben l’88% dei punti di prelievo dell’acqua potabile nella classe peggiore di qualità.

Della qualità dell’aria – pessima per la presenza di poli industriali  molto inquinanti come Piombino, Rosignano, Livorno, Massa, l’area geotermica e 9 inceneritori  – non parliamo in questo articolo per brevità.

Concludiamo con una considerazione sugli “stili di vita”, esaltati nella Relazione sanitaria 2009-2013: secondo i propagandisti di ARS, gli stili di vita dei toscani sarebbero “corretti”, ciò che può anche essere vero. Ma allora perché, ogni volta che rari studi  epidemiologici mettono in evidenza eccessi di mortalità e morbilità, ARS e compagni rimandano a stili di vita scorretti ? Forse che piombinesi, massesi, amiatini  ed altri hanno stili di vita diversi e marcatamente peggiori  dei loro conterranei toscani ?

Sui “servizi sanitari che funzionano “ stendiamo un velo pietoso, alla luce  delle liste di attesa, che durano anche oltre un anno.

Roberto Barocci, Forum ambientalista

Maurizio Marchi, Medicina democratica

Cause di morte in Toscana:

L’ AUMENTO DELLA MORTALITA’ ASSOLUTA NON E’ CORRELATA ALL’AUMENTO DELLA POPOLAZIONE
cltsc