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Il TRAUMA DELLA NASCITA: UN APPROCCIO OSTEOPATICO PER I NEO-NATI

28 Gen , 2018  

A cura di Susanna Zanon osteopata (D.O.)

Introduzione

Il parto può rappresentare il primo trauma per il neonato perché il suo svolgimento potrebbe determinare delle condizioni di stress nei tessuti con conseguente manifestazione di svariati sintomi.
Il parto può distinguersi in “eutocico” o “fisiologico” se avviene spontaneamente, oppure in “distocico” o “non fisiologico” se, in seguito a complicazioni, è necessario l’intervento medico.

Durante la discesa del feto nel canale del parto si producono forze considerevoli date dalle contrazioni uterine trasmesse al corpo del neonato lungo un asse cefalocaudale. Tali forze vengono assorbite principalmente dalle strutture membranose, cartilaginee e fluidiche del sacro, della colonna vertebrale, della base cranica e della volta e se troppo intense, prolungate o veloci, possono alterare le funzioni sottostanti.

Fig. 1

Durante la fase del parto, le ossa della volta cranica si ripiegano le une sulle altre per permettere al cranio di superare lo stretto pelvico inferiore e successivamente si assiste ad un rimodellamento di tale strutture.

Fig. 2

Dopo il parto i primi atti fisiologici del bimbo, come il pianto, la respirazione e la suzione, risolvono molti stress subiti dai tessuti durante il passaggio nello stretto pelvico inferiore della madre.

Tuttavia, il travaglio per vari motivi, quali la difficoltà dell’utero a contrarsi, i disturbi dovuti alla dilatazione del canale cervicale, la conformazione del bacino materno, le anomalie nella presentazione o posizione del bimbo, la macrosomia, potrebbe diventare molto lungo, breve o molto doloroso e quindi richiedere il supporto farmacologico, oppure l’utilizzo di manovre o altri ausili (ventosa e/o kiwi o forcipe), o addirittura trasformarsi in un parto cesareo d’urgenza.

Fig. 3

Fig. 4

 

 

Per questo motivo si possono generare forze importanti che l’organismo non riesce a risolvere facilmente e trasmettersi dal sacro al torace fino al cranio del neonato o viceversa (Principio fondamentale osteopatico dell’Unità delle parti) e manifestarsi sotto forma di:

  • Coliche
  • Stipsi
  • Reflusso
  • Singhiozzo
  • Plagiocefalie posizionali
  • Difficoltà di suzione
  • Irritabilità
  • Torcicollo
  • Etc..

Fig. 5

Fig. 6

 

 

Per i neonati che hanno subito un parto difficile, il trattamento osteopatico può rappresentare un importante sostegno per riequilibrare quelle componenti del corpo sottoposte a notevoli compressioni e che il neonato non riesce a risolvere spontaneamente, interferendo sul normale funzionamento dell’organismo. (Principio fondamentale osteopatico della interdipendenza della struttura e della funzione).

 

Fig. 7 Andrew Taylor Still (Virginia 1828-1917 Missouri)

Principi osteopatici fondamentali

Per comprendere la filosofia osteopatica è importante conoscerne i principi fondamentali dettati dal fondatore Andrew Taylor Still (1828-1917) su cui si basa la pratica osteopatica:

  1. L’essere umano è un’Unità dinamica di funzioni il cui stato di salute è determinato dall’interazione tra il corpo, la mente e lo spirito.
  2. La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate.
  3. Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e auto guarigione.

1) Il corpo è una Unità

L’essere umano è un’unità dinamica di funzioni il cui stato di salute è determinato dall’armonia presente tra le componenti del corpo, della mente e dello spirito. ” Il male è che oggi i medici separano l’anima dal corpo”.  Platone Atene 428 a.C. 347 a.C.

Il corpo umano non funziona in unità separate ma come un tutto armonioso. L’attenzione è troppo spesso limitata alla regione in cui si manifestano i sintomi; nel pensiero osteopatico il sintomo non è che un effetto di cui bisogna cercare la causa che può essere lontana dalla regione dei sintomi. Infatti A.T. Still scriveva: “Camminate sulla coda di un gatto e vedrete che dall’altro capo miagola”.

Ogni regione anatomica è in relazione con le altre sia per rapporti diretti, sia per continuità delle strutture di rivestimento e sostegno come il sistema fasciale. Ciò implica che ogni parte del corpo, per mantenere le proprie funzioni e la propria integrità, dipende dalle altre parti. Non appena una struttura del corpo presenta una alterazione nel proprio funzionamento, anche le strutture adiacenti e a distanza vengono coinvolte. Le componenti di quest’Unità lavorano in sinergia dinamica per mantenere la Salute. Ecco perché diventa importante la ricerca della causa che ha prodotto quel sintomo. Per esempio, mi capita spesso di trattare neonati che durante la fase del travaglio hanno subito sollecitazioni intense a livello del sacro che non essendo ancora ossificato, può andare incontro a lesioni intraossee e per la relazione con il sistema nervoso autonomo di quel distretto produrre sintomi quali coliche o stipsi. Inoltre il sacro essendo in intima relazione con la dura madre spinale ed essendo una membrana non estensibile, può trasmettere questa sollecitazione anche a distanza fino alla zona cranica dove la dura madre si inserisce e coinvolgere altre strutture anatomiche che, sottoposte a eccessive sollecitazioni, potrebbero generare altri sintomi.

 

 2) Interdipendenza tra struttura e funzione

La struttura regola la funzione e la funzione influenza la struttura , ogni funzione subisce l’influenza delle strutture che le sono associate. Infatti A. T. Still scriveva: ” La malattia è il risultato di anomalie anatomiche seguite da disordini fisiologici. Per curare la malattia, le parti anomale devono essere rimesse in ordine e riportate alla normalità.”

Il Movimento risulta la funzione primaria e se questo è perturbato, la struttura coinvolta influenzerà la funzione sottostante. Compressioni o stiramenti durante l’ultimo periodo della gravidanza o durante il parto, possono condizionare la giusta espansione o libertà di alcune strutture e condizionarne altre:

– l’ osso sacro non è ossificato. Spesso nei neonati, avverto molta tensione in questa zona che si può tradurre con sintomi quali difficoltà nell’evacuazione, coliche e dolore.

– il diaframma toracico può essere coinvolto soprattutto nei neonati che non hanno fatto un buon Primo Respiro e che può portare per esempio al reflusso gastroesofageo o al rigurgito o irritabilità.

– l’occipite, la base cranica, le prime vertebre cervicali con i loro importanti collegamenti con il Sistema Nervoso Centrale, con le meningi che collegano il sacro al cranio, con i nervi cranici che hanno relazione con l’occipite. Compressioni su queste strutture possono portare a difficoltà di suzione e deglutizione, reflusso gastroesofageo, rigurgito, coliche, stipsi, vomito (relazione con i nervi cranici IX°-X°-XII°), plagiocefalie posizionali, compressione C0-C1, irritabilità, disturbi del sonno, irrequietezza, pianto incontrollabile (midollo allungato) e singhiozzo.

– l’osso temporale può subire forze di compressione o di torsione che possono alterare le relazioni funzionali e trasformarsi in sintomi tra i quali il più tipico potrebbe essere l’otite.

Se la struttura o funzione hanno subito degli insulti (traumi fisici e/o psichici) le due componenti ne saranno influenzate con il risultato della perdita del benessere.

 

3) Il corpo è capace di auto-regolarsi e auto-guarirsi

Fig. 8 Sara a 5 anni

L’organismo possiede al suo interno tutto ciò che è necessario per mantenersi in salute e riprendersi dalla malattia, è in grado di fabbricare dei rimedi propri contro le malattie. (vitamine, endorfine, cortisolo, ecc..).  Il ruolo dell’osteopata consiste nel potenziare tale capacità, eliminando le disfunzioni che si possono avere nei tessuti e nei fluidi e riportare il movimento che è l’espressione della vita. “L’osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l’espressione stessa della vita”.(Still, A.T., 1892)

Conclusioni

Da anni, dopo avere conseguito il diploma di specializzazione in osteopatia pediatrica e dopo una esperienza di 3 anni presso la neonatologia di un ospedale toscano, mi interesso di divulgare la filosofia osteopatica e in particolare l’osteopatia biodinamica in ambito pediatrico, perché intervenendo con tempestività sul neonato è possibile eliminare le forze di compressione o di stiramento verificatesi durante gli ultimi periodi della vita intrauterina e/o durante le fasi del parto, forze che possono essere causa dei molti sintomi presenti nei neonati e che possono alterare lo stato di Salute e di Ben-Essere.

Il  22 Dicembre del 2017,  l’Osteopatia è stata riconosciuta come Professione Sanitaria.

 


Biografia

Susanna Zanon: diploma in osteopatia presso l’I.I.O. di Milano nel 2001 e specializzazione in osteopatia pediatrica presso la Fondazione di osteopatia pediatrica di San Marino nel 2013.

Docente di cranio-sacrale dal 2006 al 2013 presso la scuola di osteopatia Chinesis e, nel 2013, presso la scuola di osteopatia Abeos.  Docente di osteopatia pediatrica presso la Fondazione di osteopatia pediatrica di San Marino dal 2013 al 2016 e presso la scuola di osteopatia SOFI di Tirrenia dal 2013.

Ha collaborato come osteopata dal 2011 al 2014 presso il reparto di U.O. Neonatologia dell’Ospedale S.Chiara di Pisa.

 

Bibliografia

  • Le Opere di Viola M.Frymann l’osteopatia rivolta ai bambini

Autore: Viola M.Frymann ; Edizione 09 pag. 380

  • Come inizia la Vita Umana dall’uovo all’embrione

Autore : Erich Blechschmidt; Edizione 09 ; pag.180

  • Un approccio Osteopatico per i bambini

Autore: Jane E.Carreiro; Edizione 08 pag. 291

  • Fondamenti Fisiologici della Medicina Osteopatica

Autori: Hix, Buzzel, Korr; Edizione 01; pag. 128

  • Osteopatia in ambito craniale

Autore: Harold Ives Magoun: 1° Edizione Italiana 2008; pag. 413

  • La sfera craniale

Autore: William G. Sutherland: 2° edizione Italiana 2004; pag. 120

  • La vita in movimento

Autore: Rollin E. Becker D.O: 1° edizione Italiana 2009; pag. 365

  • Il bambino affidato alle tue mani

Autore: M. Busquet-Vanderheyden: Marrapese Editore 2011; pag. 171

  • L’ABC cranio-sacrale

Autore: Nicette Sergueef; Marrapese edizioni 1997; pag. 143

  • La terapia cranio-sacrale nel bambino

Autore: Nicette Sergueef; Marrapese edizioni 1997; pag. 147

  • Osteopatia craniale

Autore: Leopoldo Busquet; Marrapese edizioni 1997; pag. 477

  • Principi ed esperienze terapeutiche

Autore: Michael Kern; edizione Tecniche nuove 2006; pag. 386

  • Normalizzazione del movimento del cranio

Autore: Marcel Bienfait; Editore Marrapese 1995; pag. 207

  • Terapia cranio-sacrale. Oltre la dura

Autore: John Upledger; editore Marrapese 1997: pag. 372

  • Il cranio umano in età prenatale. Sviluppo normale e patologico

Autori: I. Kjaer, J. W. Keeling, B. F. Hansen; Edi-Ermes Milano 2003; pag. 175

  • Energetica craniosacrale

Autore: Peter Crisera; La piccolo editrice 1997; pag. 316

  • Le catene muscolari. Trattamento del cranio

Autore: Leopoldo Busquet; editore Marrapese 2009; pag. 296

  • Embriologia medica di Langman 4° edizione

Autore: Thomas W. Sadler; Edizione Elsevier Masson 2008; pag. 354

  • Appunti lezioni Corso di Osteopatia Pediatrica Repubblica di San Marino anni 2008-2013

 

Immagini

Fig.1   Fetal axis pressure    (From Fraser and & Cooper 2009, with kind permission of Elsevier)

Fig. 2 Baby passes through mother’s birth canal

Fig. 3 Tools of the Trade: Vacuum-Assisted Delivery and Forceps Delivery

Fig. 4 Neonato di 2  giorni estrazione con kiwi

Fig 5 Plagiocefalia posizionale

Fig.6 Photos and Text Source: Hellenic Craniofacial Center (HCC). HCC was founded by the late Dr. Alexander Stratoudakis and is directed by Dr. Costas Alexandrou, Craniofacial Surgeon, Member of the Cyprus Center for Clefts and Facial Deformities, MEDICLEFT.

 

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