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TUTTI I BAMBINI HANNO IL DIRITTO DI ANDARE A SCUOLA

12 Mag , 2016  

I giornali titolano già: “Al nido solo se vaccinati”. In Emilia il primo obbligo” (La Repubblica dell’8 maggio). Telegiornali del servizio pubblico e emittenti private si adeguano immediatamente.

schulkinder-05E’ l’ennesima dimostrazione di come sia diffusa la politica degli annunci, cui siamo abituati da tempo. In realtà si tratta soltanto di una proposta di Legge regionale che vorrebbe negare l’ammissione all’asilo-nido ai bambini che non hanno eseguito le vaccinazioni obbligatorie in Emilia-Romagna. Già, perché in Italia, a differenza della maggior parte dei Paesi europei ad alto reddito, 4 vaccinazioni sono ancora obbligatorie.

Si tratta soltanto di una proposta che riguarda per ora solo quella regione, ancora da discutere e approvare, contro cui ci opporremo in ogni ambito e a tutti i livelli consentiti dalla Legge.

Questa notizia ha suscitato un ampio dibattito tra i nostri associati. Pubblichiamo alcuni interventi.

 

Scrive S:

E’ decisamente una brutta notizia questa che viene dall’ Emilia . Vorrei sapere l’opinione dei nostri avvocati , e quanto sia reale questa minaccia di obbligo vaccini per nidi e asili!

Intanto allego qualche parola adatta di De Andre…

… ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere.

 

Risponde un avvocato:

A mio modesto avviso si tratta di propaganda, come già accadde per le scuole dell’obbligo qualche mese fa. Nel caso attuale i giornali titolano i loro articoli facendo intuire, volontariamente ed in maniera fuorviante, che per accedere al nido saranno obbligatorie le vaccinazioni da domani. Già questa operazione è  piuttosto sospetta. Si tratta semplicemente di una discussione iniziata a livello endoregionale e non di una legge regionale già in vigore da ieri come si potrebbe pensare leggendo i titoli dei giornali!  Inoltre, bisogna considerare che alcuni virologi impegnanti nel campo dei pro-vax (utilizzando una terminologia americana che non sposo affatto) hanno già espresso parere negativo ad un obbligo simile definendolo un possibile boomerang per diverse ragioni. La minaccia è comunque realmente trasformabile in azione, nulla in prima istanza vieta il contrario. E’ pur vero che si scatenerebbe una rivolta  da parte di coloro che si vedono scalfire dei diritti già acquisiti. Questa nuova proposta  contrasterebbe con la legge regionale attualmente in vigore e che consente già da anni ai genitori emiliani di rifiutare le vaccinazioni obbligatorie attraverso la procedura del dissenso informato. Inoltre non va dimenticata l’esistenza del Decreto Presidenziale  355/99 che, dopo tante discussioni parlamentari su come coniugare  il diritto allo studio con quello alla salute (pubblica), ha sancito la prevalenza del diritto allo studio per le scuole dell’obbligo. Successivamente, le varie vicende giurisprudenziali nelle sedi adite hanno sancito, in via interpretativa, che il Dpr poteva valere anche per tutte le altre comunità infantili, non essendoci differenza in termini di diritti e principi tra un bambino di 6 mesi ed un bambino di 6 anni. E’ per questo che tutti i bambini, anche se mai vaccinati, possono attualmente frequentare qualsiasi tipo di scuola. La stessa convenzione di Oviedo, sottoscritta dall’Italia, parla di “consenso informato e libero” alle pratiche mediche” ed una azione legislativa di tal fatta potrebbe essere intesa come una subdola coercizione al consenso che tutto sarà fuorché libero. Pertanto, sono parecchi gli ostacoli normativi da superare prima di decidere a cuor leggero il ripristino dell’obbligo per le frequenze scolastiche di qualsiasi grado. Il fatto che parta dalla Regione ER non è un caso visto l’alto numero di obiettori in quella regione. Quest’ultimo dato sarà anche quello che dovrebbe farli riflettere bene prima di continuare in questo insano percorso IN CUI SI PARLA DI TUTELA SOCIALE SENZA CONSIDERARE IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE (PUR PRESENTE NELLA DEONTOLOGIA MEDICA DAI TEMPI DEI TEMPI), E IN CUI SI ADOPERA COME UNA CLAVA UN SEDICENTE METODO SCIENTIFICO CHE TUTTO È FUORCHÉ UN DOGMA (AL CONTRARIO DI COME VIENE VISTO DAL C.D. SISTEMA) . Insomma, non resteremo con le mani in mano.
Per il momento rimaniamo lucidi e sereni.


Risposta di un altro socio:

Credo sia pericoloso sottovalutare la gravità della proposta di legge regionale. Ho l’impressione che non ci stiamo rendendo conto della potenza dell’attacco che ci sta piovendo addosso. Non credo che sia un caso che questa notizia esca dopo la celebrazione della settimana europea delle vaccinazioni, dopo l’uscita del documento di Teamvaxitalia. E’ uno dei primi esempi di realizzazione concreta degli obiettivi che la carta stabilisce. Rileggiamola bene, e riflettiamo sugli avvenimenti degli ultimi mesi perché è un crescendo rossiniano. Non è difficile trovare il filo conduttore, Non è nascosto, è scritto nero su bianco che i comuni non devono dare i patrocini alle conferenze e che non deve esistere la par condicio. Che bisogna smentire le nostre affermazioni che sono “false, esagerate, antiscientifiche”.

Sinceramente ho sperato che la lettura del documento spingesse più colleghi, più persone a “darsi una mossa”, a avanzare proposte, a protestare, a manifestare la voglia di organizzare un’azione collettiva e ragionata di opposizione: Niente di tutto ciò. Ok, era solo un documento.
Oggi siamo alla realizzazione di uno degli obiettivi. Hanno scritto infatti: “L’advocacy per la salute è una combinazione di azioni individuali e sociali volte ad ottenere impegno politico, sostegno alle politiche, consenso sociale e sostegno dei sistemi sociali per un particolare obiettivo o programma di salute. Questo tipo di azione dovrebbe essere intrapresa da e/o per conto di individui o gruppi, al fine di creare condizioni di vita favorevoli alla salute e di ottenere stili di vita salutari. L’advocacy è una delle tre principali strategie di promozione della salute e può assumere forme diverse, tra cui l’uso dei mass media e degli strumenti multimediali, le iniziative volte a esercitare una pressione politica diretta e la mobilitazione della comunità (per esempio attraverso coalizioni di interesse attorno a problemi definiti)”. 

Eccoci serviti! Spero che questo possa indurre a un impegno maggiore: il rischio non è solo la limitazione dell’espressione del nostro pensiero, ma concretamente di continuare a lavorare. Conosci anche tu medici che hanno dovuto scegliere di allontanarsi da AsSIS.

Tu poni delle obiezioni di buon senso, ma chi te le farebbe esporre se non avrai sale per riunioni, par condicio in trasmissioni televisive-trappola, nei giornali, se le tue tesi per definizione sono false, esagerate e antiscientifiche per definizione? Un’intervista al TG4 di 10 minuti a Burioni credi che sia frutto dei like sulla sua pagina Facebook, o che rientri in un piano di occupazione di tutti gli spazi possibili? E i corsi di formazione gestiti da Farmindusria per i giornalisti a cosa serviranno?

Il fatto che la Convenzione di Oviedo sia stata sottoscritta è una garanzia concreta per i bambini, o i loro diritti, al di là delle vaccinazioni non sono quotidianamente calpestati o oltraggiati? Sai meglio di me che viviamo in un paese di grandi enunciazioni democratiche ma di terribili comportamenti pratici. Abbiamo una Costituzione fenomenale, ancora in gran parte inapplicata o tradita.

Confidi nella protesta delle persone? ma chi organizzerà queste azioni se non ci prepariamo, se non rafforziamo la nostra presenza su internet (non abbiamo altri mezzi purtroppo). I giornali danno già a intendere che il provvedimento è in atto, usando volontariamente termini ambigui e confondenti . Sai quante persone mi hanno già scritto, dando per scontato che la legge è in vigore in tutta Italia?  e basteranno i nostri comunicati, le nostre paginette FB per contrastare tutte le TV, le radio, i giornali che ripeteranno in coro il solito ritornello?

Non sono pessimista, sono realista. Sono preoccupato perché difronte a una dichiarazione di guerra (la chiamata all’azione di TeamvaxItalia), e difronte ad atti così importanti siamo in pochi ad aver voglia di lottare, divisi tra di noi.
Non aggiungiamo l’errore di non comprendere cosa abbiamo difronte. Sabato 4 giugno inviteremo i Direttivi e i Presidenti di tutte le associazioni, oltre a medici e persone impegnate su questo tema, a discutere di azioni concrete da realizzare. Ci faremo promotori di un’iniziativa rivolta a TUTTE la ASSOCIAZIONI, a TUTTE le persone che si occupano di vaccinazioni. Sottolineo TUTTI perché conosciamo bene le difficoltà di questo incontro. L’urgenza di questa iniziativa è data dalla gravità della situazione.

La proposta di ripristino delle vaccinazioni parte dall’ER  non solo per l’alto numero di obiettori, ma perché l’assessore alla sanità da anni sta conducendo una battaglia personale sull’argomento, trascinando i colleghi di altre regioni sulle sue posizioni.  L’ER può servire a “saggiare il terreno”.,. è la regione  dove ci sono stati nel recente passato deferimenti al tribunale dei minori per i genitori obiettori, dove Ordini provinciali dei medici sono attivi nel contrastare i medici non allineati. Può essere l’apripista per un nuovo corso repressivo, esattamente come fu la prima regione a legiferare sull’ammissibilità scolastica dei non vaccinati.

Lucidi sempre, ma sereni proprio.


Il dibattito continua. AsSIS è impegnata nella sua azione, con ancora più convinzione e con più forza,  con l’energia rinnovata da queste misure liberticide. Continueremo a diffondere  informazioni su come tutelare la salute, come difenderci dagli inquinanti ambientali e alimentari, come adottare stili di vita adeguati, come contrastare lo strapotere dell’industria farmaceutica che ci vorrebbe consumatori costanti di farmaci e vaccini.

 

Foto : Schulkinder

 

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