Il 7 settembre migliaia di persone si raduneranno in piazza per piantare insieme alberi per contrastare gli effetti degli incendi che stanno martoriando il pianeta. L’iniziativa nasce dall’appello del famoso regista Alejandro Jodorowsky


Negli ultimi mesi i media di tutto il mondo hanno mostrato gli incendi che stanno devastando parte delle foreste primarie in America come in Africa. In molti hanno criticato le politiche del Presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Altri si sono attivati per cercare di contrastare gli incendi. Altri ancora hanno cercato di sensibilizzare sul tema più generale, ma intanto le foreste bruciano e il polmone della Terra si indebolisce. Il tema, ovviamente, riguarda anche il nostro Paese per un duplice motivo. Da un lato la Sardegna, tra le altre regioni, ogni anno è flagellata dagli incendi e la cosa genera ancor più frustrazione se consideriamo che proprio da questa regione arriva uno dei migliori esperimenti di lotta agli incendi1.
Dall’altro lato, proprio il nostro stile di vita dissennato incide sulle cause alla base degli incendi di mezzo mondo. Dietro gli interessi dei “piromani per professione”, infatti, spesso si nasconde il tentativo di produrre soia o carne2.
Contrariamente a quanto si pensa, gli italiani sono molto sensibili al tema ambientale. Tra le tante, ad esempio, una ricerca Ipsos3 dimostra che l’80% degli italiani teme di essere sulla soglia di un disastro ambientale e il 74% “pensa di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani”.

Il 7 settembre piantiamo tutti un albero
Ecco quindi che il nostro Paese si mostra sensibile al tema. Ma cosa possiamo fare? Per rispondere a questa domanda, il famoso regista cileno Alessandro Jodorowsky ha lanciato una proposta su Facebook: “Per equilibrare la tragedia amazzonica propongo un atto mondiale psicomagico. Che il sette settembre ogni essere umano pianti un albero, o semini un albero, in qualsiasi località gli sia possibile».
L’associazione “L’Uomo che pianta gli alberi”, che dal 2012 si occupa in Sardegna di riseminare e rimboschire le aree semidesertiche o devastate dagli incendi, per l’azione collettiva del 7 settembre suggerisce di aderire all’iniziativa con qualche cautela: “sì piantiamo un albero, preferibilmente in un vaso del nostro balcone, lo curiamo e lo annaffiamo, in autunno dopo le prime piogge lo travasiamo in piena terra, in un posto protetto, continuando a curarlo soprattutto la prima estate innaffiandolo. Ma se piantate un albero in campagna il 7 di settembre senza innaffiarlo, sicuramente morirà perchè da noi fa ancora molto caldo.”4

Il 7 settembre, inoltre, al Lido di Venezia è stata organizzata anche la Venice Climate Camp, una marcia climatica di respiro internazionale: 700 attivisti da tutta Europa proveranno a costruire una riflessione condivisa articolata in tre approfondimenti tematici: grandi opere, ecofemminismi e migrazioni.

Iniziative lodevoli che certo non andranno a risolvere il problema degli incendi nel mondo ma che ci ricordano che – come diceva una vecchia canzone – per fare un albero ci vuole un seme. Per cambiare il mondo anche.

 

Note:
1
http://www.italiachecambia.org/2017/02/io-faccio-cosi-155-come-fermare-sardegna/

2
https://www.peopleforplanet.it/soia-e-carne-bruciano-lamazzonia-il-7-settembre-con-jodorowsky-piantiamo-un-albero/

3
https://www.ipsos.com/it-it/cambiamenti-climatici-cresce-lallarme-mondiale

4 http://www.italiachecambia.org/2019/09/pianeta-brucia-piantiamo-alberi-come-fare/