L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha pubblicato l’Indagine conoscitiva relativa ai vaccini per uso umano.

E’ una fotografia utile per comprendere le logiche di mercato che muovono un’industria tra le più redditizie al mondo:
il settore vaccinale – per le principali imprese del settore – produce utili elevati,  ha una redditività  “addirittura superiore a quella dell’industria farmaceutica nel suo complesso, che pure da tempo risulta essere l’industria più redditizia in assoluto: secondo stime recenti il margine operativo netto dei prodotti vaccinali raggiungerebbe infatti il 30%, a fronte di un margine medio dell’industria farmaceutica del 21%. Simile redditività risulta inoltre amplificata dai tassi di crescita del settore, che, negli ultimi anni, sono stati di molto superiori a quelli registrati dal resto dell’industria farmaceutica“.

Nella presentazione di un rappresentante della OMS, sviluppata su dati del 2010 ma con conclusioni replicabili anche per il periodo immediatamente successivo, si legge segnatamente rispetto all’industria dei vaccini: “è un mercato di piccole dimensioni: 2-3 % del mercato farmaceutico mondiale, ma … con uno spettacolare tasso di crescita del 10-15 % l’anno rispetto al 5-7 % del mercato farmaceutico.” (Miloud Kaddar, Global Vaccine Market Features and Trends, ottobre 2013).

L’indagine ha accertato l’esistenza di un oligopolio fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali – GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer – che detengono oltre l’80% in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita.
Questo trend dipende in gran parte dallo sviluppo di prodotti innovativi che hanno prezzi ben più elevati di quelli tradizionali e sono coperti da esclusive di brevetto particolarmente complesse. L’Antitrust ha analizzato le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini qualificati come essenziali nel periodo 2010-2015, quando i costi per l’acquisto di questi prodotti da parte del SSN sono stati mediamente di 300 milioni di euro all’anno, una spesa destinata a raddoppiare con l’approvazione del nuovo piano di prevenzione vaccinale.

Non una manciata di spiccioli, come qualcuno sostiene.

Fonte: IC50 – Indagine conoscitiva sui vaccini per uso umano: “Un mercato più trasparente su costi e prezzi dei farmaci”

Il documento è scaricabile al link: IC50_testo.pdf