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Vaccini obbligatori – FACCIAMO CHIAREZZA SULLA DATA DEL 10 Marzo 2018

29 Gen , 2018  

a cura dello staff legale AsSIS

 

  Interpretazione scadenza del 10 marzo
In alternativa ad uno dei documenti da presentare alla scuola, la stessa Legge 119/17 prevede che sia prodotta un’autocertificazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
In questo caso, ai sensi dell’articolo 5 delle disposizioni transitorie per questo anno scolastico, la Legge prescrive che sia presentata alla scuola, entro il 10 marzo 2018, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie (ovvero libretto vaccinale vidimato dalla ASL o certificato di avvenuta vaccinazione). (art. 5 della Legge 119/17)
Risulta chiaro quindi che la scadenza del 10 marzo 2018 è prevista solo per coloro che essendo in regola, ma non disponendo della relativa documentazione comprovante le vaccinazioni eseguite al 10.9.17, (termine di presentazione previsto per l’accesso agli asili) e al 31.10.17 (scuole dell’obbligo), producevano la autodichiarazione ai sensi del d.p.r. 445/2000;
Presentazione della documentazione originale qualora sia stato dichiarato a settembre (o ottobre per scuola obbligo) di aver effettuato tutte o alcune delle vaccinazioni obbligatorie.
Se è stata effettuata dichiarazione di aver iniziato iter con la ASL non c’è alcuna documentazione da presentare al 10 marzo se ancora l’iter non è concluso.

 

La  legge 119/17 sull’obbligo vaccinale riporta una data ben precisa: il 10 marzo 2018; su questa data stiamo assistendo, purtroppo, ad una serie di interpretazioni errate da parte di ASL, Dirigenti Scolastici e Media.

Ci preme quindi chiarire che l’atto vaccinale, quale trattamento sanitario, non può essere considerato un mero adempimento meccanico e burocratico da adempiere entro una data precisa, proprio per l’importanza del trattamento stesso e la sua percezione di strumento di tutela nelle condizioni ritenute necessarie.

La normativa vigente NON prevede che tutti i bambini e gli adolescenti nella fascia d’età 0-16 debbano essere improrogabilmente vaccinati entro tale data, pena l’esclusione dagli istituti scolastici:

il D.L. 73/17 convertito in L.119/17 all’ART.3, comma 1, sancisce che:

I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale d’istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, sono tenuti all’atto d’iscrizione del minore 0-16 anni e del minore straniero non accompagnato a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari:

  • la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, indicate all’articolo 1 commi 1 e 1 bis, ovvero l’esonero, l’omissione e/o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto all’art. 1 commi 2 e 3;
  • la presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista riguardo all’età entro la fine dell’anno scolastico, o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale secondo l’età;

Prevede inoltre che “la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni possa essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno”.

All’articolo 5, la legge si occupa in via transitoria dell’anno scolastico in corso, prevedendo:

Per l’anno scolastico 2017/2018 …. la documentazione di cui all’art. 3 comma 1, deve essere presentata entro il 10 settembre 2017 presso i servizi educativi e le scuole per l’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale.

La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del d.p.r. 28 dicembre 2000 n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018.

La scadenza del 10 marzo 2018, quindi, è prevista solo per chi essendo in regola con le vaccinazioni ma non disponendo della relativa documentazione comprovante le vaccinazioni eseguite al 10 settembre 2017, (termine di presentazione previsto per l’accesso agli asili) e al 31 ottobre 2017 (scuole dell’obbligo), ha presentato l’autodichiarazione.

Questa scadenza non può essere ritenuta valida per chi, non avendo effettuato in tutto o in parte le vaccinazioni, ha presentato una semplice richiesta di vaccinazione all’Ausl; in tal caso, infatti, si dovrà attendere quantomeno la fissazione dell’appuntamento per il colloquio/vaccinazione e la conclusione del conseguente procedimento di “recupero” (convocazione dei genitori per un colloquio ed eventuale fissazione del termine entro cui fare i vaccini, a condizione che il completamento del ciclo previsto per ciascuna vaccinazione obbligatoria avvenga nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla schedula vaccinale in relazione all’età.

Tale procedura non necessariamente può e deve finire entro il 10 marzo, ma entro la fine dell’anno scolastico. Si legge infatti all’art.3 comma 1 d.l. 73/17: “… le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico, o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale”.

Chi ha presentato l’autocertificazione e chi invece ha presentato copia della formale richiesta di vaccinazione si trovano in condizioni diverse.

Con il decreto fiscale (art. 18 ter del D.L. n. 148 dd. 16.10.2017, convertito in Legge n. 172 dd. 04.12.2017 – cd. decreto collegato fiscale) vengono poi individuate due distinte procedure, a seconda che si faccia riferimento a Regioni nelle quali sia stata o meno istituita l’anagrafe vaccinale:

  • Regioni nelle quali non è stata istituita l’anagrafe vaccinale: procedura ordinaria
  • Regioni che hanno istituito un’anagrafe vaccinale: estesa l’applicazione dell’art. 3 bis comma da 1 a 4 d.l.73/17, che fissa il termine del 10 marzo entro il quale i dirigenti scolastici sono tenuti a trasmettere alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti l’elenco degli iscritti “a condizione che il controllo sul rispetto degli adempimenti vaccinali si concluda entro il 10.3.2018”.

 

Attualmente la situazione reale è che :

  • molti di coloro che hanno intrapreso un iter con le asl non lo hanno ancora concluso: ci sono persone in attesa del primo colloquio, in attesa del secondo, in attesa di documentazione al fine di fugare dubbi emersi in sede di colloquio sulla pratica vaccinale
  • il Garante della Privacy non ha mai dato autorizzazione al flusso di dati sanitari dalle Asl alle scuole.  Il Garante della Privacy ha autorizzato la comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie e quindi solo l’elenco degli iscritti in quanto recante dati non sensibili;  è assolutamente vietata la trasmissione dei dati relativi alle vaccinazioni degli iscritti, tanto dalla scuola alla asl, quanto dalla asl alla scuola. Non vi è ad oggi alcun provvedimento del Garante che autorizzi la trasmissione dei dati sensibili relativi alle vaccinazioni effettuate e/o da effettuarsi e/o relativi ai casi di esenzione, esonero, differimento, dalle asl alle scuole.
  • Asl e dirigenti scolastici pare siano all’oscuro di tutto ciò e questo non aiuta.

Riteniamo davvero fondamentale, per evitare situazioni di esclusione dei bambini da nidi e materne, che i genitori siano i primi ad essere correttamente informati e facciano valere i propri diritti.

 

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