Red appleNon è sufficiente che l’elenco dei pazienti morti dopo la vaccinazione antinfluenzale si allunghi tutti i giorni. Speravamo che enti, istituzioni, federazioni di medici e professionisti della salute decidessero finalmente di scoprire, senza preconcetti e senza paraocchi, quello che è successo e quello che sta succedendo dopo la somministrazione di questo e di altri vaccini. Purtroppo è invece evidente l’improbabile tentativo di difendere a spada tratta e “a prescindere” una pratica vaccinale che evidentemente “deve”, per ragioni superiori (ma non quelle di salute pubblica), proseguire sempre uguale a sé stessa, a qualsiasi prezzo.
Ma allora a chi importa veramente la verità? L’Agenzia Italiana del Farmaco si è premurata di sottolineare che solo due lotti sono stati ritirati e a titolo esclusivamente cautelativo. La FIMMG ha sottolineato che «sicuramente è un episodio che diffonderà paura tra la cittadinanza e metterà a rischio la campagna vaccinale in corso ma questa cosa non possiamo permetterla». Dobbiamo salvare la campagna vaccinale o la verità, cui è indissolubilmente legata la salute delle persone? Se qualcosa cambia rispetto alle stime e alle attese, meglio ignorarlo per non stravolgere i piani prestabiliti o meglio andare a fondo per verificare se non sia opportuno modificare i piani stessi? Medici e istituzioni si sono prodigati in mille modi per dire, ancora prima di qualsiasi analisi, che sicuramente non emergerà alcun nesso tra le vaccinazioni e le morti. Sono profeti dotati di magnifiche sfere di cristallo o si impegnano solo nella pervicace ostinazione della difesa di uno status quo che in medicina non permette mai di progredire?
La salute è un bene primario e la sua difesa è compito sicuramente delle Istituzioni preposte, ma è diritto e dovere di ogni cittadino contribuire a questo obiettivo attraverso scelte personali ponderate e accurate. Solo una corretta informazione consente la libertà di scelta e ci chiediamo come mai si stimi che solo il 20% del personale sanitario pratichi regolarmente l’immunizzazione contro l’influenza stagionale.
Avanziamo al Ministro della Sanità e ad Aifa tre quesiti:

  1. Perché il sequestro solo di 2 lotti? Certamente perché le reazioni avverse gravi si sono verificate dopo la somministrazioni di quei vaccini; ma in via cautelativa non andava bloccata tutta la produzione?
  2. Che istruzioni hanno ricevuto i medici di famiglia da parte del Ministero su come comportarsi nei confronti dei pazienti vaccinati con i farmaci ritirati? Che significa “valutazione di un’alternativa vaccinale”? Che dovrebbe proporre un altro tipo di vaccino? Allora ci sono dubbi anche sull’efficacia, non solo sulla sicurezza?
  3. Non sarebbe opportuno che AIFA e Ministero della salute stilassero linee guida per monitorare lo stato di salute di quanti sono stati vaccinati?

Inoltre, dal momento che in questi ultimi anni una larga fascia della popolazione sopra i 65 anni di età si sottopone al vaccino anti-influenzale e che questo viene spesso raccomandato anche per i bambini, parrebbe opportuno adottare le seguenti misure:

  1. Attuare programmi di vaccinovigilanza attiva su campioni numerosi di popolazione.
  2. Organizzare uno studio che raffronti lo stato di salute di bambini e anziani vaccinati e non vaccinati contro l’influenza, mettendo a confronto sia le condizioni generali di salute che l’eventuale peggioramento delle patologie cronico-degenerative di cui sono affetti, visto che la vaccinazione è proposta per le categorie a rischio.
  3. Effettuare un’indagine sugli anziani deceduti tra novembre e dicembre anche negli anni scorsi per conoscere la correlazione temporale con la somministrazione del vaccino antinfluenzale
  4. Estendere lo studio a tutti i casi di decesso di lattanti nel corso del primo anno di età negli ultimi anni, al fine di conoscere la correlazione temporale con la somministrazione della vaccinazione esavalente.

I recenti casi di morte pongono un problema, quello della sicurezza dei vaccini e, soprattutto, dell’utilità di campagne di vaccinazione di massa volte a contrastare l’influenza, che rappresenta circa solo il 10% del totale delle sindromi influenzali.
Al di là delle segnalazioni dei decessi sospetti oggi tristemente di attualità, ricordiamo che, come tutti i farmaci, anche il vaccino antinfluenzale può causare reazioni avverse ed effetti collaterali.
Le reazioni locali (arrossamento, dolore, tumefazione, indurimento e prurito in sede di inoculo) sono frequenti ma poco importanti sotto il profilo clinico. Al contrario delle reazioni di ordine generale: febbre, malessere, mialgie, orticaria, angioedema, asma, anafilassi sistemica, artropatie, glomerulonefrite, mielite trasversa, neuropatia ottica ischemica, neurite ottica, sindrome oculo-respiratoria, poliangite microscopica, Sindrome di Guillan-Barré, paralisi dei nervi cranici. Numerosi studi non randomizzati hanno valutato l’associazione tra i vaccini anti-influenzali inattivati e una serie di rari e possibili effetti collaterali, come il melanoma cutaneo, l’arresto cardiaco primario, le malattie demielinizzanti, le alterazioni della funzione polmonare, la sindrome oculo-respiratoria, la sindrome di Guillain Barré e la Paralisi di Bell. Da studi effettuati su più di 21 milioni di persone, emerge come, per ogni milione di vaccinati, si verifichino da 1,6 a 10 casi in più di sindrome di Guillain Barré.
La stessa AIFA ha dichiarato in più occasioni che la notifica delle sospette reazioni avverse ai farmaci e ai vaccini soffre in modo evidente del fenomeno della sotto-notifica, e anche recentemente ha invitato i medici a segnalare le reazioni avverse. Eppure pare proprio che di queste bisogna parlarne il meno possibile.

Il presidente di AsSIS
Dr. Eugenio Serravalle

Pisa, 01/12/2014