Cari politici,

se, come dichiarate, vi fidate della Scienza, è il momento di decidere secondo i suoi criteri.

La proposta del senatore Claudio Borghi di cancellare l’obbligo vaccinale per i bambini e ragazzi è una proposta di buon senso che risponde proprio a quei criteri della medicina basata sulle prove a cui dovremmo fare sempre riferimento.

La legge Lorenzin ha stabilito che i bambini non vaccinati non possano frequentare l’asilo nido e le scuole materne, intendendo così proteggere coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute e limitare i casi di infezioni.

Non è così: l’“immunità di gruppo” o “di gregge”, che si otterrebbe con un’alta copertura (≥95% per quasi tutti i vaccini pediatrici) non riguarda tutte le vaccinazioni e non tiene conto dei dati epidemiologici delle diverse malattie. Non possono fornire “protezione comunitaria” i vaccini contro tetano, difterite, polio IPV, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo B, meningite B, probabilmente influenza; e in parte anche quelli contro parotite e varicella, per il rapido decadimento dell’efficacia.

La Consulta ha ribadito anche recentemente nella Sentenza 14/2023: “un trattamento sanitario obbligatorio ex lege è ammissibile alle seguenti condizioni: se è diretto non solo a migliorare o preservare la salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri (…)”.

Questa condizione non è rispettata dalla maggior parte delle vaccinazioni pediatriche, pertanto va sospeso immediatamente l’obbligo per i vaccini che non determinano immunità di comunità.

L’ipotesi avanzata dai mezzi d’informazione, suffragata da dichiarazioni di alcuni sanitari, secondo cui se calasse la copertura vaccinale attuale di pochi punti ricomparirebbero gravissime epidemie di un tempo come la difterite e la poliomielite, è talmente irrealistica da apparire pretestuosa nelle condizioni epidemiologiche attuali. Tali vaccini non rispondono neppure all’ambizioso obiettivo dichiarato di aver “eradicato” le malattie, proprio perché non danno effetto gregge, e perché la scomparsa di queste malattie è determinata da altri fattori, tra cui il cambiamento di condizioni di vita e l’adozione di opportune misure igieniche. La polio è stata prevenuta con efficacia dal vaccino Sabin OPV, non dall’IPV attuale, che ha efficacia dubbia sull’infezione.

La legge Lorenzin, approvata senza una reale emergenza sanitaria, lede i diritti dei genitori di prendere decisioni informate riguardo alla salute dei propri figli, imponendo un trattamento medico senza un reale consenso e senza benefici di Sanità pubblica per la maggior parte delle malattie.

La scelta di vaccinare dovrebbe essere basata su una valutazione personale e informata, non su un mandato statale coercitivo, e le autorità sanitarie dovrebbero concentrarsi sull’educazione e sull’informazione, fornendo dati chiari, completi e accessibili ai genitori. Campagne informative basate su prove solide e rispettose delle preoccupazioni individuali sono più efficaci nel promuovere la fiducia e l’adesione consapevole ai programmi vaccinali.

In gran parte dei paesi europei non è utilizzato l’obbligo ma l’informazione e la persuasione.

Non c’è alcuna epidemia in corso né alcuna urgenza sanitaria, per cui è il momento di tornare a politiche rispettose della libertà di cura e della persona.

Nel frattempo, suggeriamo due semplici provvedimenti che potrebbero restituire fiducia nelle Istituzioni:

1-rendere disponibili i vaccini monovalenti perché non ci sono impedimenti tecnici nel realizzarli, se non logiche commerciali legati al profitto;

2-istituire e pubblicizzare in modo trasparente i risultati di programmi di vaccinovigilanza attiva per conoscere davvero la frequenza degli eventi avversi legati alla vaccinazione.

La salute dei nostri bambini e la coesione della nostra società dipendono da approcci rispettosi basati sulla fiducia reciproca.

Già 31 associazioni (consultate il documento QUI) hanno chiesto la sospensione degli obblighi vaccinali, altre si uniranno.

La libertà di scelta, il dialogo informato, il rispetto dei diritti individuali sono i temi da affrontare in confronti scientifici senza censure con le prove e le evidenze, senza condizionamenti e conflitti d’interessi.