Cinque anni fa, Franco Berrino (che abbiamo avuto il piacere di avere ospite nella bella conferenza di Pisa che puoi vedere qui) ha dato vita al progetto “I custodi del pianeta” ideato per aiutare i bambini a riconnettersi a Madre Terra.

In questo ambito ha pubblicato un libro di fiabe con lo scopo di ricordare a bimbi dai 3 ai 12 anni i valori indispensabili per una vita sana e felice: l’amore per il pianeta, il piacere di un’alimentazione naturale e varia, l’importanza dell’amicizia e del rispetto reciproco, il messaggio pieno di senso della malattia.

Quindici medici, ventuno fiabe e filastrocche illustrate per aiutare i nostri bambini, ma anche noi adulti, a riconnetterci con ciò che ci circonda.

Ne riportiamo la prefazione scritta dal dottor Berrino e ve ne suggeriamo l’acquisto

“Ho sempre raccontato favole. I colleghi malevoli non pensino ai miei articoli scientifici: intendo favole per bambini. Ai bambini non si parla con linguaggio razionale, il loro linguaggio è quello dell’emozione, dell’amore, della commozione. Occorrono metafore, immagini che colpiscano il cervello
limbico prima che la corteccia razionale. Gli gnomi con gli stessi difetti dei bambini, gli elfi sognanti, i draghi per vincere la paura, le principesse con le
sorellastre invidiose, i mostri che diventano principi, il vento di tramontana, il terribile vecchio di ghiaccio che poi si rivela generoso e giusto.

I grandi scrittori hanno imparato dalle favole.

Un giorno ho sorpreso mio figlio dodicenne piangente nella sua cameretta mentre rileggeva i passi più struggenti del Conte di Montecristo, il romanzo di cui leggevamo un capitolo tutte le sere.

Ho raccontato favole per quasi quindici anni ai miei bambini, poi ad altri, in mille occasioni. Facevo partecipare i bambini alle fiabe, facevo in modo che
si riconoscessero nei personaggi.

I bambini sono generosi, quando ero stanco e a corto di fantasia andavano bene le fiabe già raccontate molte volte, a volte la stessa fiaba due volte la stessa sera, con le stesse parole. Ai bambini non
interessa tanto la storia, che può essere del tutto inverosimile, quanto rivivere
l’emozione.

Facevo corsi di dolci per bambini, e ai corsi raccontavo un adattamento della favola dei Tre Porcellini: Gimmi, gran lavoratore, Timmi, che voleva solo giocare, e Tommi, a metà fra i due. Ciascuno aveva la sua casa e ai primi
freddi autunnali si trattava di attrezzarsi per avere fuoco nel camino. Timmi, per fare in fretta e non faticare, raccoglieva erba secca e ne faceva un gran covone nella legnaia, Tommi raccoglieva rametti secchi nel bosco, Gimmi si metteva al lavoro con sega e accetta per fare una bella scorta di legna. Quando veniva il gran freddo la scorta di Timmi si esauriva in un giorno, quella di Tommi in una settimana e tutti si rifugiavano a casa di Gimmi, che nel frattempo aveva preparato due lettini per i fratellini. Un’amica nutrizionista ha inventato questa storia come metafora dell’indice glicemico: l’erba secca è come lo zucchero e la farina 00, brucia velocemente e ti provoca subito fame di zucchero, i rametti sono come le farine meno raffinate, la legna come il pane vero, integrale, le cecine, i cereali integrali, i biscotti fatti con i fiocchi di avena e con le nocciole e le mandorle.

Era per me una gioia raccontare Il libro della giungla, il capolavoro di Kipling, il libro che salverei se dovessi naufragare su un’isola deserta. Ai più piccoli lo narravo aggiungendo dettagli divertenti e ululati e ruggiti, ai più grandi lo leggevo. Che tristezza la scelta di Walt Disney di ridicolizzare personaggi grandiosi come Kaa e Baloo; non ho più potuto raccontarne la storia. I bambini non impareranno più la legge della giungla: rispettare i vecchi, prendere distanza dagli sciacalli, uccidere solo per mangiare, diffidare dei Bandar Log, gli amichetti superficiali e fannulloni.

Quanto è vivificante raccontare una fiaba. Lascia libera la fantasia di immaginare personaggi e paesaggi. Un video non può fare altrettanto.

Delle favole classiche, ho amato particolarmente quella del Vento di Tramontana, che insegna la dignità della povertà, il premio del coraggio e della costanza, il pericolo della credulità, il dramma dell’arroganza delle autorità, il pregio della sobrietà.

Un contadino che aveva ogni anno il campo devastato dalle intemperie, e non riusciva a produrre abbastanza per sfamare la sua famiglia, decise di avviarsi e camminò sette giorni e sette notti fino al palazzo di ghiaccio del vento di tramontana. La serva che aprì la porta gli disse di andar via, ché quando sarebbe tornato il vento lo avrebbe congelato. Il contadino resistette e riuscì a spiegare le sofferenze della sua famiglia al grande vecchio di ghiaccio. Il vento di tramontana gli consegnò una scatola di legno che avrebbe dovuto aprire solo una volta giunto a casa e gli disse di non osare mai più ritornare. Il contadino non seppe resistere e nel cammino di ritorno aprì la scatola: conteneva pane e noci. Ne mangiò metà e, giunto a casa, quando riaprì la scatola scoprì che era ancora piena e fece festa con la sua moglie e i suoi bambini. La moglie però era molto devota e ne parlò con il priore, che le disse che erano magie del diavolo e le ingiunse di consegnargli la scatola. Tornò la fame e il contadino prese il coraggio di recarsi nuovamente dal terribile vento di tramontana. Questa volta il vento gli consegnò una scatola d’argento che, quando aperta, liberava due camerieri che apparecchiavano la tavola e servivano piatti eccellenti. Fu di nuovo festa per un giorno, ma anche questa volta la scatola finì nelle mani del priore. Il contadino tornò una terza volta al palazzo di ghiaccio e il vento di tramontana gli consegnò una scatola d’oro. Curioso, il contadino, sulla strada del ritorno, la aprì, e ne uscirono due energumeni che lo bastonarono ben bene. Richiusa la scatola tornò zoppicando a casa, la consegnò alla moglie e portò fuori i bambini. Dopo che la moglie si fu presa la sua dose di bastonate le disse di andare a dire al priore che solo se le avesse restituito le vecchie scatole gli avrebbe consegnato la scatola d’oro. Il priore accettò e aprì la scatola in occasione di un pranzo con gli altri priori suoi amici… A casa del contadino regnò la prosperità e vissero tutti felici e contenti.

Quale ricchezza ci porta il mondo delle favole! Grazie a chi le ha scritte e a chi le leggerà.

Franco Berrino”

A questo link è possibile acquistare il libro.