Articolo 21 della Costituzione italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Il CNR di Pisa è stato accusato da Burioni di attività antiscientifica per aver affittato ad AsSIS l’auditorium dove si è svolto, con ampia partecipazione di pubblico, un bel convegno sulla prevenzione e sulla tutela della salute attraverso l’adozione di corretti stili di vita.

La registrazione integrale dell’evento sarà presto disponibile, e tutti potranno giudicare i temi trattati e constatare che la parola vaccino non è mai stata pronunciata.

Il virologo che si augurava che i non vaccinati venissero messi ai domiciliari, chiusi in casa come sorci, non ha evidentemente sopportato la scelta della sede, non propriamente una tana di sorci, e ha colto l’occasione per continuare a esercitare il suo ruolo di censore: recentemente si era accanito contro Susanna Tamaro, colpevole di aver avviato una riflessione critica sulla gestione della pandemia.

Il confronto democratico non è nelle sue corde.

Se le preoccupazioni di Burioni riguardano lo spreco di soldi pubblici, lo rassicuriamo subito: le spese dell’evento sono state sostenute interamente da AsSIS, senza ricorrere a sponsor o finanziamenti esterni.

Se ha competenze specifiche e suggerimenti differenti da quanto esposto dal dottor Berrino e dal dottor Serravalle nel corso della conferenza, non avrà difficoltà a esprimerle e contestare i dati riportati dai relatori.

In realtà riteniamo che Burioni non sia interessato a questi argomenti ma che non sopporti le nostre posizioni sulla gestione della pandemia e sulle politiche vaccinali.

Ormai è sotto gli occhi di tutti che i vaccini contro la COVID non hanno prevenuto i contagi, gli studi scientifici hanno dimostrato che i vaccinati si sono ammalati più dei non vaccinati e che gli eventi avversi sono stati ampi e numerosi.

Molti articoli presenti sul sito di AsSIS trattano questi argomenti e il virologo ne è scandalizzato, ma interventi del genere, dopo il  ritiro mondiale del vaccino Astra Zeneca, dimostrano uno scollamento dalla realtà preoccupante.
Non amiamo le polemiche social, e non ci presteremo a scambi di alcun genere con queste modalità.
Sfidiamo pertanto il professor Burioni a un confronto pubblico sia sui temi del convegno incriminato, sia sulla gestione della pandemia e delle vaccinazioni. Siamo pronti a recarci anche in un ambiente a lui favorevole, come la trasmissione televisiva di cui è ospite fisso, o in qualsiasi altra sede preferisca, con le uniche condizioni che si dichiari inizialmente la presenza o l’assenza di conflitti di interessi, come si dovrebbe fare per prassi comune, e che i tempi degli interventi dei relatori che rappresentano le due parti a confronto siano distribuiti in modo equivalente.