Un cartello esposto durante la trasmissione “L’aria che tira” sulle vaccinazioni pediatriche condotta magistralmente da Parenzo, denunciava con toni allarmistici che si sono verificati in Asia e Europa complessivamente ben 30.601 casi di morbillo.
Assis-morbillo-casi-europa-asia-2023La popolazione nei due continenti supera i 5 miliardi di persone, fate voi i conti per calcolare l’incidenza della malattia: la cifra è talmente bassa che non provo nemmeno a calcolarla.
La trasmissione ha illustri precedenti: segue la scia delle celebri affermazioni della ex ministra Lorenzin che dichiarò a Porta a porta e poi a Piazzapulita che in Inghilterra erano morti complessivamente 470 bambini, di cui ovviamente non c’è traccia nei database del ministero della salute britannico. Queste “inesattezze” non sono mai state smentite dalla ineffabile signora che ha gestito la salute degli italiani e che non ha mai sentito il bisogno di spendere una sola parola di scuse.
Parenzo & co. non hanno riportato i numeri dei decessi da morbillo tra i 30.601 casi riportati (su più di 5.000.000.000 di persone) ma una gentile pediatra, Valentina Paolucci, “la dottoressa dei bambini” come si legge nel sottopancia, ha dichiarato che il morbillo causa la morte dei bambini nel 2 per mille dei casi. Dove? In Asia? In Europa? In Italia?
Non pretendiamo che i medici che frequentano i salotti televisivi dichiarino di non avere conflitti d’interesse (troppa grazia), ci accontenteremmo che citassero la fonte delle loro informazioni, o che il giornalista rivolgesse questa semplicissima richiesta. 
Nel nostro Paese, dal 1 gennaio al 31 agosto 2023, sono stati segnalati al sistema di sorveglianza integrata morbillo-rosolia, coordinata dal Dipartimento malattie infettive dell’ISS, nove casi confermati di morbillo e due casi possibili. L’età mediana dei casi è 35 anni. Sono i dati che emergono dal numero di settembre 2023 del bollettino periodico Morbillo & Rosolia News. 
I casi in Italia sono evidentemente troppo pochi, e allora non si citano e si ricorre alla somma dei casi europei e asiatici per ottenere un numero che vorrebbe spaventare i telespettatori.
La mortalità per morbillo osservata nei 14 anni prima dell’introduzione della vaccinazione di massa è stata di circa 7 casi l’anno, di cui meno della metà in ambito pediatrico e senza notizie su eventuali malattie croniche concomitanti.
La “dottoressa dei bambini” accenna poi alle complicanze neurologiche del morbillo, e il conduttore della trasmissione prontamente ne sottolinea il rischio; nessuno dei due “esperti” approfondisce. Riteniamo che si alluda alla panencefalite sclerosante subacuta che si può verificare in 1 caso ogni 100.000 malati (meno nei vaccinati). Che strano, sembrava una eventualità così concreta dal dialogo tra i due!
Infine, la “dottoressa dei bambini” e il conduttore lamentano che per i genitori che non vaccinano i figli ci sarebbe solo una multa, lasciando intendere che sarebbero auspicabili ben altri provvedimenti, dimenticando l’odioso divieto di frequentare asili e scuole materne per chi non è in regola con gli obblighi di legge.
Il copione non cambia: dalla legge Lorenzin ai decreti COVID, mistificazioni, falsità, menzogne, imposture imperversano su quelli che dovrebbero essere i mezzi di informazione.
Dichiaro pubblicamente la mia disponibilità a un confronto all’americana con la dottoressa Paolucci, anche se moderato da Parenzo. 
Non mi illudo, abbiamo tutti chiaro che il confronto democratico su certi temi è ormai vietato.