Il 16 novembre 2023, durante una votazione presso il Comitato d’appello della Comunità europea, gli Stati membri non hanno raggiunto una maggioranza qualificata sulla proposta della Commissione di rinnovare l’approvazione dell’utilizzo del glifosato per altri 10 anni. Ciò ha fatto seguito ad una precedente votazione presso il Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCOPAFF) il 13 ottobre 2023, in cui gli Stati membri non hanno raggiunto la maggioranza richiesta per rinnovare (o respingere) la proposta.

AsSIS, insieme ad altre associazioni, aziende agricole e singoli cittadini ha scritto una diffida formale ai membri della Commissione ricordando che:

  • l’uso di diserbanti chimici è vietato per legge da dieci anni in tutta l’UE.
  • L’EFSA ha denunciato che i dati in possesso identificano un rischio elevato a lungo termine per i mammiferi in 12 dei 23 usi proposti del glifosato.
  • La valutazione del rischio alimentare per i consumatori NON è stata terminata a causa di dati incompleti sulla quantità di residui di glifosato nelle colture a rotazione quali carote, lattuga e frumento.
  • La valutazione dei rischi per le piante acquatiche non ha potuto essere completata a causa della mancanza di dati sull’esposizione al glifosato attraverso la dispersione del prodotto irrorato.
  • Non sono disponibili informazioni sulla tossicità a breve e a lungo termine di uno dei componenti della formulazione.
  • I dati della letteratura pubblicata sulle formulazioni a base di glifosato e uno studio condotto con un sale di glifosato (non approvato nell’UE) evidenziano effetti di neurotossicità.
  • L’Istituto Ramazzini con diversi scienziati di fama internazionale ha pubblicato il 25 ottobre scorso che il veleno in oggetto causa leucemia nei ratti.
  • L’agricoltura biologica dimostra che, per consentire un adeguato controllo degli organismi nocivi, i metodi chimici possono essere efficacemente sostituiti da metodi biologici sostenibili, mezzi fisici e altri metodi non chimici.

Chiediamo che l’UE smetta di tollerare la non applicazione delle norme a chiaro e solo vantaggio di chi vende e commercializza il glifosato e che si rigetti senza compromessi l’istanza di rinnovo del suo utilizzo.