Le conclusioni della 77ª Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra richiedono una riflessione attenta sul nostro ruolo nel sistema decisionale europeo e globale. Sebbene sia stato prorogato di un anno il termine per il raggiungimento di un accordo sul Trattato Pandemico, sono stati approvati emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale finalizzati a rafforzare le norme di sicurezza e sorveglianza per la diffusione delle malattie a livello globale. L’Italia non si è opposta e il compromesso raggiunto ha suscitato molte discussioni per la violazione delle stesse regole procedurali dell’OMS. Gli Stati hanno 10 mesi di tempo per approvare o respingere le modifiche apportate.

Quello che è accaduto conferma un meccanismo che continueremo a consolidare astenendoci dal voto e dalla possibilità di incidere, anche in minima parte, sugli assetti politici e istituzionali. La sanità, insieme alla libertà di espressione e informazione, rischia di essere tra le prime a subire le conseguenze di tale inerzia. 

Come sottolinea la CMSI (Commissione Medico Scientifica Indipendente) non votare è un grave errore. Non solo perché il diritto al voto rappresenta il fondamento di una democrazia, ma anche perché non esercitare questo diritto significa spianare la strada ai partiti dominanti, ai governi non eletti e a un dibattito scientifico che non ammette, in realtà, nessun contraddittorio. 

L’adesione a un Nuovo Trattato Pandemico palesa la necessità di un confronto ampio e aperto, che faccia l’interesse delle persone e contrasti quelle norme promosse dalle istituzioni che finiranno per ostacolare sempre di più il diritto all’informazione e alla salute di tutti.

Il fronte cosiddetto “alternativo”, quello del dissenso, si disgrega di fronte alla convinzione di molti che astenersi possa determinare per il nostro paese l’uscita dall’Europa. Niente di più falso e controproducente. 

Le elezioni dell’8 e del 9 giugno non prevedono un quorum da raggiungere e seguono il voto di preferenza, per cui l’assegnazione del seggio si determina in base alla quantità di voti ricevuta dal singolo candidato. Non votare non indebolisce il sistema dominante, ma paradossalmente lo rafforza, avvantaggiando i grandi partiti e i partiti minori legati ai loro interessi, che altrimenti non raggiungerebbero la soglia di sbarramento del 4%.

Scegliendo l’astensionismo, con l’idea di dichiarare la propria estraneità al sistema, non si farebbe che privare di rappresentazione chi potrebbe combattere dall’interno delle istituzioni, che per quanto squalificate siano, rimarrebbero comunque a dettare le regole che stanno uccidendo il pensiero critico. Il risultato sarebbe solo quello di non aver nessuno disposto a vigilare criticamente sui regolamenti e a portare avanti un’opposizione al pensiero unico.

Votare non rivoluzionerà le cose, ma pochi e piccoli cambiamenti graduali sono migliori delle conseguenze che avrebbe l’astensionismo. Rinunciare al proprio ruolo di attore nel processo decisionale significa lasciare campo libero a coloro che favoriscono il mantenimento dello status quo, senza alcuna opposizione critica. L’astensione favorisce il passaggio dalla democrazia alla tecnocrazia, a governi non eletti.

È a causa di chi ci rappresenta adesso in Europa che la riforma dell’OMS può procedere. L’anno prossimo però il Trattato sarà ripresentato e il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha anticipato testuale:

La decisione di concludere l’Accordo pandemico entro il prossimo anno dimostra quanto fortemente e urgentemente i Paesi lo vogliano, perché la prossima pandemia è una questione di quando, non di se”.

Ciò che è accaduto a Ginevra evidenzia l’importanza di avere all’interno del Parlamento Europeo personalità capaci di dissentire e, facendo parte dell’ingranaggio, di avere un impatto effettivo. L’europarlamentare Rob Roos, per esempio, è riuscito a far ammettere a Janine Small che il vaccino Pfizer non era stato testato per prevenire la trasmissione dal contagio, l’On. de Graaff ha fatto ammettere direttamente da EMA che il vaccino Pfizer non fosse stato testato per prevenire la trasmissione del contagio.

È cruciale per il futuro della sanità e della società nel suo complesso che tutti partecipino attivamente, esercitando il proprio diritto al voto e provando a garantirsi una rappresentanza nel Parlamento Europeo. Solo così si può sperare in una gestione più equa e trasparente delle questioni sanitarie globali e nazionali. 

La Commissione Medico Scientifica indipendente (CMSi), nella quasi totalità dei suoi membri, si dichiara contraria all’astensione dal voto.

Sul sito www.cmsindipendente.it è possibile leggere l’Appello inviato ai candidati, e l’elenco di chi ha sottoscritto gli impegni richiesti, con aggiornamento quotidiano per liste elettorali e circoscrizioni.