Le percentuali di statunitensi che si sono sottoposti al Vaccino Covid-19 è direttamente correlata con parametri pandemici come il numero dei casi, l’ospedalizzazione e i decessi.

L’esitazione vaccinale o il rifiuto di vaccinarsi, è diventata una delle maggiori problematiche che interessano la Salute Pubblica nazionale.

I cittadini americani sono ostacolati a vaccinarsi da alcune ragione pratiche di diverso ordine, come la disponibilità del vaccino stesso, la vicinanza del centro vaccinale al lavoro o a casa e la mancanza di tempo per recarvisi.

Ma in realtà, così come viene vissuta, si tratta di una decisione personale determinata dalle proprie convinzioni che vengono più meno messe in atto.

Solo poche persone possono capire e accedere alla letteratura scientifica sia quella  riguardante i virus che i vaccini. Questo porta la popolazione a decidere in base alle informazioni che gli vengono fornite, da amici, familiari, dai media a cui accedono e in genere a seguire le indicazioni di tutela provenienti dalle direttive istituzionali. Ogni elemento è filtrato e valutato in un contesto cognitivo che riflette ciò che il soggetto percepisce intorno lui.

Sondaggio Gallup*

L’Agenzia di analisi Gallup ha sondato nel corso dello scorso anno le diverse posizioni degli americani in merito ai vaccini. Inoltre sono state individuate le diverse  motivazioni di coloro che hanno esitato nella scelta.

I CDC stimano che il 69% degli adulti maggiorenni americani abbiano fatto almeno una inoculazione mentre il 60% ha completato il ciclo vaccinale richiesto.

L’indagine ha stabilito che tra il 14% e il 26% della popolazione adulta afferma di non essersi vaccinata e ha deciso di non farlo in futuro.

L’Agenzia Gallup stima che circa il 20% degli statunitensi non si sono vaccinati e che prevedono di non vaccinarsi.

Un recente sondaggio (AP-NORC) stima che la quota di non vaccinati arriva al 26%, mentre la Fondazione Kaiser Family, ha attestato che il 14% non si sarebbe mai vaccinata e un 6% lo avrebbe fatto solo per mantenere il lavoro o la frequenza scolastica.

La riduzione della esitazione vaccinale

Coloro che sono desiderosi e propensi a vaccinarsi lo fanno senza indugio,  mentre gli altri si possono divedere in due gruppi: coloro che non si sono vaccinati ma non sono contrari e quelli che si oppongono fermamente.

Gli sforzi per incrementare i tassi di vaccinazione nella popolazione richiedono spinte potenti per indirizzare gli obiettori del primo gruppo verso l’adesione, mentre il secondo gruppo rimane fermamente contrario.

E’ comunque possibile che tra i più risoluti qualche scelta potrebbe cambiare segno.

I rilevamenti della KFF includono soggetti intervistati con un follow-up a partire dallo scorso gennaio. Il 24% degli intervistati che in precedenza non si erano vaccinati lo hanno fatto nei sei mesi successivi.

Questo dato induce a considerare che il 15-25% di coloro che rifiutano di vaccinarsi potrebbe cambiare posizione con il passare del tempo.

Posizioni politiche, formazione e esitazione vaccinale

Uno degli elementi più significativi correlati con l’intenzione di vaccinarsi è l’appartenenza politica. I Repubblicani sono molto meno convinti rispetto ai Democratici o agli Indipendenti.

Ben il 46% dei Repubblicani afferma di rifiutare le vaccinazioni, contro il 6% dei Democratici e il 31% degli Indipendenti.

I dati prodotti dalla Gallup dimostrano che i Repubblicani hanno meno fiducia nelle istituzioni, governo compreso, dei media, della scienza e della istituzioni scolastiche.

I dati che riguardano la fiducia nella scienza sono particolarmente significativi.

Il 79% dei Democratici confidano molto nella scienza, mentre solo il 45% dei Repubblicani si fida. Le stesse proporzioni riguardano gli altri temi come l’informazione, la scuola e il governo.

Un altro dato da correlare riguarda la scolarità. Le persone con un livello di scolarità più basso sono più diffidenti nei conforti dei vaccini di quelle più colte (31% vs 12%)

Effetti indesiderati e mancanza di fiducia

La ricerca evidenzia che la ragione prevalente del rifiuto è la paura di effetti indesiderati associata a una generica sfiducia verso i vaccini.

Sono argomentazioni che non possono essere razionalizzabili qualora ci sia una diffidenza così evidente verso gli organi di informazione, quando non si creda alla bontà della scienza e al pensiero razionale proposto e qualora le decisioni vengano prese più che altro istintivamente (Daniel Kahneman’s System).

Questi risultati portano a pensare che le campagne di promozione vaccinale sostenute dai media e proposte dal mondo scientifico e politico, possano solo parzialmente condizionare il comportamento della parte di americani ancora esitante.

Metodi per incrementare l’adesione ai vaccini

Quindi cosa potrebbe funzionare? Oltre alle campagne vaccinali sono stati usati deli incentivi come regali, lotterie, premi. Vista l’influenza del parere di amici e famigliari potrebbero essere efficaci supporti economici a chi si vaccina.

Gli elementi che potrebbero ostacolare invece la scelta vaccinale sono gli obblighi richiesti nella scuola, sul lavoro o i tamponi continui quando ci si muove e si viaggia.

I repubblicani sono in linea di massima contrari all’obbligo e ai controlli ingiustificati nonché alle restrizioni della vita di tutti i cittadini. Per loro l’obbligo dovrebbe essere connesso con i benefici che andrebbero chiariti per ridurre l’antagonismo tra vaccinati e non. Inoltre il concetto di obbligo dovrebbe essere supportato da spiegazioni accurate prima di prendere ogni decisione.

Appartenenza religiosa ed esitazione vaccinale

 Ci sono inoltre elementi religiosi che possono influenzare le scelte della popolazione.

In un recente articolo apparso sul Wall Street Journal viene riportato che i gruppi Evangelici sono meno propensi a vaccinarsi rispetto ad altri gruppi religiosi. Il 24% dei Protestanti bianchi Evangelici non si è sottoposto al vaccino contro il 6% di Protestanti bianchi non Evangelici. Lo studio sottolinea che gli Evangelici sono molto più vicini ai Repubblicani rispetto agli altri gruppi religiosi

Anche se consideriamo che la tendenza politica è interconnessa con quella religiosa negli USA odierni, le religioni possono avere un  ruolo indipendente sulle scelte vaccinali. Lo si vede dai predicatori che volte si dichiarano apertamente contrari o favorevoli.

Per esempio il noto predicatore Franklin Graham ha rumorosamente annunciato la sua vaccinazione chiedendo ai suoi seguaci di imitarlo.

I Repubblicani sono più avvezzi a organizzare eventi religiosi rispetto ai Democratici mentre attingono meno alle notizie provenienti dai media.

L’onestà e l’etica del clero repubblicano è maggiore di quello democratico mentre al contrario i medici repubblicani sono meno etici e onesti rispetto ai medici democratici.

Conclusioni

Le osservazioni ricavate dalle posizioni dall’opinione pubblica sulla esitazione vaccinale non sono sicuramente significative. Più si approfondisce l’argomento vaccini consultando la letteratura, compresa quella internazionale, più si capisce quanto sia estesa e complessa la problematica vaccinale.

Al di là dei limiti dell’indagine e dei risultati dei sondaggi, per sintetizzare abbiamo riassunto in tre punti la disanima dello studio sugli esitanti:

  1. Esiste un’area in cui c’è un aumento dell’utilizzo del vaccino
  2. L’esitazione vaccinale è interconnessa con le scelte politiche
  3. I tentativi di controllare il comportamento nei confronti dei vaccini attraverso l’obbligo sembrano essere più efficaci delle campagne vaccinali

 

*La Gallup è una delle società di analisi e consulenza più autorevoli al mondo. Fondata a Washington D.C. nel 1935, pubblica annualmente i sui report da oltre vent’anni.