Due cose che non sopporto più nella mia attività quotidiana di pediatra: sentire i genitori affermare che somministrano la Tachipirina quando la temperatura raggiunge i 38,5° o che usano l’aerosol con il cortisone per guarire dal raffreddore.
Sono due pratiche inutili e controproducenti, dannose per la salute del bambino e la sanità pubblica.
I genitori non hanno colpe, naturalmente, per tali errori; sono incoraggiati a comportarsi così dal “senso comune”, dalla pubblicità e dalla scarsa propensione dei colleghi di dedicare tempo alla corretta informazione e alla educazione sanitaria.
La febbre
Ricordiamolo sempre: la febbre è uno dei più efficaci meccanismi di difesa dell’organismo contro le infezioni!
È una reazione comune a tutti gli uomini e agli animali superiori, che la selezione naturale ha mantenuto nel corso di milioni di anni di evoluzione proprio per il suo valore. Infatti un aumento di temperatura da 37° a 38°C può ridurre la moltiplicazione dei virus di oltre il 90%, e per la maggior parte di loro un ulteriore aumento arresta del tutto la moltiplicazione.
Temperature di oltre 39°C che durino abbastanza a lungo bloccano anche i virus più virulenti.
La febbre, con poche eccezioni, facilita la guarigione anche nelle infezioni da batteri, perché esalta l’efficienza di tutti i componenti del sistema immunitario. I bambini che riescono a sopportarla senza troppi problemi dovrebbero godere del ruolo difensivo naturale della febbre e ricorrere all’antipiretico solo se il malessere è significativo e le condizioni generali sono scadute, o se ci sono altre condizioni di rischio associate.
L’aerosol
L’uso dell’aerosol per i bambini con infezioni delle vie aeree superiori è inutile, improprio e senza alcuna evidenza scientifica.
Può servire forse in qualche forma asmatica, forse in qualche forma di bronchiolite, ma non è di alcuna utilità nel raffreddore e nelle forme influenzali, nella rinofaringite, nella faringo-tonsillite nell’otite media acuta, nei comuni malanni di stagione. Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree, l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica, facendo passare il liquido da una narice all’altra o utilizzare strumenti per docce nasali, in modo da evitare la colonizzazione batterica nasale ed aiutare il bambino che non sa ancora soffiare il naso a respirare o alimentarsi.
Per i disturbi le alte vie aeree, il vapore acqueo che idrata le mucose rimane lo strumento più efficace perché fluidifica il muco: niente di diverso dai vecchi suffumigi.
In caso di bronchite asmatica, con broncospasmi ricorrenti che provocano grave difficoltà respiratorie può essere utile assumere farmaci in aerosol, ma gli stessi prodotti sono più comodi e efficaci se somministrati in spray con distanziatore. Nei maggior parte dei paesi d’Europa l’aerosol si usa praticamente solo negli ospedali, poche famiglie lo posseggono e mai lo utilizzano per i bambini che non hanno una patologia cronica. Può servire a chi soffre di una broncopneumopatia cronica, in caso di enfisema, di mucoviscidosi, di bronchiectasie, patologie rare dei bambini, non per il lattante raffreddato.
L’uso inappropriato dell’aerosol determina spesso l’abuso di cortisonici, che vengono aggiunti alla soluzione fisiologica e possono indebolire il sistema immunitario dei bambini, determinando la comparsa del mughetto nei più piccoli. Infine, la maggior parte dei bambini è riluttante all’uso dell’apparecchio e se la ribellione è addomesticata dalla televisione o dallo schermo del telefonino al danno si aggiunge altro danno.

