Il Comitato Congiunto per la Vaccinazione e l’Immunizzazione del Regno Unito (JCVI) ha deciso, durante la riunione del 2 ottobre, di non raccomandare più la vaccinazione contro il COVID-19 per le donne in gravidanza. La decisione è basata su diverse considerazioni:

  1. Rischio basso di malattia grave: Le prove attuali dimostrano che il rischio di sviluppare forme gravi di COVID-19 è molto basso sia per le donne incinte che per i neonati. Dati presentati dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito indicano che tra ottobre 2022 e dicembre 2023 non si sono verificati ricoveri o decessi correlati al COVID-19 tra le donne incinte o i loro neonati.
  2. Valutazione economica: Il comitato ha concluso che la vaccinazione delle donne in gravidanza sarebbe economicamente vantaggiosa solo se il costo del vaccino fosse compreso tra 12 e 16 euro per dose, una condizione considerata “molto improbabile”. L’unico scenario in cui un costo maggiore sarebbe giustificato richiederebbe la dimostrazione che il vaccino previene la mortalità neonatale, ma attualmente non esistono dati sufficienti a supportare questa ipotesi.
  3. Efficacia del vaccino: Secondo le stime, sarebbero necessarie circa 300.000 vaccinazioni di donne incinte per prevenire un solo ricovero grave. Per evitare la morte di un neonato, il numero salirebbe tra 380.000 e 1,5 milioni di donne vaccinate. Inoltre, è difficile attribuire con certezza i ricoveri o i decessi neonatali al COVID-19, poiché spesso sono presenti altre condizioni di salute concomitanti.

Situazione negli Stati Uniti:

In contrasto con la posizione del Regno Unito, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) negli Stati Uniti continuano a raccomandare fortemente la vaccinazione durante la gravidanza. Il CDC sostiene che le donne incinte sono a maggior rischio di sviluppare forme gravi di COVID-19 rispetto alla popolazione generale. Questo rischio comprende la necessità di ricovero ospedaliero, terapia intensiva, utilizzo di ventilatori e complicanze come parto prematuro o morte fetale.

Le principali organizzazioni mediche americane, tra cui l’American College of Obstetricians and Gynecologists e la Society for Maternal-Fetal Medicine, continuano a promuovere la vaccinazione, sostenendo che è sicura ed efficace durante la gravidanza e l’allattamento. Le raccomandazioni sono state formulate nonostante la mancanza di sicurezza ed efficacia da studi clinici randomizzati controllati tra donne in gravidanza e dati limitati sui vaccini COVID-19 durante la gravidanza.

Critiche e limitazioni degli studi:

  • Dati limitati: Le donne in gravidanza sono state escluse dagli studi clinici iniziali sui vaccini COVID-19, e i dati disponibili sulla sicurezza ed efficacia in questa popolazione sono ancora limitati.
  • Dati epidemiologici: L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito ha presentato dati epidemiologici che dimostrano che non ci sono stati ricoveri o decessi in terapia intensiva correlati al COVID-19 tra le donne incinte in qualsiasi trimestre o i loro neonati nel Regno Unito tra ottobre 2022 e dicembre 2023.
  • Eventi avversi: Sono stati segnalati potenziali effetti collaterali gravi nei dati post-marketing, inclusi aborti spontanei e nascite pretermine. Tuttavia, queste segnalazioni non sono state sufficientemente approfondite nei principali studi clinici.
  • L’analisi costi-benefici non include le reazioni avverse al vaccino né per le madri in gravidanza, né per i loro neonati, nonostante le numerose segnalazioni di gravi eventi avversi.
  • Studio di Pfizer: Pfizer ha condotto uno studio su un campione molto ridotto (391 donne) e ha interrotto anticipatamente l’arruolamento, dichiarando che la maggior parte delle donne incinte aveva già ricevuto il vaccino. I risultati non sono stati pubblicati su riviste peer-reviewed e hanno mostrato alcune complicazioni come preeclampsia e ipertensione gestazionale nel gruppo vaccinato. Inoltre, i neonati esposti in utero al vaccino hanno avuto punteggi Apgar più bassi e segni di ridotto movimento fetale.

Prospettive future nel Regno Unito:

A partire dall’autunno 2025, il Regno Unito adotterà un modello standard di valutazione costi-benefici. La vaccinazione sarà limitata a gruppi specifici, come gli adulti sopra i 75 anni, i residenti in case di cura e le persone immunodepresse. Il JCVI ha concluso che, considerando l’attuale contesto epidemiologico e i costi, la vaccinazione contro il COVID-19 per le donne in gravidanza non è giustificata.

In sintesi, mentre il Regno Unito ha adottato una posizione prudente e basata su considerazioni economiche e di rischio, gli Stati Uniti mantengono un approccio più interventista, sottolineando i potenziali rischi del COVID-19 in gravidanza nonostante le limitazioni nei dati di sicurezza.

E l’Italia è ben lontana da assumere decisioni politiche che tengano conto dei dati scientifici.

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