Non bere acqua.
Non evitare le ore più calde.
Non fare attenzione agli incidenti stradali, che rappresentano di gran lunga il principale rischio per i bambini in vacanza.
No.
Prima di partire bisogna controllare il libretto vaccinale.
La locandina della FIMP ci ricorda che, se stai preparando le valigie, la priorità assoluta è verificare se tuo figlio ha completato tutte le vaccinazioni e, se manca qualcosa, correre a recuperarle prima delle ferie.
Un piccolo dettaglio, però, forse meritava una nota a piè di pagina.
Ad esempio, che il vaccino MPRV può provocare febbre, generalmente tra il 5° e il 15° giorno dopo la vaccinazione, magari nel periodo in cui molte famiglie sono finalmente al mare o in montagna.
Quindi il consiglio potrebbe essere:
“Buone vacanze… e non dimenticate il termometro.”
Poi arriva il consueto capitolo dedicato alla paura.
Si parla di morbillo e pertosse come se rappresentassero lo stesso rischio per tutti, senza alcuna distinzione.
In realtà, il rischio della pertosse è concentrato soprattutto nei neonati e nei lattanti, mentre il morbillo, pur potendo dare complicanze anche serie, nella grande maggioranza dei bambini immunocompetenti ha un decorso favorevole.
Ma spiegare il rischio reale richiede qualche riga in più.
Molto più semplice evocare lo scenario peggiore.
Naturalmente non manca la frase rituale:
“I vaccini sono strumenti sicuri ed efficaci.”
Detta così sembra un dogma.
La medicina, invece, funziona in modo un po’ diverso: esistono benefici, esistono rischi, esistono effetti indesiderati ed eventi avversi e, soprattutto, esiste una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio.
Le reazioni avverse non sono una teoria del complotto: esistono, sono documentate e meritano di essere comunicate con la stessa trasparenza con cui si descrivono i benefici. Una vera informazione sanitaria non seleziona solo ciò che rassicura. Su AsSIS abbiamo approfondito sia la febbre dopo la vaccinazione, sia la segnalazione delle sospette reazioni avverse.
Infine, una semplice domanda.
Quando un’associazione scientifica promuove campagne di questo tipo e riceve finanziamenti o sponsorizzazioni da aziende farmaceutiche produttrici di vaccini, non sarebbe opportuno che questa informazione fosse sempre riportata con la stessa evidenza con cui compare lo slogan “vaccini sicuri ed efficaci”?
La trasparenza non dovrebbe mai andare in vacanza.
Buone ferie a tutti.
Con occhiali da sole, cappellino, acqua… e soprattutto con spirito critico. Perché quello, a differenza del libretto vaccinale, non scade mai.

