Riportiamo una sintesi dell’intervento del dottor Robert Malone sulle politiche vaccinali. Affronta con lucidità e coraggio un tema controverso, che la comunità scientifica non vuole o può affrontare nonostante le richieste di fette sempre più ampie di popolazione. Le censure non bastano, serve un confronto scientifico basato sulle prove disponibili.

I vaccini e l’allungamento della vita

Da studente di medicina, mi è stato insegnato che il motivo per cui nei Paesi ricchi viviamo oggi molto più a lungo dei nostri antenati è il miglioramento delle condizioni di vita, dei servizi igienici e dell’alimentazione. Non camminiamo più tra i liquami e lo sterco di cavallo, non mangiamo carne contaminata dalle mosche, non beviamo acqua mescolata ai liquidi delle latrine più vicine e non dormiamo in otto per stanza su lenzuola incrostate. Anche gli antibiotici sono stati d’aiuto, ma sono arrivati dopo la maggior parte di questi cambiamenti. Le vaccinazioni sono arrivate ancora più tardi, per ridurre la mortalità residua delle “malattie prevenibili da vaccino”. Tutto questo è stato affermato in un’aula di 300 studenti di medicina, con i relativi dati a supporto, e accettato come un dato di fatto. Perché per i Paesi più ricchi era, ed è, innegabilmente vero.

Di recente ho chiesto a un piccolo gruppo di studenti quali fossero le ragioni principali del miglioramento dell’aspettativa di vita e mi è stato risposto “la vaccinazione“.

In una sessione successiva, ho mostrato alcuni dei grafici che riporto di seguito. Gli studenti sono rimasti scioccati e mi hanno chiesto dove avessi ottenuto queste informazioni. In realtà è stato abbastanza difficile trovarle: ricordo di aver fatto una prima ricerca 20 anni fa e di averla trovata facilmente sul web. Nel 2024, invece, è stato necessario passare al setaccio molte informazioni che spiegavano come le vaccinazioni abbiano salvato l’umanità e come coloro che ripetevano ciò che mi era stato insegnato da studente fossero un elemento sovversivo che minava il bene comune, diffondendo disinformazione. Non siamo certo progrediti.

Questo non significa che i vaccini non siano una grande idea. Fornire una certa immunità può mitigare gran parte dei danni causati da un’infezione, dando all’organismo un vantaggio significativo. Però la loro utilità deve essere compresa nel contesto, così come gli eventi avversi. Stranamente, il dibattito sui vaccini è diventato sempre più controverso all’interno dell’establishment medico. È come se i medici fossero sottoposti al tribunale dell’Inquisizione sulla professione alla ricerca di chi ancora privilegia la calma del pensiero razionale rispetto a un dogma dettato dall’alto. Tuttavia, se la verità e la discussione pacata possono costituire la base per scelte politiche mirate, la vaccinazione sarà più efficace.

I grafici qui riportati, provenienti da Australia, Stati Uniti e Inghilterra, sono simili a quelli di altri Paesi ricchi. I fatti sono fatti, anche se col tempo possono diventare più difficili da trovare, sepolti dagli algoritmi di Big Search per tenerci al sicuro. Rimangono fatti anche se agli studenti di medicina viene insegnato a credere a realtà alternative. Questi falsi insegnamenti, uniti a grandi incentivi finanziari, guidano il loro desiderio di fare in modo che tutti i bambini siano “completamente vaccinati” secondo il calendario infantile del loro Paese. Credono sempre più alla menzogna, alla disinformazione.

Scarlattina in Inghilterra

Fonte immagine: Roman Bystrianyk e Suzanne Humphries MD 2012 www.dissolvingillusions.com  https://healthimpactnews.com/2013/an-honest-look-at-the-historical-evidence-that-vaccines-eliminated-diseases/ o  https://dissolvingillusions.com/ (modificato). La scarlattina, sebbene causata da un comune batterio Streptococcus, è diminuita come causa principale di morte molto prima che gli antibiotici fossero ampiamente disponibili. Non esiste ancora un vaccino disponibile. Nei Paesi a basso reddito, causa ancora alcune centinaia di migliaia di morti all’anno per complicazioni cardiache.

Valutare i vaccini nel contesto in cui si vive

Sono definite malattie “prevenibili da vaccino” perché le aziende che vendono vaccini affermano che i loro prodotti sono in grado di prevenire le specifiche patologie. Effettivamente, i vaccini impediscono che le persone immunizzate si ammalino. Ma nei Paesi ricchi, a dire il vero, il numero di persone salvate dalle vaccinazioni è molto basso.

La vaccinazione ha probabilmente avuto un ruolo importante nell’eliminazione del vaiolo. Naturalmente non possiamo esserne assolutamente certi, poiché non esisteva un gruppo di controllo. Il vaiolo ha causato epidemie che hanno decimato popolazioni precedentemente mai entrate a contatto con il virus, come i nativi americani, per i quali un vaccino avrebbe fatto una grande differenza. Tuttavia, il vaiolo aveva anche le caratteristiche di essere una malattia che avrebbe potuto scomparire grazie a una buona educazione sanitaria e a un miglioramento degli standard di vita: non aveva un serbatoio animale, richiedeva uno stretto contatto con i fluidi corporei del malato per diffondersi ed era solitamente facile da riconoscere. È probabile che il vaccino abbia accelerato notevolmente il suo declino, soprattutto nei Paesi più poveri.

Il morbillo è altrettanto interessante. Come mostra il grafico, la maggior parte del declino è avvenuta molto prima della vaccinazione di massa. Potrebbe comunque trattarsi di una malattia devastante, che ha decimato popolazioni isolate e immunologicamente vergini nelle isole del Pacifico e laddove non avevano avuto precedenti contatti, e che ancora oggi causa morti pediatriche evitabili nei Paesi a basso reddito. Le morti per morbillo sono spesso associate a malnutrizione da micronutrienti, come la carenza di vitamina A, e la loro correzione consentirebbe di affrontarlo con meno rischi per la salute. Questo aspetto veniva sottolineato 30 anni fa. Tuttavia, il vaccino contro il morbillo è anche molto efficace nell’arrestare le morti per morbillo nelle popolazioni suscettibili. Ha un impatto molto limitato sulla mortalità nei Paesi ricchi, dove blocca principalmente le infezioni e le forme gravi di malattia, dal momento che pochi bambini sono così carenti di micronutrienti da essere suscettibili a quadri clinici molto gravi. L’obbligo vaccinale per il morbillo che alcuni Paesi impongono, è una scelta autoritaria che poco ha a che fare con la salute pubblica. Se non volete che vostro figlio rischi il morbillo e decidete che la vaccinazione è un rischio minore, potete far vaccinare vostro figlio. Il vostro bambino è ora protetto da coloro che non sono vaccinati, quindi non dovrebbe esserci alcun vantaggio a imporlo per legge.

 Morbillo in Inghilterra 

Fonte immagine: Roman Bystrianyk e Suzanne Humphries MD 2012-www.dissolvingillusions.com  https://healthimpactnews.com/2013/an-honest-look-at-the-historical-evidence-that-vaccines-eliminated-diseases/ https://dissolvingillusions.com/ Il morbillo continuò a essere una malattia infettiva comune, ma la sua mortalità diminuì notevolmente prima dell’introduzione della vaccinazione di massa. La vaccinazione fermò anche l’infezione.

L’epatite B e la vaccinazione HPV (per il Papilloma Virus Umano) offrono considerazioni particolari.

Programmiamo la vaccinazione contro l’epatite B al primo giorno di vita (in USA, in Italia a 2 mesi di vita con l’esavalente), anche se nei Paesi occidentali si diffonde principalmente attraverso i contatti sessuali e l’uso di droghe per via endovenosa. Se i genitori non sono infetti (e tutte le madri sono sottoposte a screening), il rischio di contrarre questo virus non sussiste fino alla tarda adolescenza, quando la persona può fare una scelta consapevole. Per un bambino nato in un Paese con un tasso di positività all’epatite B del 30% e un’assistenza sanitaria carente, il calcolo dei rischi e dei benefici può dare un risultato diverso. Morire di insufficienza epatica o di cancro al fegato non è piacevole.

Il vaccino HPV, destinato a prevenire il cancro al collo dell’utero, ha un quadro complicato. Avrà un impatto limitato sulla mortalità nei Paesi occidentali, dove la mortalità per cancro al collo dell’utero è già diminuita grazie alle pratiche di screening regolare. Altrove la situazione è molto diversa, con oltre 300.000 donne che muoiono ogni anno a causa di questa malattia, soprattutto in regioni come l’Africa sub-sahariana, dove solo il 12% circa viene sottoposto a screening. Ciò non avviene per scelta, ma perché è difficile poter accedere allo screening. Poiché lo sviluppo del cancro può richiedere circa 20 anni dopo l’infezione da HPV, nel calcolare i benefici dobbiamo anche basarci su ipotesi (ragionevoli) di causalità. Pertanto, l’equazione varia chiaramente tra le donne. Calcolare il rapporto rischio/beneficio per garantire un chiaro consenso informato (o anche la competenza etica medica) richiederebbe la considerazione dell’età, del comportamento, dell’accesso allo screening e dei tassi di eventi avversi. Per conoscere i tassi di eventi avversi, sarebbe logicamente necessario un confronto tra il vaccino e qualcosa di neutro come la soluzione salina (piuttosto che altri componenti del vaccino). Poiché questo non è stato fatto, le donne dovrebbero essere informate di questa carenza di dati. Pertanto, una politica generalizzata sulla vaccinazione HPV sarebbe illogica.

La storia della difterite suggerisce che la gestione medica può aver avuto un ruolo importante nel suo declino. Il declino ha coinciso con l’introduzione della terapia con antitossina e successivamente con il vaccino. Tuttavia, ha coinciso anche con il declino di altre malattie respiratorie dell’infanzia che non hanno avuto interventi di questo tipo. Quindi, non possiamo esserne certi del merito esclusivo del vaccino nella riduzione dei casi e della mortalità.

Anche il tossoide tetanico potrebbe aver avuto un impatto, soprattutto per le persone a rischio più elevato, come gli idraulici e gli agricoltori. Tuttavia, i contabili non percorrono più strade lastricate di letame per andare in ufficio e questa igiene generale dell’ambiente deve avere determinato gran parte del cambiamento. Per ragioni commerciali poco chiare, in molti Paesi occidentali i richiami sono disponibili solo in combinazione con i vaccini contro la difterite e la pertosse, il che non aggiunge nulla ai benefici di un adulto, ma ne aumenta il rischio. È difficile sostenere che la sicurezza e i benefici siano i principali fattori trainanti di fronte a una simile anomalia.

 I punti del grafico di Greg Beattie del 2011 sono totali quinquennali. Dati pubblicati dal Commonwealth of Australia in The History of Diphtheria, Scarlet Fever, Measles, and Whooping Cough in Australia, 1788-1925 (Cumpston, 1927) e Commonwealth Year Books, oltre ai dati sulla popolazione dell’Australian Bureau of Statistics. Fonte:https://vaccinationdilemma.com/historical-death-rates-diseases-vaccination-html/ (modificato). Si potrebbe sostenere che l’antitossina (anticorpi di persone guarite), e poi in misura minore il tossoide (vaccino), hanno avuto un ruolo importante nel ridurre la mortalità. Tuttavia, anche la traiettoria di altre malattie respiratorie infantili è stata discendente nello stesso periodo.

Conoscere ciò che non sappiamo

Tutti i vaccini hanno anche effetti avversi.

Anche se non vengono discussi in questa sede, sono reali e conosco persone la cui salute è stata distrutta dalle vaccinazioni.

La valutazione del rischio è difficile perché nessun vaccino per l’infanzia presente nel calendario statunitense è stato sottoposto a un vero e proprio studio controllato con placebo: di solito vengono confrontati con gli altri componenti della fiala (sostanze chimiche come adiuvanti e conservanti, ma senza l’antigene o il virus inattivato – una miscela che può essere la causa della maggior parte degli eventi avversi) o con un altro vaccino. In questo modo, si può dimostrare che non sono peggiori di quelli di confronto, il che andrebbe bene se si disponesse di studi decenti controllati con placebo sui vaccini di confronto. La maggior parte dei medici che prescrivono i vaccini quasi certamente non lo sa. La maggior parte dei medici probabilmente presta poca attenzione anche alla mancanza di studi che stabiliscono l’effetto della somministrazione di decine di dosi di adiuvanti e conservanti immunostimolanti, tra cui i sali di alluminio, a bambini in crescita durante i loro anni formativi. È probabile che sia relativamente innocuo per molti bambini, ma dannoso per alcuni, poiché così funziona la biologia. Tuttavia, se la malattia a cui si rivolge non è quasi mai grave, quell’ “alcuni” può diventare molto significativo. Ogni “alcuni” è un bambino, i cui genitori stanno cercando di fare la cosa giusta, confidando nel fatto che l’istituzione medica stia effettivamente facendo la cosa giusta.

 Pertosse negli Stati Uniti (sinistra) e in Inghilterra (destra)

Fonte: https://healthimpactnews.com/2013/an-honest-look-at-the-historical-evidence-that-vaccines-elimination-diseasys/ https://dissolvingillusions.com/ (modificato) Si potrebbe sostenere che l’antitossina (anticorpi di persone guarite), e poi in misura minore il tossoide (vaccino), hanno avuto un ruolo importante nel ridurre la mortalità. Tuttavia, anche la traiettoria di altre malattie respiratorie infantili è stata discendente in questo periodo. 

Niente di tutto ciò è nuovo per molte persone, dato che l’interesse per i vaccini e per i loro danni e benefici sta crescendo. Tuttavia, la maggior parte dei medici che eseguono vaccinazioni probabilmente non è a conoscenza di gran parte di quanto scritto, soprattutto quelli che si sono laureati negli ultimi due decenni. Se ne sono consapevoli, è probabile che abbiano paura di parlarne, perché rischierebbero di essere etichettati come “No-vax” o con un termine simile, o di essere visti come promotori di “esitazione da vaccino“. L’esitazione vaccinale è ciò che una volta si chiamava consenso informato (o pensare prima di fare).

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo deciso che il consenso informato era essenziale per una medicina etica. Ora, l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera tale pensiero indipendente una minaccia particolarmente pericolosa per i suoi interessi e per quelli dei suoi sponsor. Molti medici di recente formazione considererebbero la conferenza a cui ho assistito 40 anni fa un rischio per la salute pubblica, e i fatti che ci sono stati mostrati “disinformazione”. Inoltre, almeno negli Stati Uniti, si laureeranno con un debito enorme e saranno dipendenti dai sussidi che possono ricevere dalle assicurazioni mediche, che incoraggiano l’offerta o la somministrazione di vaccinazioni. Ecco perché possono essere così sprezzanti nei confronti delle persone intelligenti che dedicano tempo a documentarsi e a mettere in discussione queste cose. Non sono aggressivi o intenzionalmente schierati a favore di Big Pharma; sono solo così indottrinati nella vendita di questi prodotti sanitari e così dipendenti finanziariamente e professionalmente, che non sono in grado di articolare una posizione indipendente, razionale e basata sull’evidenza.

Navigare in un percorso razionale

Per comprendere il problema delle vaccinazioni, la popolazione deve comprendere che le professioni mediche e di salute pubblica hanno perso la capacità di ragionare. Sono esperti nel ripetere ciò che è stato loro insegnato, ma non nel decifrare la realtà. Ci sono anche fanatici e dogmatici dall’altra parte, persone che riescono a vedere solo i danni, ma non i benefici delle vaccinazioni. Non hanno mai considerato le centinaia di migliaia di morti per cancro al collo dell’utero all’anno e non hanno mai assistito allo spettacolo straziante di un bambino che muore di tetano in un paese a basso reddito e che non ha la possibilità di affrontare il suo dolore. Non hanno dovuto rimandare a casa un malato di rabbia perché non c’è nulla che il sistema medico locale possa fare per lui una volta che ha contratto questa malattia.

Fonte: 2011 Greg Beattie – Australian Institute of Health and Welfare (AIHW) 2010. GRIM (General Record of Incidence of Mortality) Books; autore originale Dr Paul Jelfs, aggiornato da Karen Bishop https://vaccinationdilemma.com/historical-death-rates-diseases-vaccination-html/ Il tetano è causato da un batterio che vive nel terreno. La riduzione dello sterco animale nelle strade e una migliore igiene generale hanno probabilmente contribuito notevolmente a ridurre l’incidenza. Rimane un problema importante senza vaccinazione in molti contesti a basso reddito. 

Le persone devono fare le loro scelte da sole. Capire che ci sono rischi reali e benefici reali, come per qualsiasi farmaco. Capire che la ragione principale per cui non moriamo più per molte delle malattie infettive di una volta ha poco a che fare con le vaccinazioni.

Ascoltate un medico, poi ponetegli delle domande precise per verificare se sta guardando vostro figlio nel contesto in cui vive, soppesando entrambi gli aspetti o se sta semplicemente recitando un copione.

Quando i benefici superano chiaramente i rischi, i vaccini hanno senso. Sono un’idea insensata quando è vero il contrario. È difficile orientarsi tra le informazioni disponibili, ma il pubblico deve farlo finché l’establishment medico non si libera dalle catene dei suoi sponsor. Tutti dovrebbero evitare a farsi iniettare qualcosa a scopo di lucro. Dovremmo evitare ancora di più quando la persona che lo inietta viene anche ricompensata economicamente. I medici dovrebbero esitare a iniettare sostanze chimiche e sali metallici a chiunque, a meno che non abbiano forti aspettative di benefici netti. Con i vaccini, come con gli antibiotici e quasi tutti gli altri prodotti farmaceutici, a volte si ottiene un risultato positivo, a volte no. Ovviamente, i governi non dovrebbero imporre l’iniezione di sostanze chimiche commerciali come requisito per partecipare alla società: sarebbe ridicolo.

Uno Stato non può mai fare una valutazione individuale dei costi e dei benefici, e in una democrazia non paghiamo certo il Governo per possedere e dirigere i nostri corpi. Tutto questo è così ovvio e coerente con la pratica convenzionale basata sulle prove scientifiche, che ci si chiede davvero il motivo di tanto clamore.

Robert Malone