Tra decreti sicurezza e bacchette magiche vaccinali, Mattia Feltri confonde il codice penale con la sanità, dimenticando che i batteri non si arrestano.

Prendete un po’ di paura per la criminalità, mescolatela a una spruzzata di emergenza sanitaria e condite il tutto con una spudorata manipolazione dei dati: ecco servito il “Buongiorno” di Mattia Feltri.

Secondo il suo ultimo editoriale, il governo dovrebbe smetterla di inseguire i ladri e iniziare a dare la caccia ai virus a colpi di decreti, come se un vaccino fosse un paio di manette e la medicina una scienza senza rischi. Ma tra il voler salvare il mondo e il trasformare il Ministero della Salute in un commissariato di polizia, Feltri inciampa su un dettaglio non trascurabile: la realtà dei fatti.

L’editoriale, subito ripreso da virostar orfane di COVID,  è un capolavoro di equilibrismo tra il melodramma e la statistica creativa. Il suo ragionamento è disarmante: siccome il governo sforna decreti sicurezza contro i criminali, dovrebbe fare lo stesso contro i batteri, come se si potesse mettere le manette a uno pneumococco o sbattere in cella un virus. Il paragone è talmente zoppo che non sta in piedi nemmeno con le stampelle: confonde un accoltellamento per strada con una polmonite, trattando la medicina come se fosse un episodio di Law & Order.

Feltri agita lo spauracchio della “mancata vaccinazione” attribuendo a questi farmaci poteri quasi magici: per lui i vaccini non sono strumenti sanitari soggetti a limiti, ma bacchette magiche che, se usate per decreto, azzererebbero 8.000 morti di polmonite e 3.000 di HPV. Peccato che la realtà sia un po’ più testarda: l’efficacia totale e l’assenza di rischi sono favole che la scienza seria non racconta. Qualcuno dovrebbe ricordargli il caso AstraZeneca: mentre la retorica ufficiale recitava il mantra del “sicuro ed efficace”, la realtà dei fatti (e delle trombosi) costringeva a ritiri e cambi di rotta. Ma per Feltri, citare i fatti è probabilmente da “delinquenti”.

E che dire dei numeri? L’autore fa un minestrone di dati per far venire i brividi: parla di contagi da morbillo e pertosse tra i neonati, ma si guarda bene dal dire quanti di questi bambini muoiano davvero. Pochissimi in Occidente, grazie a Dio e agli ospedali, non certo per un decreto ministeriale.

Non sa, o non riporta che: “La prognosi del morbillo (nei bambini) è buona… migliorata sensibilmente nelle ultime decadi grazie al contributo decisivo degli antibiotici nelle complicanze batteriche.” — Bartolozzi G., Vaccini e Vaccinazioni, Masson, 2002, p. 419

o che  “Negli Stati Uniti la mortalità è diminuita in gran parte per il miglioramento delle condizioni di vita, ma anche grazie all’efficace terapia antibatterica.” — Nelson W., Trattato di Pediatria, X ed., p. 786,

Secondo ISS in Italia dal 2013 i decessi pediatrici sono stati 3, la causa finale è stata l’insufficienza respiratoria, dovuta a complicanze da morbillo, in bambini con patologie pregresse.

La pertosse è malattia pericolosa per i neonati: questa volta il Nostro ci azzecca. Dimentica, o non sa, che il vaccino non garantisce l’immunità di gregge, come dimostrato dal risorgere periodico della malattia, e che non impedisce di trasmettere il virus, e quindi, indirettamente,  espone neonati e lattanti a un rischio più alto di contagio. Questo perché l’opinione dominante che il vaccino sia la panacea di tutti i mali, in molti casi, convince le persone vaccinate di non rappresentare alcun pericolo, inducendo comportamenti meno prudenti.

Per gonfiare il pallone, Feltri deve infilare nel conto i decessi degli anziani, sperando che nessuno noti il trucco e brandisce i numeri della mortalità per polmonite (8.000 casi) o HPV (3.000 casi) come se fossero sentenze di morte evitabili con un tratto di penna, omettendo però che l’efficacia vaccinale non è mai un valore assoluto del 100%, ma una statistica influenzata da variabili individuali, varianti virali e comorbilità.

Il tocco finale è il moralismo da bar: chi non la pensa come lui non ha una visione diversa della sanità, è direttamente un “criminale”. Insomma, se non vuoi trasformare il Ministero della Salute in un commissariato di polizia che ignora i rischi clinici e le statistiche reali, per Feltri sei tu il vero assassino. Un’analisi tagliente come un coltello di plastica