Immaginiamo una scena semplice: un uomo sfonda la porta di casa vostra, entra e inizia a colpirvi, nel tentativo di difendervi reagite.
Arrivano le autorità e redigono il comunicato ufficiale:
“Condanniamo con fermezza la reazione violenta del proprietario di casa e chiediamo che cessino immediatamente le ostilità.”
Dell’aggressore, nel documento, nessuna traccia.
Proviamo con un altro esempio: in una scuola, uno studente prende a schiaffi un compagno, il compagno reagisce per difendersi, il consiglio d’istituto si riunisce e conclude:
“Il comportamento dello studente che ha reagito è destabilizzante. Deve fermarsi immediatamente.”
Il primo studente? Non viene menzionato nel verbale.
Oppure ancora.
Qualcuno vi ruba l’auto, lo inseguite per riprenderla, il tribunale emette la sentenza:
“Condanniamo l’inseguimento dell’automobilista, avrebbe dovuto mantenere la calma.”
Il ladro rimane una figura secondaria, quasi invisibile.
Ora torniamo alla realtà.
Il 28 febbraio iniziano i bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva una risoluzione che:
– condanna gli attacchi dell’Iran
– chiede all’Iran di fermarsi
– non menziona gli attacchi che li hanno preceduti
Il documento passa con 13 voti favorevoli, mentre Russia e Cina si astengono.
È una dinamica che, col tempo, molti osservatori hanno imparato a riconoscere:
nelle relazioni internazionali, la definizione di “aggressione” e di “difesa” sembra talvolta dipendere meno dalla cronologia degli eventi e più dall’identità dei protagonisti.
La diplomazia dovrebbe essere l’arte dell’equilibrio e della credibilità, ma quando la memoria selettiva diventa metodo, il rischio è che anche le istituzioni nate per garantire l’ordine internazionale finiscano per somigliare a quei regolamenti scolastici in cui, per non creare imbarazzi, si preferisce rimproverare chi reagisce piuttosto che chi ha iniziato.
E questo, più di ogni altra cosa, alimenta nel mondo una crescente sensazione di scetticismo verso certe proclamate “regole internazionali”.

