La nomina a Ministro della Salute di Robert Kennedy Jr. è destinata a sconvolgere i giochi di tanti che, fino a poco tempo fa, utilizzavano senza criterio, come categoria generale ed indistinta, il termine “no-vax”, un termine che, sul piano della negatività, era paragonabile a quello di terrapiattista.
Sulle pagine dei quotidiani nazionali, la figura di Robert Kennedy Jr. è stata violentemente attaccata da penne del giornalismo che, ad occhio e croce, non avevano letto neppure una riga dei suoi scritti, non ne conoscevano le posizioni assolutamente moderate, scambiandole pertanto con quelle virulente e immoderate del candidato presidenziale repubblicano, Donald Trump, e facendo così della propria opposizione politica a Trump un tutt’uno con la propria opposizione presuntamente scientifica. Presuntamente, perché per avere una qualsiasi posizione scientifica sarebbe d’obbligo, come minimo, leggere e saper comprendere i dati di cui l’interlocutore discute. Perché Robert Kennedy non parla di tesi preconcette, ma di dati statistici, e non nega affatto a priori l’utilità dei vaccini ma le politiche sanitarie con cui sono state programmate quelle vaccinazioni pediatriche rese obbligatorie senza oggettiva necessità, come dimostra il fatto che obbligatorie non sono in molti paesi avanzati.
Il suo libro Vaccinati-Non vaccinati. La parola alla scienza edizioni Il Leone Verde, di cui ho curato l’edizione italiana ne è un esempio.
Si assiste pertanto ad uno scenario paradossale: un Robert Kennedy Jr. dalle posizioni moderate, ma portate avanti con determinazione, viene combattuto nel nostro paese da una stampa arroccata su posizioni oltranziste a priori, imbevuta (legittimamente) di spirito anti-trumpiano, in nome del quale si travolge ed insulta dogmaticamente forse l’unico rappresentante del nuovo governo U.S.A. ad incarnare il principio del senso critico e dell’analisi scientifica. Del resto, è implausibile che una nazione che è rimasta costantemente all’avanguardia della ricerca scientifica e tecnologica e che attualmente contribuisce da sola al 25% della produzione scientifica e tecnologica mondiale (vd. The State of US Science and Engeneering 2020 Report ) lasci andare al Ministero della Salute qualcuno che, secondo i nostri giornalisti ed i gruppi di interesse cui son affiliati, sarebbe l’incarnazione dell’anti-scientificità.
Diciamo piuttosto che nelle nazioni in cui la forza della politica e degli interessi farmaceutici possono condizionare, ma non silenziare e tanto meno fare scomparire, la libertà di espressione e, con questa, il libero dibattito sui dati statistici in merito all’assenza di prove scientifiche sulla sicurezza e sugli eventi avversi dei vaccini, e sull’esplosione delle malattie croniche e del neuro sviluppo, non è impensabile che un cosiddetto no-vax salga alla guida del Ministero della Salute in quanto l’opinione pubblica sa che gli effetti dei suoi provvedimenti saranno ancora una volta misurati non su giudizi fideistici ma sui dati.
Cosa potrebbe fare Kennedy, in base a quanto scritto in questi anni:
- Realizzare uno studio clinico che valuti lo stato di salute a lungo termine dei bambini vaccinati, confrontandolo con lo stato di salute dei non vaccinati.
- Potenziare la vaccino-vigilanza attiva, comunicare i dati ottenuti in modo trasparente, distinguendo quelli provenienti dai programmi di sorveglianza attiva rispetto alle segnalazioni spontanee; automatizzare i database rendendoli facilmente fruibili a tutti i ricercatori.
- Studiare i meccanismi che rendono alcuni individui più suscettibili ai danni da vaccino. La prevenzione dei danni da vaccino dovrebbe essere affrontata con lo stesso impegno dedicato alla prevenzione delle malattie infettive, dal momento che la sicurezza dei vaccini, in particolare a lungo termine, è inadeguata in base alle conoscenze scientifiche e non permette una valutazione adeguata dei rischi.
Sono obiettivi che dovrebbero accomunare tutti coloro a cui sta a cuore la salute dei bambini. E’ finalmente venuto il tempo che anche in Italia, in fatto di vaccinazioni, si possano finalmente abbandonare le questioni di fede, e tutti i relativi orpelli nomenclatori riservati agli eretici, ossia ai “no-vax”, e cominciassimo a discutere di prove scientifiche.

