L’Assemblea Mondiale della Sanità – “l’organo decisionale dell’OMS” – si riunirà a Ginevra dal 27 maggio al 1° giugno per discutere e presumibilmente votare gli emendamenti finali al Regolamento sanitario internazionale e al nuovo Trattato sulle pandemie.

L’adozione del Trattato richiede un voto di due terzi dei 194 Stati membri della Assemblea e sarà vincolante solo per gli Stati che lo ratificheranno.

Gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale richiedono invece una maggioranza semplice e diventano vincolanti per tutti gli Stati membri dell’OMS, salvo per quelli che li rifiutino o esprimano riserve entro termini definiti.

AsSIS con altre associazioni ha già inviato, senza ottenere risposta, una lettera alle Istituzioni nazionali e regionali contenente l’appello a respingere il Trattato Pandemico e gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale in discussione

PERCHE

minacciano gravemente i nostri diritti e le nostre libertà in quanto intendono:

  • Modificare le raccomandazioni del Regolamento, diventando da “non vincolanti” a giuridicamente vincolanti in modo che tutti i paesi membri debbano adeguarsi.
  • Permettere l’adozione di documenti sanitari che potrebbero essere utilizzati per limitare l’accesso e i viaggi secondo quanto l’OMS stabilisce.
  • Richiedere la sorveglianza delle informazioni online e la censura delle opinioni classificate come “disinformazione”.
  • Realizzare misure di isolamento estreme, inclusa la “quarantena di viaggiatori sospetti, preferibilmente in strutture lontane dal punto di ingresso”, ovvero “campi di quarantena” come quelli visti durante la pandemia di COVID-19 in Cina.
  • Imporre ai paesi membri di utilizzare alcuni “prodotti sanitari rilevanti” come vaccini, farmaci, secondo i protocolli ufficiali, vietandone altri durante le emergenze.

Oltre all’evidente minaccia all’autonomia nazionale e alle libertà individuali, il Direttore generale dell’OMS non ha fornito agli Stati membri il testo degli emendamenti al regolamento con quattro mesi di anticipo, come prevede la normativa in atto. Ancora non ci sono bozze definitive di nessuno dei due documenti. I negoziati proseguono, con incontri fino al 17 maggio, e le nazioni non avranno tempo per valutare i documenti finali prima del voto.

In pratica, si vorrebbero costringere i Paesi a:

  1. cedere sovranità e potere decisionale in materia di salute al Direttore generale (e ai Direttori delle sei Regioni) dell’OMS; equivale a firmare un assegno in bianco che stabilirà le regole per il funzionamento della prevenzione e della risposta pandemica, consentendo di dichiarare continue pandemie (anche potenziali o presunte) ed altre tipologie di emergenze in modo totalmente discrezionale, con obblighi e limitazioni dei diritti costituzionali volti a condizionare la vita sociale, economica e produttiva di ogni paese;
  2. usare il concetto di “One Health” per legare uomini, animali, piante ed ecosistemi, compresi i cambiamenti climatici, in un unico paniere sotto l’autorità dell’OMS: si creerebbe una regia esterna, avulsa dai meccanismi democratici di ogni paese che diverrebbe titolare del potere di disciplinare tutti gli aspetti della vita quotidiana, delle attività produttive, della gestione del suolo e della fauna;
  3. imporre vaccinazioni approvate con procedure di emergenza, sollevando da ogni responsabilità chi li produce e chi (pagato) li somministra, come avvenuto per quelli contro la COVID-19;
  4. limitare la possibilità per i medici di esercitare la propria professione in scienza e coscienza, attraverso l’imposizione di protocolli sanitari e regole inderogabili sull’assistenza ai pazienti;
  5. giustificare la censura delle “informazioni false (disinformazione) e inaffidabili” sulle minacce alla salute pubblica stabilite dall’OMS, con sorveglianza sui social, e impossibilità di diffondere informazioni non allineate alla narrativa ufficiale;
  6. Far proliferare biolaboratori classificati BLS3 e BLS4 (in Italia uno per regione!), pur non essendo ancora chiarito se la pandemia da SARS-CoV-2 sia originata dalla fuga di materiale biologico da un laboratorio.

RICHIEDIAMO AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI EUROPEE, AI PARLAMENTARI, AI MINISTRI, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:

l’impegno a non aderire a un Nuovo Trattato Pandemico né agli emendamenti ai Regolamenti Sanitari internazionali OMS, o quanto meno ad annunciare un voto contrario se non sarà posposto il voto di almeno 4 mesi (come da Regolamento in vigore) per una seria valutazione e pubblica discussione delle modifiche proposte;

l’impegno immediato a rigettare la prima bozza circolata di Piano Nazionale di Preparazione e Risposta a pandemie respiratorie, che impegnerebbe l’Italia a fare in sostanza ciò che l’OMS sta cercando di far passare e l’approvazione, senza affrettate forzature, di un testo riformulato con l’apporto anche di esperti indipendenti, non implicati nella passata gestione della pandemia, dopo un ampio dibattito pubblico.

L’impegno a garantire la libertà di espressione e di informazione, e a promuovere confronti scientifici aperti, contrastando norme internazionali (di qualsiasi provenienza: OMS, Europa o altri Organismi) o nazionali che li ostacolino, con il pretesto di impedire la cosiddetta «disinformazione».

Una lettera al presidente Biden firmata da 49 senatori statunitensi afferma:

“Il fallimento dell’OMS durante la pandemia di COVID-19 è stato tanto totale quanto prevedibile e ha causato danni duraturi al nostro Paese. Gli Stati Uniti non possono permettersi di ignorare quest’ultima incapacità dell’OMS di svolgere la sua funzione più basilare e devono insistere per ottenere riforme globali dell’OMS prima di prendere in considerazione emendamenti al Regolamento sanitario internazionale o qualsiasi nuovo trattato relativo alla pandemia che aumenterebbe l’autorità dell’OMS”.

Auspichiamo che anche dall’Italia parta la richiesta di una profonda riforma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da tempo “catturata” da interessi politici ed economici certamente diversi da quelli della salute pubblica.

Per approfondire, consultate i comunicati n 12 e n 13 della CMSi.