Antinfiammatori e antipiretici sono ormai pubblicizzati e offerti per curare la febbre da vaccinazione.
Il numero e le somministrazioni delle vaccinazioni sono aumentati a tal punto da rendere commercialmente interessante propagandare l’azione dei farmaci in questo particolare settore.
Si ammette così che i vaccini causano la febbre e contemporaneamente viene “normalizzata” quella che in realtà è una reazione avversa alla vaccinazione.
Secondo la
definizione AIFA “
per reazione avversa si intende un effetto nocivo e non voluto conseguente all’uso autorizzato di un medicinale alle normali condizioni di impiego.”
Quindi la febbre che compare dopo la vaccinazione non è per niente normale, ma è una reazione avversa che può essere definita lieve se si ferma a poche linee o grave se supera i 39 gradi.
Non va banalizzata e andrebbe segnalata alla AIFA secondo appropriata procedura. Pochi medici lo fanno, nonostante l
‘obbligo che hanno, la maggioranza ritiene corretto non spendere qualche minuto del suo prezioso tempo per registrare l’evento avverso provocato dalla vaccinazione. La sotto segnalazione degli eventi avversi è purtroppo prassi comune, ben nota alla stessa AIFA che spesso lo ammette.
Non c’è solo questo.
Oggi ho visitato un bambino di pochi mesi che aveva presentato diarrea dopo vaccinazione antinfluenzale. La madre lo ha riferito alla pediatra vaccinatrice che ha categoricamente affermato che il vaccino non può provocare diarrea. Basta però leggere la scheda tecnica del farmaco per smentire la pediatra e constatare che la diarrea è riportata come un evento comune (1 caso ogni 10) riconducibile alla vaccinazione eseguita peraltro nello stesso giorno. Ovviamente non sono in grado di affermare con certezza che la vaccinazione abbia causato la diarrea (e l’eccessiva sudorazione e lo stato di agitazione del piccolo) in QUEL bimbo, ma negare questa possibilità è lontano dalla corretta pratica medica.
La normalizzazione della febbre da vaccino e la negazione degli eventi avversi sono due fenomeni correlati tra loro.
Hanno in comune l’ossequio al dogma: i vaccini sono sempre sicuri e efficaci, anche al costo di contraddire la realtà.
Se gli eventi avversi sono lievi e transitori possiamo non preoccuparci, ma vanno comunque segnalati; se sono gravi – e purtroppo avvengono, piaccia o no ai vaccinatori – sarebbe doveroso riconoscerli, indennizzare i danneggiati, curarli e comprendere finalmente cosa trasforma una vaccinazione in un killer terribile capace di rovinare tutta una vita.
L’impegno a studiare i meccanismi dei danni da vaccino è minimo, andrebbe potenziato esattamente quanto l’impegno che si profonde sui danni delle malattie.
Per non ascoltare più i racconti di genitori a cui non viene detta la verità, per non visitare più bambini danneggiati dalle vaccinazioni.