l 19 luglio 2025 scade il termine per l’opt-out degli emendamenti ai RSI. La decisione è nelle mani del Ministero della Salute, ma le implicazioni toccano principi di sovranità, trasparenza e libertà scientifica.

Un cambiamento epocale senza dibattito pubblico

Il Comunicato della CMSi denuncia l’assenza di un dibattito pubblico e istituzionale in merito a modifiche significative ai Regolamenti Sanitari Internazionali, approvate per “consenso” nell’Assemblea dell’OMS del 1° giugno 2024. Secondo il regolamento stesso (art. 55 RSI 2005), gli emendamenti avrebbero dovuto essere comunicati agli Stati con almeno quattro mesi di anticipo: ciò non è avvenuto.

Pur in forma mitigata rispetto a versioni precedenti, i nuovi emendamenti sollevano gravi criticità per la sovranità sanitaria nazionale e per il pluralismo scientifico. La CMSi propone pertanto un rigetto netto degli emendamenti, come già fatto da altri Stati, restando nel perimetro degli attuali RSI.

Sei criticità principali degli emendamenti

1. Attivazione ambigua dei poteri dell’OMS

Le nuove definizioni contenute nell’Art. 1 (WHA 77.17) sono ritenute volutamente vaghe e tali da espandere la discrezionalità dell’OMS nell’attivare misure sanitarie vincolanti, riducendo la possibilità per gli Stati di esercitare un controllo autonomo e sovrano.

2. Concentrazione di potere nel Direttore Generale dell’OMS

L’Art. 12, comma 4-bis, attribuisce al Direttore Generale poteri estesi nelle emergenze sanitarie, senza adeguati contrappesi democratici. La CMSi contesta questo accentramento, richiamando la condotta dell’OMS su temi sensibili come l’origine del SARS-CoV-2, la gestione delle raccomandazioni vaccinali e l’esclusione dell’immunità naturale dal concetto di immunità di gregge.

3. Introduzione dei prodotti genici senza criteri chiari

L’Art. 13 degli emendamenti include espressamente i “prodotti genici” tra le contromisure sanitarie, senza definire con precisione criteri di sicurezza, efficacia o consenso informato, esponendo i cittadini a potenziali rischi non sufficientemente valutati.

4. Accordi sanitari segreti tra Stati

L’Art. 43.7 consente accordi sanitari bilaterali o multilaterali non pubblici, mettendo a rischio i principi di trasparenza e controllo democratico. La CMSi segnala come queste prassi abbiano già prodotto danni durante la pandemia.

5. Opacità degli impegni finanziari

L’Art. 44 non chiarisce gli oneri economici che graveranno sui singoli Stati. Questa indeterminatezza potrebbe avere ripercussioni pesanti sui bilanci nazionali e sull’organizzazione dei servizi sanitari.

6. Censura del dissenso scientifico

L’allegato 1 introduce impegni espliciti alla lotta contro la “misinformazione” e la “disinformazione”, demandando all’OMS o ad altri enti sovranazionali il potere di definirle. La CMSi avverte che ciò potrebbe portare alla soppressione sistematica del dibattito scientifico critico, anche se basato su evidenze e argomentazioni metodologicamente fondate.

“La libertà di espressione è un diritto fondamentale… ogni tentativo di reprimere il dissenso è un passo indietro per la democrazia”, ricorda una dichiarazione recente della leader del principale partito d’opposizione, riportata nel documento.

Il principio di “pacta sunt servanda” e le sue implicazioni

Un’ultima nota riguarda l’idea, circolata in ambito istituzionale, secondo cui gli emendamenti non sarebbero vincolanti. Il comunicato contesta questa lettura, ricordando che i trattati internazionali si basano sul principio di pacta sunt servanda, riconosciuto anche dalla Corte di Cassazione. Inoltre, gli obblighi introdotti dagli emendamenti difficilmente sarebbero aggirabili, dato che le eventuali misure alternative dovrebbero comunque essere “equivalenti” e aderenti ai “principi scientifici” — la cui definizione resta però appannaggio delle stesse istituzioni sovranazionali.

Un appello al rigetto e al confronto scientifico

La CMSi — composta da medici, ricercatori e giuristi indipendenti — invita il Governo italiano a rigettare in blocco gli emendamenti e chiede l’apertura di un confronto scientifico e pubblico, fondato su dati e prove, per discutere su basi trasparenti ogni riforma della governance sanitaria globale.