E’ finalmente iniziata la tanto attesa campagna di vaccinazione contro la poliomielite a Gaza. Israele ha sospeso le operazioni militari per permettere agli operatori sanitari di vaccinare circa 640.000 bambini sotto i 10 anni. La campagna di vaccinazione era stata richiesta da tutte le maggiori organizzazioni umanitarie e sanitarie che operano nella Striscia dopo l’annuncio del Ministero della Salute di Gaza, del primo caso di polio da 25 anni in un bambino, diagnosticato in un bambino di 10 mesi a Deir Al-Balah. È possibile che, oltre all’unico caso confermato dall’OMS, ce ne siano molti altri che non hanno causato sintomi evidenti, dal momento che si verifica 1 caso di paralisi ogni 100 bambini contagiati. Quest’anno a Gaza sono stati segnalati sei campioni ambientali positivi al cVDPV2.
La poliomielite è ricomparsa a Gaza a causa della guerra
«Ora che la poliomielite è confermata, la risposta deve essere misurata in ore, non in settimane. Senza un’azione immediata, un’intera generazione è a rischio di infezione e centinaia di bambini rischiano di affrontare la paralisi a causa di una malattia altamente trasmissibile che può essere prevenuta con un semplice vaccino. Questi bambini non hanno il lusso del tempo», sottolinea Jeremy Stoner, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente.
In realtà, la malattia è ricomparsa non tanto perché non sono state effettuate le vaccinazioni di routine ma perché la devastazione condotta dalle truppe israeliane ha distrutto centinaia di impianti idrici con limitazioni all’accesso all’acqua potabile per la popolazione. Più della metà delle strutture vitali, circa 600, sono state danneggiate o distrutte dal 7 ottobre 2023, e quattro dei sei impianti di trattamento delle acque reflue sono stati compromessi. Questo ha portato a un accumulo di liquami non trattati. La poliomielite, che si trasmette principalmente attraverso acqua e cibo contaminati, rappresenta una minaccia ancora più grave per i bambini denutriti e che vivono in precarie condizioni di sovraffollamento. A tutto ciò si aggiunge l’assenza di medicinali a causa dell’embargo imposto dalle autorità di Tel Aviv al passaggio di aiuti umanitari e medici al valico di Rafah; è il cocktail perfetto per la diffusione di malattie e di epidemie.
La poliomielite può diffondersi assai rapidamente anche nei paesi confinanti. E’ praticamente impossibile essere certi che anche con la campagna vaccinale si potrà efficacemente contenere la diffusione del virus, proprio per le caratteristiche della malattia e del vaccino.
La poliomielite
La poliomielite, o paralisi infantile, è un’infezione virale sistemica che è stata una delle principali cause di mortalità, paralisi acuta e disabilità per tutta la vita. I virus sono tre e possono causare una:
- infezione che non coinvolge il sistema nervoso centrale, e provoca una malattia lieve con sintomi lievi:
- infezione che interessa il sistema nervoso centrale, e può causare paralisi.
Meno dell’1% delle infezioni da poliovirus selvaggio provoca la paralisi. Il virus si diffonde più spesso per via oro-fecale: entra attraverso la bocca e si moltiplica nell’intestino. Gli individui infetti diffondono il poliovirus nell’ambiente per diverse settimane, dove può diffondersi rapidamente in una comunità, specialmente in aree con scarse condizioni igieniche.
Esistono due forme di poliovirus
Poliovirus selvaggi
I poliovirus selvaggi sono i ceppi naturali del poliovirus che circolano nell’ambiente. Esistono tre sierotipi: tipo 1, tipo 2 e tipo 3. L’immunità a un sierotipo non conferisce immunità agli altri due. Le epidemie erano in gran parte sconosciute prima del XX secolo. Con il miglioramento delle condizioni igieniche nel XX secolo, l’età media in cui gli individui erano esposti al virus è aumentata. A causa della progressiva riduzione degli anticorpi materni, l’infezione ha sempre più provocato la paralisi.
Il poliovirus selvaggio di tipo 2 è stato dichiarato eradicato nel settembre 2015, il tipo 3 è stato dichiarato eradicato nell’ottobre 2019. Rimane solo il poliovirus selvaggio di tipo 1 che è endemico in due paesi, Pakistan e Afghanistan.
Poliovirus circolante derivato dal vaccino (cVDPV)
L’acronimo cVDPV indica poliovirus circolante derivato dal vaccino. Sebbene rari, sono aumentati negli ultimi anni. Il cVDPV di tipo 2 (cVDPV2) è il più diffuso.

Nella tabella seguente sono riportati i casi di polio paralitica provocati da virus selvaggio e virus vaccinici.
Come provocano la malattia i virus del vaccino orale
Quando un bambino viene vaccinato con il vaccino antipolio orale (OPV), il virus vaccinale si replica nell’intestino per un periodo limitato, fornendo così l’immunità. Durante questo tempo il virus del vaccino viene escreto con le feci. Nelle aree con servizi igienico-sanitari inadeguati, il virus del vaccino può diffondersi nella comunità (e questo può offrire protezione ad altri attraverso l’immunizzazione “passiva”), prima di estinguersi, MA il virus vaccinale escreto può continuare a circolare per un lungo periodo di tempo e può modificarsi geneticamente in una forma in grado di paralizzare. E’ la poliomielite paralitica indotta dal vaccino, il prezzo da pagare per ottenere l’immunità di popolazione.
Di seguito le differenze tra il vaccino ucciso di Salk (IPV) che viene usato in Europa, nella regione del Pacifico e nelle Americhe e il vaccino vivo attenuato di Sabine (OPV) che è somministrato a Gaza, come In Asia e Africa.

SCHEDA DEL VACCINO OPV

La poliomielite di Gaza
Il caso di poliomielite a Gaza è stato causato dal virus vaccinico cVDPV2, e proprio per le caratteristiche che abbiamo illustrato, potranno verificarsi altri casi di paralisi. In questa situazione la vaccinazione è “un pannicello” difronte a una “tragedia umanitaria di proporzioni senza precedenti, con una mole di distruzione e sofferenza umana che non abbiamo visto nel 21° secolo di queste dimensioni”, come affermato da Sigrid Kaag, coordinatrice dell’Onu per gli aiuti umanitari e la ricostruzione per Gaza.
Le pause permetteranno ai bambini di ricevere vaccinazioni antipolio, ma serve ben altro per evitare a Gaza una crisi sanitaria devastante e migliorare le terribili condizioni di vita che favoriscono la diffusione delle malattie. Oltre dieci mesi di bombardamenti quasi continui hanno lasciato la popolazione affamata, indebolita e traumatizzata, distruggendo la maggior parte delle infrastrutture vitali. Gaza ha bisogno di un cessate il fuoco totale e duraturo per permettere l’ingresso sicuro degli aiuti, compreso il carburante indispensabile per mantenere operativi gli ospedali. La comunità internazionale deve intensificare gli sforzi, anche bloccando la vendita di armi al governo israeliano e imponendo sanzioni.
A cosa serve una pausa umanitaria circoscritta se poi quegli stessi bambini vaccinati rischiano di morire un istante dopo sotto le bombe delle forze armate israeliane?
I bambini di Gaza hanno bisogno di un cessate il fuoco immediato, di protezione da ogni forma di violenza, di accesso all’assistenza sanitaria, all’acqua sicura e ai servizi igienici. E tutti gli ostaggi devono essere rilasciati senza condizioni e riuniti ai loro cari.
La pace è il vaccino più efficace contro la poliomielite.
QUI l’articolo di Giulia Bertotto per Byoblu e il video della mia intervista su questo argomento



