La pubblicità della vaccinazione antinfluenzale segue le strategie di marketing di qualsiasi altro prodotto commerciale.

Ecco alcuni esempi: l’influenza quest’anno è terribile, i pronto soccorso sono presi d’assalto, le terapie intensive sono affollate…vaccinatevi, siete ancora in tempo…Il vaccino gratuito, è efficace, privo di effetti collaterali significativi…Se non le avete fatte, siete ancora in tempo, dal momento che la diffusione dei virus respiratori relativi è ancora molto ampia e produce ancora forme gravi evitabili…L’influenza di questa stagione 2023-24 sta infatti avendo conseguenze epidemiologiche molto rilevanti…. 

Venghino signori, venghino: ricordano quei venditori d’altri tempi che proponevano lozioni miracolose per far crescere i capelli ai calvi o sciroppi formidabili contro ogni tipo di malattia, novelli Vanna Marchi della sanità.

In questa folle comunicazione pubblicitaria, le prove scientifiche non hanno posto perché dicono ben altro rispetto a quanto raccontano i piazzisti del farmaco.

1. In autunno-inverno ci si ammala per sindromi simil-influenzali molto più che per l’influenza.

L’influenza è causata da virus specifici, possono essere A o B e il vaccino è rivolto SOLO contro quattro virus influenzali (due di tipo A e due di tipo B) che si ritiene saranno i più diffusi nella prossima stagione invernale. Non ha alcun effetto contro tutti gli altri virus circolanti nel periodo, che sono centinaia, né contro i batteri. Continuare in questo equivoco serve ai venditori di vaccini, ma è profondamente scorretto perché la sintomatologia simil-influenzale può essere provocata da una moltitudine di germi e virus, ed il più delle volte rimane di origine sconosciuta.

In realtà, solo la 10ª parte circa delle sindromi influenzali è causata dai “virus influenzali”.

In un campione di 10.000 persone prese in esame dallo studio, 9.300 non si sono ammalate. Solo 700 hanno contratto una ILI (sindrome simil influenzale), e solo 77, ovvero l’11%, è stato colpito dalla “influenza” propriamente detta. Per la maggioranza di chi si è ammalato, 475 soggetti, la causa è rimasta sconosciuta. Tom Jefferson definì sul Sole 24 ore Sanità. 1-7 dicembre 2009 “un allarme senza evidenze” l’inquietante campagna per promuovere la vaccinazione antinfluenzale.

2 Il vaccino funziona poco

Alcuni anni funziona un po’ di più: il 60% nella stagione 2010-2011, altri decisamente meno: il 19% nella stagione 2014-2015, ma comunque sempre SOLO contro i virus influenzali che si è previsto che circoleranno nel nostro emisfero.

Tenforde et al dei CDC hanno pubblicato un recente studio per valutare l’efficacia del vaccino antinfluenzale (VE) durante la stagione 2022-2023 sugli accessi al pronto soccorso/cure urgenti (ED/UC) associate all’influenza A e ai ricoveri da ottobre 2022 a marzo 2023 tra gli adulti (di età ≥18 anni) con malattia respiratoria acuta (ARI). L’influenza rappresentava il 17% di tutte le infezioni respiratorie virali, e solo il 9,5% dei ricoveri respiratori era dovuto all’influenza; peraltro, il 52,8% dei ricoverati era vaccinato. L’efficacia del vaccino nei confronti del ricovero causato da virus influenzale A è stata del 35% in media, con percentuali che vanno dal 23% nelle fasce di età 18-64 anni al 41% negli over 65 anni.

3 Il numero di persone che bisogna vaccinare per evitare 1 caso di influenza

Sulla base di tutti gli studi validi disponibili, le Revisioni sistematiche Cochrane hanno calcolato il numero di persone che è necessario vaccinare (NNV) per evitare 1 caso di influenza e 1 di sindrome simil influenzale (ILI).

  • Per i bambini da 2 a16 anni bisogna vaccinarne 5 per evitare 1 caso di influenza confermata in laboratorio e 12 per evitare 1 sindrome simil influenzale (che include l’influenza). L’efficacia nella fascia 6-35 mesi sembra significativamente minore.
  • Per gli adulti (16-65 anni) bisogna vaccinarne rispettivamente 71 e 29 per evitare 1 influenza.
  • Per le gravide bisogna vaccinarne 55 per evitare 1 influenza.
  • Per gli anziani >65 anni bisogna vaccinarne 30 per evitare 1 influenza e 42 per evitare una ILI (che include l’influenza).
  • 4 Le conseguenze (negative) inattese della vaccinazione

Lo studio osservazionale con “disegno di regressione discontinua”, cioè simile a un “RCT con aderenza imperfetta”, ha evidenziato negli anziani vaccinati:

  • + 0,6(da -1,5 a +2,7) di ricoveri per polmonite e influenza ogni 10.000i,
  • + 2,3 (da -2,8 a +7,4) ricoveri per malattie respiratorie
  • + 5,1 (da -2,7 a +12,8) ricoveri per malattie circolatorie
  • + 9,1 (da -1,4 a +19,6) ricoveri totali
  • + 1,1 (da -1,0 a +3,3) morti totali.

Se l’effetto è benefico per soggetti con certe patologie (com’è documentato per sindromi coronariche acute, probabile per scompenso cardiaco, o con BPCO…), non si rileva un beneficio complessivo, ma l’effetto tende al danno.

Gli anziani senza sindrome coronarica acuta recente, hanno avuto una mortalità cardio vascolare in tendenza maggiore, e non di poco rispetto ai non vaccinati (rapporto di rischio 1,45; 0,842,50).

5 Vaccinazione per l’influenza e demenza o Alzheimer

Una ricerca durata 20 anni tra la popolazione inglese ha trovato, contrariamente alle attese dei ricercatori, associazione tra incidenza di demenza e vaccinazioni attuate in età avanzata, con rischi maggiori con l’aumentare del numero di inoculazioni.

Con 10 vaccinazioni fatte dai 50 anni, il rischio di demenza aumentava del 50% rispetto a nessuna vaccinazione.

Per la demenza di Alzheimer il rischio era aumentato dell’80% rispetto a nessuna vaccinazione.

Ormai abbiamo imparato a difenderci dalle pubblicità ingannevoli, e questa campagna vaccinale condotta senza riferimenti scientifici, senza prove, senza dati. ricorda quella dei pandoro della Ferragni, pagati a caro prezzo per un arricchimento personale e nessun vantaggio per la comunità.