Il morbillo torna sulle prime pagine dei giornali. E’ troppo fresco il ricordo della comunicazione terroristica usata durante da pandemia di COVID-19, con i bollettini quotidiani di casi, decessi, indice di trasmissione e di contagio per non notarne le somiglianze; i toni sono gli stessi, l’obbiettivo è il medesimo: spaventare la popolazione, esagerando i rischi, proporre la vaccinazione come strumento salvifico.

Anche la comunicazione ufficiale, il bollettino Morbillo & Rosolia News dell’Istituto Superiore di Sanità, potrebbe essere più esauriente nei dati che fornisce, cercheremo di esporre le nostre osservazioni.

Esaminiamo il bollettino n. 69 – febbraio 2024 che descrive i casi di morbillo e di rosolia segnalati al sistema di sorveglianza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023.

In questo periodo sono stati segnalati 43 casi di morbillo da 10 Regioni/Province Autonome. In particolare, si è osservato un aumento negli ultimi quattro mesi dell’anno, con 32 casi segnalati tra settembre e dicembre 2023, rispetto a 3 casi nello stesso periodo del 2022, si sente il bisogno di sottolineare.

La popolazione italiana nel 2023 è di poco sotto i 59.000.000. Ricordiamo altresì che i casi totali di morbillo nel 2022 sono stati 15, nel 2021 solo 8.

Il morbillo è sempre stato così: è endemico, con ondate epidemiche, come quella del 2017 con 5397 casi, il che ha “giustificato” la legge Lorenzin che ha approfittato di questo classico andamento per rendere obbligatori 10 vaccini.

Attenzione, dei 43 casi, solo 39 sono stati confermati da analisi,1 è stato definito “probabile” e 3 “possibili”. Sarebbe quindi più corretto scegliere questo dato (39) come numero dei casi totali di morbillo in Italia nel 2023, ma il bollettino sceglie di usare il totale di 43. Vabbè, sono solo 4 in più in fondo, vedremo che valutazioni farà l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC).

L’età mediana dei casi è pari a 27 anni (range: 1-65 anni) e oltre la metà dei casi (24/43) ha un’età compresa tra 15 e 39 anni. L’incidenza più elevata è stata osservata nella fascia di età 0-4 anni (2,75 per milione), seguita dalla fascia 15-39 anni (1,52 per milione). Non sono stati segnalati casi in bambini sotto l’anno di età.

Anche qui il bollettino assume che i casi siano 43 e non 39, e non presenta il numero assoluto dei casi nelle varie fasce di età.

Inoltre, la suddivisione in queste fasce di età è opinabile, dal momento che si precisa che lo stato vaccinale è noto per 41 casi di 43 (92,7%), di cui 38 (88%) erano non vaccinati al momento del contagio, un caso era vaccinato con una dose, e due casi erano vaccinati con due dosi.

Allora sarebbe più opportuno suddividere in altro modo la popolazione pediatrica:

0-1 anno (perché in questa fascia non si può ancora vaccinare); 1-5 anni perché i soggetti sono sottoposti a 1 dose di vaccino e 6-14 anni perché questa categoria dovrebbe comprendere chi ha terminato il ciclo vaccinale con la seconda dose.

Ricordiamo che il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia-varicella è sempre obbligatorio, e la sua revisione, prevista dalla stessa legge Lorenzin 3 anni dopo l’entrata in vigore della norma, non è stata ancora eseguita.

Complicazioni

Il bollettino ci informa che il 25,6% dei casi (13/43) ha riportato almeno una complicanza. La complicanza più frequentemente riportata è stata la diarrea (6 casi), seguita dalla polmonite (4 casi), dall’insufficienza respiratoria (3 casi), dalla cheratocongiuntivite (3 casi) e dall’epatite o aumento delle transaminasi (3 casi) (Figura 4). Dal grafico si evince che, evidentemente, più pazienti devono avere riportato più complicanze.

Non sono forniti dati utili, quali l’età di chi ha presento complicanze, lo stato vaccinale, l’esito dei 31 casi ricoverati, le diagnosi di dimissioni. Ricordiamo che il morbillo è una malattia a prognosi favorevole nei bambini sani, mentre il decorso può essere più impegnativo negli immunodepressi, in chi ha patologie croniche, o comunque negli adulti e negli anziani.

Insomma, è il morbillo, non la peste bubbonica!