Tre mesi: dopo poco più di 90 giorni, i vaccini COVID perdono efficacia non solo contro il contagio, ma anche rispetto al rischio delle forme gravi della malattia che possono provocare il ricovero in ospedale o la morte.

La popolazione lo aveva percepito da tempo, decretando il fallimento della campagna vaccinale in corso, che furbescamente vede la cosomministrazione del vaccino antinfluenzale e COVID, ora è certificato dall’Ecdc, il centro europeo per la prevenzione delle malattie.

Lo studio è stato condotto sulla popolazione over 50 di sei Paesi europei. L’efficacia iniziale della terza dose rispetto al rischio di ospedalizzazione è stata di circa il 50% ma l’effetto è nettamente diminuito dopo 12 settimane per diventare quasi nullo dopo 24, con stime di efficacia tra il 13 e il 17%.

Percentuali di protezione più o meno simili si sono rilevate anche per la mortalità.

Con la quarta dose la protezione subito dopo la somministrazione sale tra il 76-79% contro il rischio di ricovero e al 76-85% contro quello di morte. Ma dopo 12 settimane la copertura già cala tra il 33 e il 49% contro il pericolo di ricovero e tra il 50 e il 63% contro il decesso. Percentuali che scendono ancora di più per gli ultraottantenni.

L’efficacia della quinta dose è stata invece testata solo tra gli over 80 in Portogallo e Belgio. Poco dopo il nuovo richiamo l’efficacia rispetto alla ospedalizzazione è risultata pari al 72%, per scendere quasi a zero dopo circa tre mesi (12 settimane). La protezione del vaccino rispetto al pericolo di morte dopo la quinta dose è stata inizialmente del 64% ma tra le 12 e le 24 settimane è andata rapidamente calando fino a scendere ad un quasi insignificante 3%.

Insomma, l’efficacia diminuisce più velocemente con l’aumentare del numero dei richiami ma questo non impedisce al centro europeo di affermare “che l’intervallo di tempo trascorso dall’ultima dose è più importante del numero totale di dosi somministrate nel livello di protezione contro l’ospedalizzazione e il decesso per Covid.” 

Questi risultati supportano chiaramente la politica di fornire booster aggiuntivi periodicamente per mantenere la protezione, soprattutto per le persone di età ≥80 anni.

Già, periodicamente: si arriverà alla vaccinazione mensile, quindicinale o settimanale?