Ci sono pervenute diverse segnalazioni da parte di genitori preoccupati dalla visione di un video che teorizza presunte vaccinazioni che verranno effettuate negli Istituti Scolastici senza il consenso informato ed all’insaputa degli stessi. Correlata alle previsioni nefaste viene ovviamente proposta una soluzione alquanto discutibile.
AsSIS, in qualità di Associazione per l’informazione sulla Salute, si sente in dovere di fornire rassicurazioni fondate su elementi di diritto e scevre da pirotecniche previsioni infauste.
Le vaccinazioni sono da inserire nell’alveo di qualsivoglia trattamento sanitario e pertanto soggiacciono alle norme sul consenso informato che regolano tutti i trattamenti sanitari sia relativi agli adulti sia ai minori. La Legge n. 219/2017, disciplina all’art. 1 il consenso informato, mirando alla tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona, e stabilendo che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.
L’articolo 1 specifica, nel dettaglio: “il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”, nel rispetto dei principi della Costituzione (artt. 2, 13 e 32) e della Carta dei diritti fondamentali UE.
Quanto ai minori e agli incapaci, si statuisce che il consenso informato sia espresso o rifiutato “dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore” e pertanto dai genitori.
Il consenso informato, come condizione per la liceità di qualsivoglia trattamento sanitario, trova fondamento nell’autodeterminazione, nelle scelte che riguardano la propria salute, intesa come libertà di disporre del proprio corpo, diritti fondamentali della persona sanciti dagli artt. 2, 13, 32 Cost. e dagli artt. 1, 2 e 3 della CDFUE. Ulteriore dato di rilevanza rispetto al consenso da richiedere prima di ogni vaccinazione, risiede in una necessaria ed adeguata emersione dei dati essenziali per una completa e corretta anamnesi pre-vaccinale, destinata, tra l’altro a valutare l’idoneità dell’interessato alla vaccinazione.
Pertanto, finanche la natura “obbligatoria” del vaccino non ha mai escluso la necessità di raccogliere il consenso informato. L’obbligatorietà del vaccino, ha spiegato la Corte Costituzionale in un recente pronunciamento del 2023, lascia comunque al singolo la possibilità di optare se adempiere o sottrarsi all’obbligo, assumendosi responsabilmente, in tale secondo caso, le conseguenze previste dalla legge. Se, piuttosto, il singolo adempia all’obbligo vaccinale, il consenso, pur a fronte dell’obbligo, è rivolto, proprio nel rispetto dell’intangibilità della persona, ad accordare la materiale inoculazione del vaccino. Il consenso deve essere prestato sempre in forma scritta e/o con videoregistrazioni.
Il progetto che viene sventolato per spaventare gli utenti che si imbattono nel video in questione è quello della “Rete Scuole che Promuovono la salute”. Leggendo accuratamente il progetto si legge: “Le scuole aderenti condividono la visione di promozione della salute espressa dall’Organizzazione Mondiale Sanità nella Carta di Ottawa (1986), e i valori e la prospettiva rappresentati dalla Risoluzione di Vilnius – Migliorare le scuole attraverso la salute emersa dalla Terza Conferenza Europea delle Scuole che Promuovono Salute (giugno 2009, Vilnius, Lituania) che vede la scuola, luogo di apprendimento, di sviluppo di competenze e al tempo stesso contesto sociale in cui agiscono molteplici determinanti di salute, come uno degli ambienti strategici per il benessere individuale e collettivo e individua nella promozione della salute uno dei fattori prioritari per migliorare gli apprendimenti degli alunni. Attraverso un percorso di lavoro condiviso ed inter-settoriale, che coinvolge mondo della sanità e mondo della scuola, è stato messo a punto un Modello d’azione e sono stati predisposti degli strumenti di lavoro che supportano le scuole nel processo di autovalutazione che si fonda sulla lettura del loro profilo di salute e nella pianificazione di azioni di miglioramento”.
Odiernamente non si esclude in via aprioristica che la scuola possa proporre un progetto che preveda vaccinazioni in sede, come già successo in un remoto passato, ma in tal caso sarà premura del Dirigente Scolastico informare la famiglia attraverso l’invito alla sottoscrizione di un consenso informato. Di conseguenza, sarà compito di ciascuna famiglia, in scienza e coscienza, decidere se accettare il trattamento sanitario proposto in nome e per conto del minore oppure rifiutare. Si suggerisce di non agire con diffide preventive che mettano in difficoltà non solo chi le riceva ma offrirebbero la privacy dei genitori e quella dei minori in pasto a soggetti non titolati al rispettivo trattamento.
Alla luce di quanto sopra, si invitano i genitori lettori a privilegiare un’informazione di qualità quando si tratta di minori di età evitando di aderire ad azioni collettive che portino ad inutili attriti con le istituzioni che li hanno quotidianamente in cura.
Interfacciarsi con le Istituzioni offre la possibilità di educare i propri figli ad una relazione con le stesse che sia sana e di reciproco rispetto evitando la logica del nemico. I bambini hanno bisogno di avere fiducia nel mondo e nel futuro non certo di vedere insidie anche nel luogo ove si recano ogni giorno. Ciò non toglie che come genitori siamo chiamati a mantenere alta la guardia, la conoscenza, la formazione per tutelare i diritti dei nostri figli in ogni situazione.

