Appare davvero surreale e anche un po’ ridicola questa polemica sulla cancellazione delle multe a chi non ha osservato l’obbligo della vaccinazione contro la covid.
Alla notizia del provvedimento, sono immediatamente riapparsi virologi e affini , gli zombie della pandemia, gli imbonitori del terrore mediatico. Hanno polemizzato e criticato, proprio loro, che hanno gestito – con risultati tra i peggiori al mondo – la salute degli italiani in quegli anni con argomentazioni pretestuose e prive, davvero, di prove scientifiche.
Ci dicano, se hanno ancora un po’ di fiato da spendere: perché è stato decretato l’obbligo vaccinale e definite le relative sanzioni?
Se l’obbligo è stato decretato per creare immunità di comunità, cioè per proteggere anche gli altri (come dissero avventatamente Draghi e il Papa) sono stati smentiti dai fatti, prima ancora che dalla audizione al parlamento europeo della rappresentante della Pfizer, poi dalle dichiarazioni di AIFA e da decine e decine di pubblicazioni scientifiche. Queste hanno dimostrato senza ombra di dubbio che i vaccinati, dopo qualche settimana, si ammalavano e contagiavano più dei non vaccinati.
Se l’obbligo serviva a difendere la salute individuale, dal momento che le persone sembravano sottovalutare i rischi che correvano infettandosi e avrebbero pesato sulle casse del Sistema Sanitario Nazionale, ci dicano perché, stessa maniera, non sono mai state emanate sanzioni per chi è obeso, per chi non pratica attività fisica, per chi fuma o eccede nell’alcol, tutti comportamenti che rappresentano fattori di rischio per l’ insorgenza di malattie croniche e che causano molti più decessi del SARS-CoV-2.
Insomma, l’obbligo era insensato e immotivato, inutile per difendere gli altri e pertanto doveva essere lasciato alla libera scelta individuale.
Siamo soddisfatti per l’eliminazione delle multe, ora serve un passo in più: riconoscere una volta per tutte che i vaccinati non proteggevano gli altri, anzi erano i maggiori responsabili dei contagi dopo qualche mese dalla effettuazione della vaccinazione, e che imporre il Green pass è stato insensato e inutile.
Chiediamo al Ministro della Salute un atto di coraggio, in scienza e coscienza:
1. riconoscere che il Green Pass non era altro che un modo surrettizio per costringere le persone a vaccinarsi
2. dichiarare che i vaccini Covid non potevano creare immunità di comunità e quindi il vaccinarsi non serviva a proteggere gli altri. Questo dice la Scienza, tanto invocata e assunta come bussola da governanti che ne hanno strumentalizzato i risultati.
Servono parole conclusive per una pacificazione nazionale: chi ha vissuto per mesi e mesi senza stipendio, subendo gli insulti e le accuse più infamanti , chi ha fatto code interminabili per eseguire un tampone per poter lavorare, chi ha visto restringersi gli spazi di libertà e di partecipazione, oggi vede confermate le proprie opinioni proprio da quella scienza usata come una clava contro di lui.
E’ il momento di dire la verità e dí fare giustizia, di ammettere che avere concesso un Green pass per nove mesi ai vaccinati (che dopo 4-5 mesi si contagiavano più dei non vaccinati) e aver costretto a tamponi ogni 48 ore i non sierati, è stato un modo per discriminare inutilmente le persone, dí calpestare i diritti costituzionali e dí favorire i contagi.
Non basta togliere le multe, iniziamo a raccontare la verità!