Capita spesso di vedere bambini trattati “in automatico” con antibiotici (e talvolta antipiretici e cortisonici) ad ogni febbre. I numeri lo confermano ma le linee guida raccontano altro:
- Quanti bambini ricevono antibiotici? In Italia nel 2023 quasi 1 bambino su 2 (49,9%) sotto i 13 anni ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici; in media 2,7 confezioni per bambino trattato. Dato in crescita rispetto al 2022.
- Mal di gola: quanto è davvero batterico? La faringite streptococcica (GAS) causa ~25% dei mal di gola in età pediatrica, nel 75% dei casi l’antibiotico non serve.
- Otite media acuta (OMA): Senza antibiotici l’OMA migliora nell’81% dei casi; con antibiotici beneficio modesto e nessun vantaggio sul dolore entro 24 h.
- Bronchiolite: è (quasi) sempre virale e nelle linee guida italiane non sono raccomandati antibiotici né cortisonici (se non in particolari eccezioni).
- Prescrizioni non confermate: in reparti italiani di pediatria, il 47% dichiara di prescrivere antibiotici nella faringite senza conferma microbiologica (es. tampone), aumentando il rischio di uso inappropriato.
Ogni ciclo inutile aumenta reazioni avverse (rash, vomito, diarrea) e alimenta antibiotico-resistenza, un problema su cui l’Italia è ai vertici europei.
Antipiretici/cortisonici?
- Antipiretici (paracetamolo/ibuprofene): da usare solo se la febbre dà disagio al bambino, non solo se la temperatura supera i 38°.
- Cortisonici: non di routine nelle infezioni virali comuni (es. bronchiolite).
In pratica
- Niente antibiotico “preventivo” su influenza/raffreddore/bronchiolite: sono virali.
- Faringite: prima test rapido/tampone; antibiotico solo se GAS positivo. Ne abbiamo parlato qui.
- Otite: valutare età, gravità, dolore, bilaterale/otorragia; spesso basta aspettare.
Abbiamo citato 10 fonti ufficiali e le linee guida sono chiare ,a nella pratica gli antibiotici vengono usati ancora troppo facilmente.
Ogni febbre diventa un motivo per prescrivere, o anche per somministrare senza consiglio medico, il farmaco che non serve; così facendo, danneggiamo il microbiota dei bambini e alimentiamo un problema globale: la resistenza agli antibiotici.
L’antibiotic stewardship è un modo diverso di guardare agli antibiotici: non più come un’arma da usare senza misura, ma come una risorsa preziosa da preservare. Significa adottare un approccio consapevole e ragionato in cui ogni prescrizione nasce da una scelta ponderata: l’antibiotico giusto, nella dose giusta, per il tempo necessario e solo quando davvero serve. È una strategia che mette al centro non solo la cura del singolo paziente, ma anche la responsabilità collettiva verso la salute pubblica.
Dietro questo concetto c’è un equilibrio delicato: curare efficacemente oggi, senza compromettere la possibilità di curare domani.
L’uso improprio degli antibiotici — per infezioni virali, in dosi eccessive o per troppo tempo — ha alimentato uno dei più grandi problemi della medicina moderna: la resistenza batterica. L’antibiotic stewardship cerca di invertire questa tendenza, promuovendo diagnosi più accurate, rivalutazioni tempestive delle terapie e un impegno continuo nella prevenzione delle infezioni.
In fondo, è un cambio di mentalità: passare dalla logica del “prescrivere per sicurezza” a quella del “prescrivere con saggezza”. Un esercizio di equilibrio tra scienza, prudenza e responsabilità, che ci ricorda come la medicina più efficace sia spesso quella che sa dosare non solo i farmaci, ma anche le scelte.
La visita pediatrica
Andare dal pediatra è anche un momento di confronto, di fiducia, ma anche di incertezza. Molti genitori arrivano al colloquio pieni di domande, talvolta di timori, e non sempre trovano il tempo o lo spazio per esprimerle. Eppure, il colloquio con il pediatra è un’occasione preziosa per costruire un’alleanza autentica: un dialogo che non si limita alla cura di un sintomo, ma che abbraccia la salute del bambino nel suo insieme — fisica, emotiva, ambientale.
Prepararsi a questo incontro significa non solo raccogliere informazioni, ma anche imparare a comunicare: saper raccontare ciò che si osserva a casa, porre domande chiare, chiedere spiegazioni senza timore e soprattutto partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il proprio figlio.
Una buona comunicazione con il pediatra non nasce dal caso, ma dalla consapevolezza che il genitore è parte integrante del processo di cura. Ricorda di:
- Non chiedere antibiotici “per prudenza” o “per copertura”: nella maggior parte dei casi, febbre, tosse o raffreddore sono di origine virale e non traggono alcun beneficio dagli antibiotici.
- Informati se esistono test che aiutano nella diagnosi o se è possibile aspettare 48–72 ore: molti quadri infettivi si chiariscono con il tempo o possono essere confermati da test rapidi (come il tampone faringeo), evitando così terapie inutili.
- Seguire la posologia e la durata prescritta: sospendere l’antibiotico troppo presto o modificarne la dose può ridurne l’efficacia e favorire lo sviluppo di batteri resistenti.
- Non conservare e riutilizzare antibiotici: ogni infezione è diversa, e ciò che è stato utile una volta può essere dannoso in un altro contesto. Gli antibiotici “avanzati” non sono mai una buona idea.
- Fare davvero prevenzione: uno stile di vita sano, una buona igiene, una corretta alimentazione e il giusto riposo rafforzano il sistema immunitario e riducono il rischio di ammalarsi.
- Chiedere sempre spiegazioni: se qualcosa non ti è chiaro — il motivo della prescrizione, gli effetti collaterali o le alternative — non esitare a chiedere. Un buon pediatra accoglie le domande come segno di attenzione e collaborazione.
- Osservare e comunicare: racconta in modo preciso l’andamento dei sintomi, la risposta alle cure, i comportamenti del bambino. Più informazioni fornisci, più il pediatra potrà personalizzare la valutazione.
- Promuovere la cultura dell’uso consapevole degli antibiotici anche nella scuola e tra gli altri genitori: la salute dei bambini è un bene collettivo, e ogni scelta responsabile contribuisce a proteggerla
Frasi utili in caso di visita pediatrica:
Nei paragrafi che seguono troverai una mini-guida pensata per aiutarti ad affrontare il colloquio con il pediatra in modo sereno, chiaro e costruttivo.
È un piccolo strumento pratico per sentirti più preparato e partecipe, perché una buona comunicazione è alla base di ogni percorso di cura, troverai esempi di frasi brevi da usare subito, formulazioni più articolate per conversazioni approfondite e brevi dialoghi che mostrano come impostare un confronto rispettoso e collaborativo.
Scegli le frasi che rispecchiano la tua preoccupazione, puoi leggerle ad alta voce come promemoria prima della visita o, se preferisci, stamparle e portarla con te: sarà un aiuto concreto per trasformare il momento della visita in un vero dialogo orientato alla salute del tuo bambino, i medici apprezzano genitori informati e collaborativi. Mantieni un tono rispettoso ma fermo — l’obiettivo è prendere decisioni condivise, basate su prove e orientate alla salute del bambino.
Frasi utili per il colloquio con il pediatra:
“Secondo lei è probabile che sia un’infezione batterica o virale?”
“Possiamo aspettare 48–72 ore e rivalutare prima di iniziare un antibiotico?”
“È possibile fare un test rapido (per esempio per lo streptococco) prima della terapia?”
“Qual è il beneficio atteso con questo antibiotico? Quali sono i rischi?”
“Possiamo usare un antibiotico a spettro più ristretto?”
“Quale dose e per quanti giorni? Possiamo programmare una rivalutazione tra 48–72 ore?”
“Ci sono alternative non antibiotiche che possiamo provare prima?”
“Come influisce questo farmaco sul microbiota del mio bambino?”
“Quando devo tornare o chiamare se non migliora?”
“Vorrei evitare antibiotici inutili perché alterano il microbiota: possiamo applicare una strategia di attesa controllata se la situazione lo permette?”
“Se prescrive un antibiotico, preferirei uno mirato e la durata minima efficace: può spiegarmi la scelta?”
“Vorrei capire quali segni clinici giustificherebbero l’inizio della terapia antibiotica: cosa devo osservare a casa?”
“Siamo preoccupati per le ricorrenze: cosa suggerisce per individuarne la causa e prevenirle (esami, controlli, alimentazione)?”
Domande specifiche per le infezioni più comuni
Raffreddore / Bronchiolite / Influenza
“È verosimilmente virale? Possiamo gestire i sintomi a casa (idratazione, riposo, antipiretico)?”
“Se peggiora, quali segni richiedono antibiotici o ricovero?”
Otite media
“Il bambino è stabile: possiamo osservare 48–72 ore prima di iniziare l’antibiotico?”
“Se serve, quale antibiotico e per quanti giorni?”
Faringite / Mal di gola
“È possibile eseguire un test rapido per lo Streptococco prima di iniziare la terapia?”
Polmonite
“Quali esami giustificano la terapia antibiotica? Possiamo rivalutare dopo 48–72 ore con radiografia o visita di controllo?”
Se il bambino ha ricevuto molti antibiotici in passato
“Vorremmo capire le cause delle ricorrenze: può suggerire esami o una valutazione specialistica (immunologia, allergologia, microbiologia)?”
“Cosa possiamo fare per ridurre il ricorso agli antibiotici in futuro (prevenzione, alimentazione, controllo ambientale)?”
Frasi per chiedere collaborazione e chiarezza
“Vorremmo prendere decisioni che salvaguardino la salute a lungo termine del bambino: può aiutarci a bilanciare rischi e benefici?”
“Apprezzo il suo consiglio clinico: possiamo trovare insieme la soluzione meno impattante per il microbiota?”
“Mi può lasciare per iscritto dose, durata e segni di allarme?”
“Cosa possiamo fare a casa per sostenere il recupero senza farmaci?”
Suggerimento pratico finale
Stampa una breve checklist (5-6 frasi chiave) da portare in tasca o sul telefono:
- “È probabile che sia virale o batterico?”
- “Possiamo aspettare 48–72 ore?”
- “Esistono test veloci che possiamo fare?”
- “Quale antibiotico, dose e durata se necessario?”
- “Quando ci rivediamo?”

