Si parla spesso di una possibile recrudescenza delle infezioni da Streptococcus β-emolitico di gruppo A (SBEA), il batterio responsabile della scarlattina e di molte faringotonsilliti batteriche.
Mi capita di sentire racconti di bambini sottoposti anche a 4 cicli di antibiotico in un anno perché “prendono sempre lo streptococco”.
E’ importante riconoscere queste infezioni senza farsi prendere dalla fretta o dall’allarmismo.
Riconoscere la scarlattina e la faringotonsillite batterica
La scarlattina non è scomparsa, ma molti medici più giovani quasi non la vedevano più.
Febbre, mal di gola, lingua “a fragola”, esantema puntiforme e linfonodi laterocervicali ingrossati sono i segni tipici, non sempre tutti presenti.
Quando si sospetta un caso, il medico può confermare la diagnosi con un tampone rapido per SBEA o, se necessario, con un esame colturale.
Nel caso della faringotonsillite acuta (FTA), invece, la diagnosi è soprattutto clinica: non basta un tampone per decidere la terapia. Si utilizzano criteri standardizzati, come il punteggio di McIsaac, che aiuta a valutare quanto è probabile che il mal di gola sia di origine batterica.
Il punteggio di McIsaac è uno strumento semplice ma prezioso che guida il medico nella valutazione della probabilità di infezione streptococcica.
| Criterio Clinico | Punteggio |
|---|---|
| Temperatura ≥ 38°C | +1 |
| Assenza di tosse | +1 |
| Linfonodi laterocervicali dolenti | +1 |
| Tumefazione o essudato tonsillare | +1 |
| Età 3–14 anni | +1 |
| Età 15–44 anni | 0 |
| Età ≥45 anni | −1 |
Totale possibile: 0–5 punti

Da: POSSIBLE RECRUDESCENCE OF INFECTIONS (ALSO)FROM GROUP A STREPTOCOCCUS (GAS) (Medico e Bambino 2023;42(1):45-47. doi: 10.53126/MEB42045)
Questo approccio impedisce che il tampone diventi un atto meccanico e acritico.
Un tampone positivo non basta per prescrivere un antibiotico: il risultato va interpretato nel contesto clinico.
Fino al 20-30% dei bambini in età scolare può ospitare il batterio in gola senza alcun sintomo: sono i cosiddetti portatori sani.
Curarli non serve e può anzi fare danni: altera il microbiota, favorisce resistenze e alimenta l’idea distorta che ogni febbre richieda un farmaco.
Il messaggio è semplice ma cruciale: la medicina non è un test, ma un ragionamento.
Nel trattamento, nulla cambia: i ceppi di SBEA attualmente in circolazione sono gli stessi degli ultimi anni, il farmaco di prima scelta resta dunque l’amoxicillina 50 mg/kg/die, suddivisa in due somministrazioni per 6 giorni nei casi di faringotonsillite acuta.
Un trattamento mirato e precoce, quando davvero indicato:
- accelera la guarigione;
- limita la diffusione del contagio;
- riduce il rischio di complicanze.
E una buona notizia: i bambini non sono più contagiosi dopo 24–36 ore dall’inizio della terapia e possono tornare a scuola se si sentono bene.
Gestione del portatore cronico di Streptococcus pyogenes: attenzione a non curare la salute
Non tutti i bambini con tampone positivo per streptococco sono malati. Alcuni sono portatori cronici, cioè ospitano il batterio in gola senza alcun segno di infezione.
Riconoscere questa condizione è fondamentale per evitare antibiotici inutili e restituire serenità alle famiglie.
Lo stato di portatore sano va sospettato quando:
- non si osserva una risposta rapida alla terapia antibiotica, nonostante la clinica sia compatibile e il test rapido (RAD) positivo;
- si verificano episodi ricorrenti di faringotonsillite con test positivo (tre o più in un anno);
- il tampone risulta positivo in assenza di sintomi.
In questi casi, l’uso dell’antibiotico non serve: il bambino non è “sempre malato”, ma un bambino sano con qualche episodio di mal di gola, spesso virale.
Questa consapevolezza riduce l’ansia familiare e limita il ricorso improprio a visite e terapie.
Inoltre, non va mai eseguito il tampone “di controllo” a fine terapia: non serve e rischia di generare nuovi trattamenti inutili.
Chi risulta ancora positivo è quasi sempre un portatore cronico, che non deve essere trattato per “eradicare” il batterio, salvo rari casi particolari:
- convivenza con persone affette da febbre reumatica;
- ripetute infezioni in famiglia;
- ansia significativa della famiglia;
- indicazione alla tonsillectomia solo per lo stato di portatore.
Infine, se un portatore cronico presenta un episodio acuto di mal di gola, l’antibiotico va considerato solo se i sintomi sono fortemente suggestivi (score di McIsaac 4–5) e sospeso se dopo 24 ore non c’è miglioramento.
Nessuna caccia al batterio: solo buon senso e sorveglianza intelligente. Non c’è un “nuovo streptococco killer”, solo una comuna infezione da osservare con lucidità e senza amplificazioni mediatiche. E senza inutili bombardamenti di antibiotici non opportuni.

