I PESTICIDI O PRODOTTI FITOSANITARI, denominati anche antiparassitari, fitofarmaci, erbicidi o agro-farmaci, sono suddivisi in diverse categoria a seconda dell’organismo nocivo da colpire.
• Gli insetticidi combattono insetti considerati dannosi alle colture agricole.
• I fungicidi contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da funghi.
• I diserbanti o erbicidi sono utilizzati per distruggere le erbe infestanti. Possono includere anche i defolianti.
• Gli anticrittogamici contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da batteri, muffe ed alghe.
• I nematocidi combattono i vermi del terreno o nematodi.
• Gli acaricidi combattono gli acari.
Ognuna di tali categorie include, a sua volta, sostanze o principi attivi appartenenti a diverse classi chimiche. I meccanismi d’azione sono quindi molto diversi tra loro pertanto i pesticidi non possono essere considerati un gruppo omogeneo di sostanze.
I pesticidi in commercio sono formulazioni che contengono almeno una sostanza attiva. In genere sono unite ad altre sostanze per poterli sciogliere più facilmente nell’acqua (emulsionanti), per conservarne la stabilità ed efficacia o per migliorarne la penetrazione nell’organismo bersaglio (coadiuvanti).
IL COMMERCIO TOSSICO ILLEGALE
Nonostante le promesse della Commissione Europea, l’esportazione dall’UE di pesticidi vietati perché dannosi per la salute e per l’ambiente è in forte crescita. A rivelarlo è una ricerca di Unearthed e Public Eye, che porta alla luce numeri impressionanti: nel 2024 l’Europa ha notificato l’intenzione di esportare circa 122.000 tonnellate di Pesticidi vietati, il doppio rispetto al 2018. Si tratta quindi di un processo progressivo e incontrollato.
La pratica illegale si fonda apparentemente su un DEFICIT normativo: quando una sostanza viene bandita dalla UE perché pericolosa, le aziende restano libere di produrla ed esportarla verso Paesi terzi.
Un assurdo normativo che rende assolutamente logico l’effetto boomerang: frutta e verdura che importiamo in Europa siano contaminati dalle stesse sostanze esportate.
Le esportazioni dei numerosi pesticidi commercializzati vede che il 58% delle spedizioni è destinato ai paesi a basso o medio reddito, dove mancano controlli adeguati e le conseguenze sanitarie e ambientali possono essere devastanti. Il Brasile, così ricco di biodiversità, risulta il principale importatore.
Per esportazione l’Italia è al sesto posto in Europa con 7.000 tonnellate. Tra le aziende coinvolte ci sono Finchimica, Tris, Corteva e Sipcam.
• Finchimica vende circa 4.000 tonnellate di trifluralin e 1.300 tonnellate di ethalfluralin
• Tris International produce oltre 600 tonnellate di fumiganti a base di 1,3-dicloropropene e cloropicrina vendute in Marocco
• Corteva 92 tonnellate di fungicidi contenenti mancozeb
• Sipcam Oxon esporta 105 tonnellate di fungicidi contenenti clorotalonil
I principi attivi più commercializzati sono:
• Il 1,3-dicloropropene, fumigante, vietato dal 2007 per i rischi alle falde acquifere e alla fauna, con oltre 21.000 tonnellate notificate.
• IL Glufosinate, erbicida, della tedesca BASF vietato dal 2018 perché tossico per la riproduzione, con 20.000 tonnellate destinate a 26 Paesi.
• Il Mancozeb, fungicida, vietato nel 2020 per i rischi endocrini e riproduttivi.
• I Neonicotinoidi come thiamethoxam e clothianidin, banditi in Europa perché letali per le api ma ancora esportati in grandi quantità.
• Il Clorpirifos, insetticida organofosfato, vietato nel 2020 per il legame con gravi danni neurologici nei bambini.
LA REGOLAMENTAZIONE
I prodotti fitosanitari sono disciplinati essenzialmente dal Regolamento quadro (CE) 1107/2009
La legislazione UE disciplina l’utilizzo e il commercio dei prodotti fitosanitari e la quantità dei loro residui negli alimenti. I prodotti fitosanitari non possono essere commercializzati o utilizzati se non in regola con la normativa vigente. Per la definizione di pericolosità si usa un sistema a due livelli:
1. l’EFSA valuta le sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari
2. Gli stati membri valutano e autorizzano i prodotti a livello nazionale.
Tutte le questioni relative ai limiti di legge dei residui di pesticidi nei cibi sono trattati nel Regolamento (CE) 396/2005. Tale regolamento disciplina anche i controlli ufficiali sui residui di pesticidi negli alimenti di origine vegetale e animale, che possono residuare dall’impiego dei pesticidi.
IL BUSINESS EUROPEO DEI PESTICIDI VIETATI
Nel 2018, dopo la prima inchiesta sul tema, la Commissione Europea si era impegnata a fermare l’export delle sostanze vietate.
Nonostante le evidenze, le consultazioni e gli studi, nessuna proposta legislativa concreta è stata presentata a tutt’oggi. Nel frattempo, le quantità di pesticidi illegali esportate sono più che raddoppiate nel giro di sei anni.
C’è anche un fattore coloniale, afferma Kara MacKay del gruppo sudafricano Women on Farms Project. “Questo commercio rivela un pensiero razzista e coloniale. La salute delle popolazioni del Sud del mondo viene considerata meno importante di quella dei paesi occidentali”.
L’UE in materia di agronomia produce una gran numero di leggi e regolamenti. Le norme europee sui pesticidi stabiliscono un quadro legislativo che regola la commercializzazione e la diffusione dei prodotti fitosanitari nell’UE.
Il regolamento si basa sul principio di precauzione. Le sostanze chimiche che non possono essere utilizzate nell’UE non dovrebbero essere esportate da essa.
E’ impensabile che l’UE non provveda tempestivamente a fermare una pratica così pericolosa per la salute collettiva di tutti i paesi interessati. E’ impensabile che non sappia che in altri paesi esistono norme diverse da quelle UE e che i pesticidi vietati rientrino in commercio dopo essere stati lavorati o processati fuori dalla UE.
Se la Commissione Europea mira a ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030, e a favorire le biodiversità, non si capisce perché non abbia ancora agito nell’impedire l’esportazione dei pesticidi vietati.

