Recentemente, nella capitale giapponese si è svolta la sesta edizione dell’International Crisis Summit (www.internationalcovidsummit.com), che ha visto la partecipazione di scienziati di fama mondiale, come Robert W. Malone, ma anche di politici, come l’europarlamentare Christine Anderson e personaggi di spicco, come il messicano Eduardo Verástegui, il produttore del famoso film Sound of Freedom (Il canto della libertà) che accusa il traffico di minorenni.

Apro una piccola parentesi per ricordare che Robert W. Malone è il vero scopritore della tecnologia sulla quale si basano i vaccini genetici a mRNA [1], al quale è stato negato il Premio Nobel per la Medicina nel 2023, probabilmente per le sue posizioni contrarie alla narrativa ufficiale sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini contro la COVID-19. Il premio è stato conferito a Katalin Karikó e a Drew Weissman per le loro scoperte riguardanti le modifiche delle basi nucleosidiche che hanno consentito lo sviluppo dei vaccini a mRNA contro la COVID-19 [2]. Tanto per fare una metafora realistica, il premio Nobel non è stato conferito a chi ha inventato l’automobile, ma a chi ci ha aggiunto i tergicristalli.

La prima edizione del Summit si è svolta a Roma nel settembre del 2021 (https://doctorsandscientistsdeclaration.org/original), fu, con buona probabilità, il primo congresso nel quale si sono riuniti medici e ricercatori che vedevano con occhio critico le misure pandemiche, come i lockdown e l’introduzione dei vaccini genetici.

La sesta edizione dell’ICS, si è svolta a Tokyo per un motivo specifico. Infatti, il Giappone è stato il primo paese al mondo ad approvare un nuovo tipo di vaccino genetico contro la COVID-19 per gli over 65, chiamato gergalmente vaccino replicon, la cui introduzione nel sistema sanitario nazionale è prevista per il mese di ottobre di quest’anno [3].

Il vaccino replicon, dal nome tecnico ARCT-154, dell’azienda farmaceutica Arcturus Therapeutics Inc (San Diego, California, USA), è un vaccino genetico che si basa sulla tecnologia dell’mRNA auto-replicante. Questa tecnologia, sfrutta le caratteristiche dal meccanismo replicativo del virus dell’encefalite equina venezuelana (VEE), permettendo all’mRNA vaccinale di auto-replicarsi all’interno delle cellule umane, inducendo la sintesi  della proteina spike per un periodo prolungato. Uno dei vantaggi dell’auto-replicazione dell’mRNA, propagandatati dall’azienda produttrice, è quello di permettere l’abbassamento della dose necessaria per ottenere un effetto immunizzante, da 50 μg del vaccino Pfizer/BioNTech, a 5 μg. È doveroso menzionare, che per il vaccino replicon è stato fatto uno studio randomizzato di sperimentazione clinica per testarne la sicurezza, l’immunogenicità e l’efficacia, il quale ha concluso la fase 3 riportando apparentemente buoni risultati [4]. Tuttavia, considerando il pessimo rapporto rischio/beneficio che hanno mostrato sul campo i vaccini genetici a mRNA contro la COVID-19, per una fetta della comunità scientifica e per coloro che sono stati danneggiati dai vaccini sopracitati, sussistono le stesse criticità anche per questa nuova tipologia di vaccino genetico; criticità che potrebbero essere addirittura aggravate dal fatto che il materiale genetico vaccinale ha la possibilità di auto-amplificarsi.

Di conseguenza, alcuni accademici giapponesi come il Prof. Yasufumi Murakami, il Prof. Chikatsu Hayashi e il Prof. Masanori Fukushima, i quali si sono opposti all’introduzione del vaccino replicon nel sistema sanitario nazionale nipponico, insieme ad associazioni come la “World Health Coalition Asia”, il “National Movement to Protect Lives from WHO” e naturalmente la commissione organizzatrice dell’ICS, hanno deciso di invitare scienziati di fama internazionale per informare i cittadini e i politici giapponesi a proposito dei danni causati dai vaccini a mRNA e dei potenziali rischi del replicon.

In questo frangente, ho ricevuto un invito per esporre i due temi per i quali mi sono battuto principalmente dall’inizio della pandemia, e cioè, le reazioni infiammatorie autoimmuni causate dai vaccini genetici contro la COVID-19 (con la conseguente necessità di accurati studi di biodistribuzione) e la censura della scienza [5–8].

Cercherò di riassumere molto brevemente i due temi sopracitati.

  • Nel marzo del 2022, sulla base di principi fondamentali dell’immunologia, come il processo di presentazione dell’antigene, avevo ipotizzato il meccanismo di potenziali reazioni autoimmuni in seguito a vaccinazione, suonando il campanello d’allarme sulla necessità di studi di biodistribuzione approfonditi [5]. La comunità scientifica deve realizzare che le cellule umane che sintetizzano la proteina spike vaccinale, vengono inevitabilmente riconosciute come una minaccia dal sistema immunitario, il quale scatena contro di loro una reazione infiammatoria di natura autoimmune. Di conseguenza, se il materiale genetico vaccinale rimane nel sito d’iniezione, la reazione infiammatoria è rivolta verso i miociti del deltoide (cosa non di certo gradevole, ma non mortale), ma se si distribuisce in altri distretti corporei, tessuti indispensabili per la vita e soggetti a severi danni sintomatici, potrebbero essere a rischio [5,8].
  • Per quanto riguarda la censura della scienza, questa è stata una delle armi più efficaci utilizzate dai decisori politici e dalle agenzie regolatorie, per creare il cosiddetto “consenso generale” sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini genetici. Infatti, imbavagliando totalmente qualsiasi voce contraria, si è creata l’illusione che tutta la comunità scientifica aveva la stessa opinione favorevole riguardo alle misure pandemiche e alla vaccinazione. Sono state attuate diverse forme di censura: come l’etichettatura (ogni persona con opinioni opposte è stata etichettata come cospirazionista, negazionista, terrapiattista, no-vax, minaccia per la società, criminale, ecc…); la rimozione dal web e dai social networks delle opinioni contrarie; la retrazione di articoli scientifici; l’ostruzione alla pubblicazione di studi scientifici; la perdita di posti di lavoro, di redditi, di posizioni professionali e licenze mediche; la censura finanziaria; ecc. Nel mio caso, la forma di censura che ho vissuto maggiormente, è stata l’ostruzione alla pubblicazioni di studi scientifici [6]. Non che non abbia subito anche una cospicua dose di etichettatura, ma quando si è sicuri di quello che si è imparato sui banchi universitari (come il processo di presentazione dell’antigene), forti del fatto di poggiare su solide fondamenta, ci si può far scivolare di dosso le offese e le infamie. Invece l’ostruzione alla pubblicazione di studi scientifici è stato, e lo è tuttora, un metodo subdolo ed efficace per rallentare a tempo indeterminato l’informazione scientifica, togliendo agli scienziati la loro via di comunicazione principale con il resto della comunità. Tanto per citare un caso caratteristico, per pubblicare l’articolo “Autoimmune inflammatory reactions triggered by the COVID-19 genetic vaccines in terminally differentiated tissues” scritto con un gruppo multidisciplinare di medici e ricercatori tra cui il Dr. Alberto Donzelli, il Prof. Masanori Fukushima e il Dr. Peter A. McCullough, è stato necessario inviare lo studio a ben dieci riviste scientifiche, durante le quali il lavoro non ha mai raggiunto i revisori, ma è stato direttamente bloccato dagli editori [6]. Questo dimostra che l’articolo non è stato “bocciato” per ragioni scientifiche, ma per ragioni politiche. Dio solo sa quanti studi scientifici vengono al momento ostruiti in modo analogo e quante informazioni utili stiamo perdendo. Informazioni che costano la salute di persone.

Il programma del congresso è stato molto fitto e ricco di emozioni. Il 25 settembre si sono tenute le conferenze stampa; il 26 ogni relatore ha esposto la sua presentazione; il 27 ci sono stati gli interventi nella Camera dei Rappresentanti del Parlamento giapponese; e il 28 c’è stata una marcia contro l’introduzione del replicon, organizzata dal “National Movement to Protect Lives from WHO”, alla quale hanno partecipato dalle 20 alle 50,000 persone.

Durante la pandemia, il Giappone non ha applicato obblighi vaccinali, perché fondamentalmente non c’è stato bisogno. Infatti, essendo il popolo nipponico estremamente ligio alle regole e tendenzialmente fiducioso nei buoni propositi del governo, è bastata la raccomandazione da parte del Ministero della Salute, del Lavoro e del Benessere, per ottenere un’altissima copertura vaccinale. Tuttavia, dopo aver constatato l’inefficacia dei vaccini contro la COVID-19, ma soprattutto, dopo averne subito gli effetti collaterali, i giapponesi si sono sentiti traditi. Di conseguenza, durante la conferenza abbiamo ricevuto un calorosissimo sostegno, che ci ha permesso di vivere quei giorni con grande determinazione ed entusiasmo.

Il 27 settembre, durante il mio discorso in Parlamento, mi sono focalizzato sulle reazioni infiammatorie autoimmuni causate dai vaccini genetici contro la COVID-19, facendo un’analisi riassuntiva del rapporto rischio/beneficio sfavorevole. L’intero intervento con i sottotitoli in italiano può essere visto gratuitamente sul mio canale Substack: https://panagispolykretis.substack.com/p/il-mio-discorso-al-parlamento-giapponese.

Devo ammettere che per me è stato un grande onore avere la possibilità di partecipare a questo evento per esporre i risultati delle mie ricerche. Spesso, ripercorro gli eventi degli ultimi 4 anni, i quali mi hanno portato da discutere animosamente sulle criticità dei vaccini genetici con i miei ex-colleghi del Centro di Risonanze Magnetiche (CERM) dell’università degli studi di Firenze, nelle fasi iniziali della pandemia, fino a diventare il primo ricercatore che ha ipotizzato il meccanismo di autoimmunità dei vaccini genetici contro la COVID-19 ed essere invitato per esporre questi dati nel Parlamento Giapponese. Facendo mente locale, penso che tutte le derisioni e gli insulti che ho ricevuto per aver avuto un’opinione diversa, l’impossibilità di perforare il muro di gomma che la propaganda mediatica aveva creato persino nell’ambito accademico, sommati all’enorme mole di ingiustizia che la nostra società ha subito durante la pandemia, mi hanno dato la forza per intraprendere questo cammino.

Vorrei chiudere questo articolo sulla mia esperienza in Giappone, con la considerazione conclusiva della mia presentazione del 26 settembre al congresso, rivolta ai professionisti sanitari (individui che lavorano nel settore della salute, come medici, infermieri, ricercatori e accademici dell’ambito biomedico):

I professionisti sanitari devono rendersi conto che, ora più che mai, gli interessi aziendali stanno influenzando non solo la salute umana, ma anche le libertà sociali.

La censura è una delle principali armi impiegate in questo processo.

Durante la pandemia, il mondo ha assistito a una sorta di colpo di stato globale, che è diventato possibile grazie alla complicità, alla mancanza di coraggio e alla mancanza di pensiero critico di una parte rilevante dei professionisti sanitari, che alla fine sono diventati i perpetratori dell’agenda.

 Non permettete che ciò accada di nuovo! Difendete la verità scientifica anche se siete soli, anche se siete gli ultimi, e non dimenticate le parole del giuramento di Ippocrate: “Non farò loro alcun male o ingiustizia”.

Elenco citazioni

[1]  R.W. Malone, P.L. Felgner, I.M. Verma, Cationic liposome-mediated RNA transfection., Proceedings of the National Academy of Sciences 86 (1989) 6077–6081. https://doi.org/10.1073/pnas.86.16.6077.

[2]  The Nobel Prize in Physiology or Medicine 2023, NobelPrize.Org (n.d.). https://www.nobelprize.org/prizes/medicine/2023/press-release/ (accessed October 20, 2024).

[3]  Redazione, Vaccini Covid a mRNA replicanti con produzione perenne di Spike, in Giappone autorizzata commercializzazione siero Replicon, (2024). https://www.ilgiornaleditalia.it/news/salute/647141/vaccini-covid-mrna-replicante-produzione-perenne-proteina-spike-giappone-autorizzata-commercializzazione-replicon.html (accessed October 23, 2024).

[4]  N.T. Hồ, S.G. Hughes, V.T. Ta, L.T. Phan, Q. Đỗ, T.V. Nguyễn, A.T.V. Phạm, M. Thị Ngọc Đặng, L.V. Nguyễn, Q.V. Trịnh, H.N. Phạm, M.V. Chử, T.T. Nguyễn, Q.C. Lương, V.T. Tường Lê, T.V. Nguyễn, L.-T.-L. Trần, A. Thi Van Luu, A.N. Nguyen, N.-T.-H. Nguyen, H.-S. Vu, J.M. Edelman, S. Parker, B. Sullivan, S. Sullivan, Q. Ruan, B. Clemente, B. Luk, K. Lindert, D. Berdieva, K. Murphy, R. Sekulovich, B. Greener, I. Smolenov, P. Chivukula, V.T. Nguyễn, X.-H. Nguyen, Safety, immunogenicity and efficacy of the self-amplifying mRNA ARCT-154 COVID-19 vaccine: pooled phase 1, 2, 3a and 3b randomized, controlled trials, Nat Commun 15 (2024) 4081. https://doi.org/10.1038/s41467-024-47905-1.

[5]  P. Polykretis, Role of the antigen presentation process in the immunization mechanism of the genetic vaccines against COVID-19 and the need for biodistribution evaluations, Scandinavian Journal of Immunology 96 (2022) e13160. https://doi.org/10.1111/sji.13160.

[6]  P. Polykretis, The censorship of science during the “COVID-19 era,” Dr. Panagis Polykretis Substack (2023). https://panagispolykretis.substack.com/p/the-censorship-of-science-during (accessed May 25, 2024). [7]  P. Polykretis, P.A. McCullough, Rational harm-benefit assessments by age group are required for continued COVID-19 vaccination, Scandinavian Journal of Immunology 98 (2023) e13242. https://doi.org/10.1111/sji.13242. [8]  P. Polykretis, A. Donzelli, J.C. Lindsay, D. Wiseman, A.M. Kyriakopoulos, M. Mörz, P. Bellavite, M. Fukushima, S. Seneff, P.A. McCullough, Autoimmune inflammatory reactions triggered by the COVID-19 genetic vaccines in terminally differentiated tissues, Autoimmunity 56 (2023) 2259123. https://doi.org/10.1080/08916934.2023.2259123.