Avrei dovuto partecipare all’Eco Festival della Val di Cecina, portando il mio contributo su salute, prevenzione e pensiero critico. Ma la mia presenza è stata cancellata: il Sindaco ha minacciato di revocare il patrocinio comunale se fossi salito sul palco, a detta degli organizzatori.
Non per violenze, insulti o fake news. Ma per il mio pensiero, perché scomodo, non allineato.
Eppure, l’articolo 21 della Costituzione italiana è chiaro:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
In Italia sempre più spesso assistiamo a forme striscianti di censura culturale, ma un festival che parla di ambiente, di futuro, di sostenibilità, può davvero permettersi di tacere le voci che non piacciono ai politici di turno?
La libertà di parola non serve per ascoltare chi ci rassicura, ma chi ci sfida.
Non si difende quando ci è comoda: si difende quando mette in discussione le nostre certezze.
Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe onorare la Costituzione, non piegarla al proprio tornaconto o alle convenienze ideologiche.
Un patrocinio negato perché qualcuno dissente è un atto di debolezza, non di autorevolezza.
Io continuerò a parlare. In piazza, nei libri, nei teatri.
Non per polemica, ma perché educare al pensiero critico è un atto d’amore verso la democrazia.
E ricordiamolo tutti:
Il silenzio degli altri non è libertà, è complicità.
Clicca qui per scaricare la lettera al Sindaco del dottor Serravalle.

