GLI ORDINI
Il rinnovamento delle cariche ordinistiche dei Medici-Chirurghi-Odontoiatri sta interessando un gran numero di provincie in Italia. Alcune elezioni si sono già concluse mentre la maggior parte sono in corso o lo saranno entro breve.
Quelle che le hanno precedute, nel 2020, sono state fatte a distanza e hanno avuto un numero relativamente basso di votanti.
La novità rilevante è che in numerose città sono state proposte liste elettorali oltre a quelle dimissionarie.
La nascita di queste liste è dovuta sicuramente all’insoddisfazione dell’operato di tutti gli Ordini dei Medici che specialmente durante la pandemia, hanno prodotto un malcontento generalizzato dovuto a una totale inadempienza dei doveri e dei ruoli istituzionali essenziali, in particolare la salvaguardia della libertà di esercizio della professione e di autonomia nelle cure.
La prova di questo è che tutte le nuove liste hanno programmi, contenuti e obiettivi molto simili tra loro.
Quella degli Ordini non è una condotta recente. Nel tempo e in particolare dal 2018, l’esasperazione di una parte della classe medica ha prodotto una reazione non solo corporativa ma che ha coinvolto la “base” dei medici lesi nei diritti dell’esercizio e nel significato stesso della loro professione.
Si tratta di una crisi generalizzata che ha fatto uscire dall’inerzia molti di loro.
In Italia sono più 237.000 gli iscritti agli ordini (con un rapporto di oltre 400 medici su 100.000 abitanti), mentre le elezioni dei consigli sono poco frequentate probabilmente in seguito alla consolidata sfiducia nei componenti delle liste (molto spesso di una lista unica). In genere il Consiglio uscente si ripropone, a volte un po’ rimodellato nei componenti, ma con un programma e una gestione regolarmente controllati dalla voce del padrone (Governi vari, Regioni, Politici, Industria e congregazioni varie).
I Consigli degli Ordini si possono perpetuare nel tempo come è successo per il valente e compianto Presidente Antonio Panti che a Firenze, è stato in carica per ben trent’anni (1987-2017).
Il ricambio è sempre scarso sia di genere che generazionale.
PROGRAMMI E OBIETTIVI
A parte l’obiettivo operativo di essere eletti, le nuove liste hanno (senza neanche accordarsi) presentato dei punti programmatici analoghi. Da Roma a Palermo, La Spezia, Torino, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Firenze, Perugia, Venezia e presso altri Ordini, i temi sono spesso comuni:
- La libertà di scelta e di cura
- Migliorare l’informazione medico-sanitaria della popolazione
- Tutelare l’indipendenza decisionale del medico
- Potenziare e garantire la medicina territoriale
- Valorizzare le medicine tradizionali, complementari e integrative
- Promuovere la prevenzione primaria in tutte le sue componenti
- Rendere trasparente la gestione amministrativa e dichiarare i conflitti di interesse
- Rispettare il codice deontologico e revisionare i processi disciplinari ordinistici
Alcune liste hanno presentato programmi più articolati e altre un “Manifesto” vero e proprio dove hanno approfondito e trattato le varie tematiche elencate (come a Roma).
Il termine “autonomia” ricorre nella denominazione delle liste a significare che quello che è maggiormente avvertito è l’asservimento degli Ordini verso i politici e i poteri forti.
Difendere la centralità e l’autonomia dell’Ordine dei Medici può rappresentare un punto di svolta anche per la Sanità e i diritti individuali e collettivi palesemente ostacolati.
La deriva socio-sanitaria in corso interessa soprattutto la politica. Vediamo come il recente DDL 1660 governativo, vada di pari passo a una involuzione di gran parte dei diritti basilari della popolazione oltre al diritto alla cura, il diritto di parola e di esprimere un dissenso. Molti medici in questi anni sono stati sanzionati dagli Ordini per il solo fatto di avere espresso delle opinioni sul concetto stesso di salute.
La lotta per ribellarsi a una logica socio-politica cavernicola in cui vince il più forte, dove prevale l’annientamento e la ghettizzazione dei più disagiati, dove si instaura una logica militare, può partire anche da queste iniziative di cambiamento dalla base.
Il medico non si occupa più della persona e deve ubbidire senza discutere a direttive che snaturano la sua funzione e la sua professionalità.
La logica soppressiva degli ordini è diventata intollerabile e dopo anni di passività aree di medici/odontoiatri in tutta Italia hanno iniziato a organizzarsi.
Oggi sono le liste apocrife domani potrebbe essere un movimento che raccoglie le ceneri di un sistema al collasso, mettendo l’etica e la scientificità come priorità effettiva e non solo come slogan vuoti e strumentali.

